«Subito un Consiglio comunale aperto,
traboccato un vaso
pieno di risse e spaccio»

OMICIDIO SUL LUNGOMARE - Francesco Micucci, Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi chiedono un assise sulla sicurezza. Tommaso Corvatta: «Stiamo propagandando una "Civitanova da bere" e l'amministrazione per prima non indica modelli virtuosi alternativi di sviluppo». La lista Civitanova Unica attacca Mirella Paglialunga: «Stucchevole»
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«Subito un consiglio comunale aperto sulla sicurezza». Lo chiede a gran voce Francesco Micucci, capogruppo del Pd a Civitanova, dopo l’omicidio sul lungomare sud del tunisino Rashed Amri lunedì notte (dieci giorni dopo che il nigeriano Alika Ogorchukwu era stato ucciso su corso Umberto). «Ora fanno tutti a gara a dire che c’è un problema di sicurezza – dice – e che occorrono più forze dell’ordine, ma fino a ieri sindaco e Lega non dicevano che la città era sicura? Il Pd da tempo segnala lo scarso presidio del territorio da parte dell’amministrazione e delle forze dell’ordine, troppo esigue per la realtà civitanovese. L’omicidio dell’altra sera è la classica goccia che fa traboccare il vaso; un vaso già pieno di pestaggi, risse, baby gang, spaccio. Una realtà che l’amministrazione ha cercato di nascondere sotto il tappeto, non capendo che questo è solo il rovescio della medaglia che porta con sé una città ricca e dedita alla movida e al divertimento notturno. E non può essere derubricato semplicemente ad un problema tra stranieri, come maldestramente tenta di fare la Lega, in perenne campagna elettorale».
Micucci sottolinea che, anche se non sono coinvolti civitanovesi, il problema della sicurezza li interessa da vicino.

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Francesco Micucci

«In primis perché se c’è chi spaccia è del tutto evidente che c’è anche chi quella roba la compra. E forse tra loro ci sta anche qualche civitanovese purosangue. Poi perché se la città è pericolosa anche i civitanovesi ci vanno di mezzo, sia per la scarsa sicurezza, che per il danno economico e sociale che questo comporta. E non è solo un problema di “percezione della sicurezza” come affermano in coro Ciarapica e Parcaroli: è un problema di sicurezza reale». Il consigliere chiede uno sforzo comune di forze politiche, sociali e di polizia. «Per questo come Pd ci stiamo facendo promotori di un consiglio comunale aperto perché tutti debbono sentirsi coinvolti e spingere il governo a dare un presidio di sicurezza degno della realtà civitanovese, che non solo in estate ma oramai tutto l’anno vede la presenza di problematiche connesse al gran giro economico presente in città. Presidio che neanche la Lega con l’allora ministro Salvini ha mai riconosciuto alla nostra città. Uno sforzo che coinvolga anche le forze di polizia municipale, che dovrà fornire una presenza sul territorio al passo con l’evoluzione della citta e che porti una piena collaborazione tra polizia municipale e di stato, con le telecamere finalmente collegate con il commissariato (ancora oggi il sindacato di polizia denuncia questa grave carenza)».

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Silvia Squadroni

Chiederà un Consiglio comunale aperto anche  il gruppo SiAmo Civitanova composto da Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi le quali sottolineano il bisogno di sicurezza tutto l’anno. «Si richiama la sicurezza in campagna elettorale ogni qual volta fatti negativi fanno pensare che il quieto vivere possa cessare a ogni angolo di strada e c’è sempre il “politico facilone” che sfrutta le circostanze per farsi propaganda. Questa non è politica, ma strumentalizzazione, anche di fatti gravissimi come la morte. Da qualche tempo Civitanova registra episodi di particolare disordine e violenza, sia nel periodo invernale che estivo e, oggi come non mai, gli episodi assumono carattere di particolare gravità. Il sindaco Ciarapica, anche nel suo discorso di insediamento del 16 luglio, ha ribadito che Civitanova sta crescendo nella movida: Civitanova deve crescere nella cultura. La cultura della civiltà, del rispetto della convivenza tra popoli e generazioni, del rispetto delle Istituzioni e dell’ambiente in cui viviamo. E’ sotto gli occhi di tutti che la movida cittadina sia fuori controllo. In città sono tornati a vedersi ‘gli zingari allontanati’; senza tetto accampati nei giardini pubblici; persone di ogni età annebbiati dall’alcol; uso smodato di stupefacenti, anche tra ragazzi giovani».

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Lavinia Bianchi

SiAmo Civitanova sottolinea anche le ripercussioni che questi episodi (sempre più numerosi) stanno avendo sui commercianti, sui cittadini, sulle famiglie, su chi vive ed investe a Civitanova: «E’ urgente che chi di dovere spieghi cosa si stia facendo per arginare e superare questi problemi: spieghino la Prefettura e la Questura quali misure siano state concordate ed adottate a favore della nostra città; spieghi la Asur cosa sta facendo per le persone (e le loro famiglie) che soffrono di disturbi psichiatrici; spieghino l’assessore ai Servizi sociali e l’ambito di cui Civitanova fa parte quali misure sono state adottate e quali saranno adottate (con specifica dei tempi) per aiutare chi si trova in difficoltà economica, psichica, lavorativa». Poi la proposta di una serie di misure: «E’ necessario partecipare con autorevolezza politica e tecnica nelle sedi istituzionali che fanno capo al prefetto, rappresentando le esigenze civitanovesi con puntuale chiarezza e determinazione e non mancando di offrire collaborazioni, ad esempio: il potenziamento del sistema di videosorveglianza, anche attraverso telecamere mobili per un controllo parimenti efficace ma meno oneroso; la messa a disposizione delle forze di polizia in tempo reale di tale sistema di vigilanza; il miglioramento e l’ampliamento del sistema di informazioni che il Comune, attraverso i propri servizi, rende e può rendere agli organi di polizia: fra questi identificare e censire gli autori di fatti di violenza, siano essi adulti o minori e, almeno per tali ultimi, coinvolgere i familiari; in un contesto coordinato di attività di vigilanza con le forze di polizia il Comune può fornire anche agenti municipali ora armati; altre collaborazioni che potranno essere individuate, non escluso uno studiato esercizio della potestà ordinanziale del sindaco». E per quanto riguarda il consiglio aperto: «Sarebbe auspicabile la presenza di autorità giudiziarie (procura e presidente del tribunale) per riflettere sul se e come intervenire anche a livello legale, per la tutela della sicurezza di tutti i cittadini di Civitanova e di chi decide di trascorrere il proprio tempo o investire qui da noi. Il 7 maggio organizzammo appositamente un incontro con don Luigi Merola e l’avvocato Giuseppe Bommarito, che invitiamo tutti a riascoltare e rivedere nella pagina Facebook di SiAmo Civitanova».

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Tommaso Claudio Corvatta

Anche l’ex sindaco Tommaso Corvatta, con la lista “Futuro in Comune” interviene sulla questione: «Siamo stati tra i pochi a denunciare che l’episodio della morte di Alika non era un episodio isolato, che vi era un clima di crescente tensione in città e che la sicurezza è un valore in cui tutti debbono fare la loro parte, dai cittadini alle forze dell’ordine passando per l’amministrazione comunale.  Ora dopo il secondo omicidio in 10 giorni, è crollata la vulgata di Ciarapica che egli ha provato a propinare anche sabato scorso alla manifestazione per Alika, per cui Civitanova è una citta pacifica ed estranea ala violenza. Adesso egli prova a propagandare un altro stereotipo, quello che aumentando i controlli delle forze dell’ordine si risolva tutto. Giusto aumentare i controlli, ma se non disinneschiamo i vari fattori che sono alla base dei continui episodi di violenza e vandalismo in città, cerchiamo solo di mettere la polvere sotto il tappeto. Il fatto che in città circolino fiumi di droga non è un problema solo di ordine pubblico, ma anche sociale e culturale, di modelli e stili di vita: stiamo propagandando una “Civitanova da bere” parafrasando una pubblicità di alcuni decenni fa, e l’amministrazione per prima non indica modelli virtuosi alternativi di sviluppo. Questa amministrazione agisce senza tener conto che viviamo in una realtà multietnica, anzi ha dato un segnale opposto con la cancellazione del consigliere comunale aggiunto: se non consideriamo che una percentuale importante di quelli che di fatto sono nostri concittadini provengono da luoghi con abitudini e costumi diversi da quelli occidentali italiani, li terremo pericolosamente ai margini e ci meraviglieremo ancora di fenomeni che potremmo invece prevenire. E’ scorretto – continua Corvatta – propagandare ai cittadini l’idea che basta aumentare i controlli per risolvere i problemi della sicurezza: per quanto questi si possano e si debbano aumentare, non sarà mai possibile presidiare ogni angolo della città, per cui alcune minime norme di comportamento civile vanno ricordate e sollecitate a tutti i cittadini».

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

Ieri era stata Mirella Paglialunga a intervenire criticando il governo della città e sostenendo che il modello Civitanova metropoli è fallito e sottolineando come la droga in città scorra a fiumi. Un intervento criticato da Civitanova Unica che definisce “stucchevoli” le parole della ex candida sindaco per il centrosinistra. «Al suo intervento davvero poco costruttivo mancava solo il riferimento alla famosa frase “piove governo ladro”. Lei, bocciata pesantemente alle urne, evidentemente sta cercando visibilità ma le recenti vicende non possono essere liquidate con parole dal chiaro intento speculativo. Quello che è accaduto ci deve mettere in guardia e farci prendere decisioni importanti e serie.
Che non si esplicitano con un intervento parlamentare come quello della senatrice Emiliozzi che nulla portano sul tavolo della questione anzi rischiano di peggiorare il senso degli accadimenti e a sicuro danno della nostra città. Il sindaco Ciarapica ha tenuto in questi frangenti un comportamento da vero primo cittadino, prima con il dialogo intrapreso con gli amici e familiari di Alika poi con il diretto e stretto contatto con gli organismi sovracomunali. La nostra città da sempre e da tutti è riconosciuta come accogliente e ben organizzata e questo non può essere cancellato da fatti, vorremo dire concomitanti e occasionali. Certo occorre mettere in campo azioni che stronchino sul nascere questo tipo di vicende e l’amministrazione attuale ha le capacità ma sopratutto l’intento di farlo. Non si può far passare Civitanova da razzista come purtroppo hanno inneggiato durante la manifestazione di sabato.

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La Scientifica al lavoro durante la notte sul luogo dell’omicidio

L’amministrazione comunale sta mettendo e metterà in campo azioni degne del problema e delle quali puntualmente sarà edotta la cittadinanza tutta. Occorre che i Civitanovesi si ribellino a ogni tipo di strumentalizzazione e che non ci stiano a passare per quelli che non sono, vale la pena ricordare che ogni volta da terremoti ad alluvioni da Civitanova sono sempre partiti aiuti per i più sfortunati.
Il nostro è un appello a far sì che i commenti partitici siano tenuti fuori da ogni tipo di ingerenza sull’operato del sindaco, della giunta, del consiglio e dei cittadini tutti. Occorre senza dubbio una più consistente azione di controllo e prevenzione per questo ci si sta adoperando affinché le forze dell’ordine e i vigili urbani si attivino in tal senso. Parlare poi della soluzione, ormai sotto gli occhi di tutti dell’abusivismo commerciale e degli accampamenti rom effettuata da Ciarapica come una operazione di facciata è davvero menzognero, in questo caso bisogna invece parlare di problemi risolti ed essere più obbiettivi – dicono rivolti a Paglialunga – e presentarsi anche se non eletti sindaci in consiglio comunale per il ruolo per il quale si è eletti ovvero semplice consigliere».



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