«Cocaina a fiumi, criminalità nascosta
in una città che guarda solo all’immagine
Fallito il modello Civitanova-metropoli»

OMICIDIO SUL LUNGOMARE SUD - La consigliera Mirella Paglialunga attacca l'amministrazione comunale e chiede una riunione urgente. «Il sindaco ha fatto credere, anche nella recente campagna elettorale, che il problema sicurezza era stato risolto mandando via rom e ambulanti. Additare come problematici i più deboli consente di lasciare spazio agli interessi criminali. La politica degli ultimi anni ha privilegiato la vita notturna, la movida, il facile proliferare di esercizi che regolano loro scelte a discapito della convivenza civile, della cultura, dell'integrazione, del rispetto delle regole. E la droga ha portato uno stile di vita sempre più spregiudicato». Interviene anche Dipende da noi: «Sarebbe facile chiedere le dimissioni dell’assessore alla sicurezza, ma non ci interessa cercare un capro espiatorio»
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Mirella Paglialunga consigliere comunale di opposizione, è stata la candidata sindaca del centrosinistra alle recenti elezioni

 

«Il tentativo del sindaco Ciarapica di salvare l’immagine di Civitanova come di una città accogliente e sicura è fallito miseramente nonostante la politica tutta gli abbia dato una mano in questo processo comunicativo e mediatico: ennesimo fatto di sangue e di violenza, il secondo morto in meno di 10 giorni. E poi risse violente in strada, furti, episodi d’intolleranza verbale sui social. Siamo tutti spaventati e preoccupati perché episodi violenti avvengono a tutte le ore del giorno e della notte e coinvolgono come soggetti attivi chiunque: civitanovesi, turisti, passanti, giovanissimi o adulti. Non è importante di che colore sia la loro pelle o la loro residenza: sono uomini e donne che rendono Civitanova ad una città non più sicura, che sta perdendo la sua identità e le sue caratteristiche con preoccupante assimilazione alle fenomenologie sociali delle metropoli e dei luoghi senza identità.
Ora, al di là delle differenze politiche o ideologiche che sembrano condizionare il buon senso e la dialettica sociale e politica, ritengo che Ciarapica debba prendere atto e denunciare egli stesso una situazione che sembra inasprirsi ed aggravarsi ogni giorno di più. Non basteranno i grandi eventi a salvare l’immagine e l’economia cittadina. Non basteranno operazioni scaltre di comunicazione mediatica unilaterale che mistificano provvedimenti banali per grandi operazioni di sicurezza.

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La Scientifica al lavoro durante la notte sul luogo dell’omicidio

Chi amministra oggi Civitanova non può solo preoccuparsi dell’immagine e della facciata di perbenismo ma deve innanzitutto riconoscere che Civitanova non è più una città sicura e ciò che sta accadendo ormai da anni, sistematicamente si acuisce in occasione dell’estate anche e soprattutto in conseguenza di scelte o non scelte politiche ed amministrative.
A Civitanova la politica degli ultimi anni ha privilegiata la vita notturna, la movida, il facile proliferare di esercizi che regolano loro scelte a discapito della convivenza civile, della cultura, dell’integrazione, del rispetto delle regole e quindi della vera sicurezza ed integrazione. La vita notturna e la movida hanno portato con sé droga, criminalità, gioco d’azzardo. Chi detta le regole a Civitanova? Sicuramente non è più il bene comune.
accoltellamento-sul-lungomare-rilievi-polizia-civitanova-FDM-21-325x217Il sindaco non è preoccupato per i suoi cittadini, per i giovani? Non lo è nemmeno per i figli e per i nipoti? In campagna elettorale ci ha fatto credere che per stare sicuri bastava mandare via gli ambulanti che esponevano le loro merci lungo i marciapiedi del lungomare sud mandando messaggi limitanti, strumentali e di comodo. Ci ha fatto credere che l’unico male civitanovese fossero i rom.
Oggi che tutto il lungomare di notte e di giorno è in presenza della delinquenza e dello spaccio non c’è alcuna presa di posizione da parte dei nostri amministratori? Cosa stanno facendo? Quali sono i provvedimenti che intende prendere la giunta per tutelare noi civitanovesi a breve e a lungo termine? Hanno fatto campagna elettorale vantandosi di aver mandato via venditori ambulanti. I fatti tragicamente ci dicono che la sicurezza non dipende solo da questo, come una certa destra vuole continuamente far credere
Additare come problematici i più deboli è facile e consente di non fare autocritica, di non metterci in discussione e consente di lasciare spazio agli interessi criminali.

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica sul luogo del delitto

Vogliamo parlare di uno dei problemi principali? A Civitanova la droga è molto diffusa ed è causa di violenza e pericolo. I due episodi mortali direttamente o indirettamente sembrano confermarlo. E’ arrivato il momento che il sindaco renda chiare ed esplicite le sue politiche di lotta alla droga e le sue scelte perché l’amministrazione sia da supporto alla prevenzione e al recupero. Cosa fa questa amministrazione al riguardo? Cosa intende fare? Non c’è alcuna presa di posizione.
Ed intanto si lasciano proliferare i fenomeni più pericolosi. E non si dica che è una questione che riguarda prevalentemente altri soggetti istituzionali e che ad essi si delega ogni iniziativa, anche con esborso di somme per tacitare la coscienza e l’azione politica.
Si continua ad ignorare che la cocaina scorre a fiumi a Civitanova (fenomeno spesso documentato su questi giornale dall’avvocato Bommarito, ndr) e che sarà un problema ancora più grande nei futuri anni perché i ragazzini hanno facile accesso, proprio perché estremamente diffusa. La cocaina è la droga maggiormente presente ed è una sostanza che facilita aggressività, discontrollo comportamentale e paranoia.
Bisognerebbe chiedersi perché la cocaina stia attecchendo a Civitanova, non è casuale ma ciò è collegato ad uno stile di vita sempre più spregiudicato, aggressivo, ambizioso, interessato ed individualista. E’ uno stile di vita, è un processo culturale a cui va posto un freno proprio dalle istituzioni ed in primis dalle politiche locali.
E siccome la politica non va in vacanza in questi frangenti, il sindaco, l’assessore alla sicurezza, l’assessore alle Politiche Giovanili, l’assessore ai Servizi Sociali diano conto immediatamente ai cittadini ed al Consiglio comunale delle politiche a breve e a medio termine che intendono attivare fin da subito. Una riunione urgente del consiglio comunale in cui si attendono chiarimenti nel merito delle questioni sollevate. Questa testimonianza di impegno farebbe venir meno circa l’opportunità delle loro dimissioni per manifesta incapacità di controllo e governo del territorio».

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Roberto Mancini, consigliere comunale e leader del movimento Dipende d Noi

Sulla questione interviene anche il movimento Dipende da Noi, rappresentato in Consiglio comunale dal docente universitario Roberto Mancini: «Siamo diventati un caso nazionale. Il degrado della convivenza civile a Civitanova è un dato evidente, così come è evidente l’inadeguatezza dell’Amministrazione comunale (che di fatto governa la città da più di cinque anni) a costruire una risposta efficace. I due omicidi in pochi giorni e le risse che si ripetono a ogni fine settimana sono le manifestazioni più gravi di un clima di inciviltà diffusa che semina un senso di insicurezza e di impotenza nella cittadinanza. Questi sono i frutti velenosi della mancata opera di prevenzione e di armonizzazione del sistema delle relazioni sociali in città. A questa situazione non si risponde con la propaganda politica del “prima gli italiani” e con la logica razzista che addebita la criminalità alle persone straniere, tanto più dopo l’omicidio di Alika Ogorchukwu che è maturato in un contesto di disprezzo per i migranti. Si deve rispondere invece non solo con il rafforzamento del controllo sul territorio, da parte delle forze dell’ordine, ma anche con una strategia integrata di sicurezza sociale, azione educativa e sviluppo culturale. Occorre intervenire contro la povertà, lo sfruttamento economico, l’isolamento di ampi strati di popolazione, la mancanza di proposta educativa per i giovani. E questo si fa lavorando per tutelare chi è più debole socialmente, promuovendo il coordinamento delle forze economiche del territorio per generare lavoro vero, costruendo una rete di amicizia sociale tra i civitanovesi e le comunità straniere, allestendo luoghi di aggregazione, sostenendo l’opera educativa delle scuole, accompagnando il cammino di autonomia dei giovani e facendo fiorire le attività culturali, perché dove la cultura è diffusa e partecipata il degrado e l’inciviltà arretrano. Il Consiglio comunale dev’essere messo in condizione di contribuire a questa strategia, ma tuttora non sono state istituite le commissioni consiliari che sono il vero organismo di lavoro concreto per la città. Sarebbe facile chiedere le dimissioni dell’assessore alla sicurezza (il leghista Giuseppe Cognigni, ndr) di fronte a questa situazione di inerzia, ma non ci interessa cercare un capro espiatorio, ci interessa attivare quanto prima una strategia di risanamento della convivenza sociale a Civitanova. La sicurezza dalla criminalità si basa, oltre che sulla repressione e sul controllo delle forze dell’ordine, sulla sicurezza sociale e sulla giustizia, sul rafforzamento dell’economia onesta, sulla cura dei luoghi e delle attività collettive, sulla crescita culturale e sull’impegno nei processi educativi. Siamo pronti a collaborare, ma occorre che l’Amministrazione comunale cambi profondamente atteggiamento, passando dall’inerzia all’attivazione di una strategia mirata sulle vere priorità di Civitanova».

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