«Sette posti in più al Covid center,
tante richieste di terapia intensiva»
TERZA ONDATA - Ridotti i posti di rianimazione a Macerata e Civitanova. La direttrice dell'Area vasta 3, Daniela Corsi: «Necessario perché ci servivano infermieri. Abbiamo preso anche anestesisti»
«Purtroppo servono posti letto in terapia intensiva, per questo abbiamo potenziato i moduli 4 e 5 del Covid hospital di Civitanova, con sette posti letto in più». Così la direttrice dell’Area vasta 3, Daniela Corsi, alle prese con la necessità (in particolare data dalla situazione in provincia di Ancona) di aumentare il numero di letti dedicati ai pazienti Covid che hanno bisogno di essere sottoposti a cure di terapia intensiva (cure che richiedono molti giorni di degenza in ospedale). Sette sono i letti in più, e per attivarli è stato necessario far arrivare altro personale al Covid hospital.
«Serviva personale infermieristico. Per averlo abbiamo ridotto il numero di posti in Rianimazione a Macerata da 8 a 4, e a Civitanova da 5 a 2, parliamo di posti per pazienti non Covid. Inoltre abbiamo ridotto da 3 posti a 1 l’Utic. Inoltre abbiamo preso degli anestesisti». Sul motivo che ha portato alla terza ondata, spiega: «Il problema è che c’è una forte richiesta di posti letto in rianimazione. Il peggioramento della situazione è l’effetto di precedenti zone gialle e arancioni con persone che si sono comportate come se fossero in zona bianca». E l’effetto è stato un aumento di contagi e la necessità di adottare la zona rossa, nella speranza che possa bastare e non siano necessarie ulteriori restrizioni. Per sapere se la zona rossa ha dato qualche effetto sarà necessario attendere la prossima settimana. Altro problema è l’aumento di pazienti giovani che arrivano in ospedale in condizioni gravi.
(Gian. Gin.)
(foto di Federico De Marco)










































Povera Sanità, ridotta a brandelli dai politici che pensano solo a se stessi, invece di assumere personale, come si può andare avanti così, chi lavora in questi Reparti non sa più cosa fare, con una piccola coperta non sa se coprirsi la testa o i piedi, questi Reparti dovrebbero essere privilegiati, invece con personale preparato/specializzato si trovano con personale ridotto, un grande RINGRAZIAMENTO a queste persone che meritano tanto. FORZA CORAGGIO A VOI CHE SIETE IN QUESTI REPARTI, NON MOLLATE SIAMO NELLE VOSTRE MANI
Siccome leggo di continuo commenti che parlano di ipotetiche persone che NON volevano il Covid Hospital, prima di iniziare l’analisi dei numeri è opportuno ancora una volta specificare che nessuno era contrario ad un Covid Hospital o all’aumento dei posti di terapia intensiva. Chi contestava l’opera la contestava per l’ubicazione, cioè lontano dagli altri servizi ospedalieri, e soprattutto per la natura provvisoria che avrebbe necessariamente comportato sprechi. Vediamo perché, e per fare questo prendiamo i numeri scritti proprio nel sito ufficiale del Covid Hospital (presso Ente Fiera di Civitanova Marche) creato proprio da chi ha realizzato l’opera. Per chi volesse controllare questo il link: https://www.covidhospital.eu/
Si può consultare sia il Conto Economico che la Relazione. Io ho preso quest’ultima.
Risultano da qui:
Donazioni Raccolte: 8.054.309,57 euro
Costi Sostenuti : 8.084.805,01 euro (Iva Inclusa)
Ripartizione di questi costi:
– 5.681.944,68 euro per Opere Strutturali ed Impianti;
– 1.762.595,48 euro per Attrezzature Medicali;
– 39.925,42 euro per Spese Generiche;
– 600.339,43 euro per Management, Professionisti, Progettazione, Sicurezza, Logistica.
E’ evidente che su 8.084.805,01 euro, solo 1.762.595,48 euro sono per per Attrezzature Medicali, mentre 5.681.944,68 euro vanno in Opere Strutturali ed Impianti.
Data la natura provvisoria del sito, quando sarà smobilitato quei 5.681.944,68 euro andranno persi, comporteranno addirittura costi di smaltimento in discarica, e per trasferire le Attrezzature Medicali nelle nuove ubicazioni sarà necessario spendere molti altri soldi in nuove Opere Strutturali e nuovi Impianti.
Chi contestava l’opera fatta in questa maniera, tra i quali vi ero io, diceva semplicemente che realizzandolo in una struttura che rimane fissa, alla fine dell’emergenza tutto rimane li dove è, così ti eviti di sprecare quei 5.681.944,68 euro. Faccio notare che questa cifra relativa ad Opere Strutturali ed Impianti corrisponde a circa il 70% della somma raccolta. In Attrezzature Medicali viene investito solo circa il 22% della cifra.
Questo era il punto su cui discutere.