Il cortometraggio della Scuola Leopardi
selezionato per il Bridge Film Festival
MACERATA - "Silver City" racconta Srebrenica 30 anni dopo il genocidio. Il rettore John McCourt: «Nasce da un’esperienza formativa intensa, vissuta tra Sarajevo e Srebrenica, e mostra come l’università possa educare non solo attraverso lo studio, ma anche attraverso l’incontro, l’ascolto e la responsabilità della memoria»

Il cortometraggio “Silver City”, prodotto dalla Scuola di studi superiori Leopardi di Unimc, è stato selezionato al Bridge Film Festival di Verona. Il lavoro racconta Srebrenica trent’anni dopo il genocidio. Un gruppo di giovani studenti e studentesse arriva dall’Italia nella “Città d’Argento”, e attraverso semplici occasioni, passeggiate e conversazioni spontanee incontra coetanei, cittadini e cittadine, scoprendo sogni, paure, speranze e vita quotidiana dei giovani bosniaci.
“Silver City” diventa un viaggio attraverso l’umanità, dove la memoria del passato si intreccia con il desiderio di futuro delle nuove generazioni. Alla realizzazione del cortometraggio hanno dato un contributo fondamentale Valentina Gagić dell’Associazione Sara e la cittadinanza di Srebrenica, Roberta Biagiarelli che ha coordinato il viaggio e Azra Nuhefendić. Bridge Film Festival si è sviluppato in quattro luoghi pulsanti del quartiere Filippini di Verona: e qui nel piccolo gioiello Teatro Satiro Off, cuore di Casa Shakespeare, è stato proiettato Silver City, con grande apprezzamento del pubblico. «Ogni anno ci ritroviamo per riflettere sui temi importanti della nostra società, perché riteniamo che la cultura possa essere un potente strumento di riflessione e mutamento» commenta Ginevra Gadioli, co-direttrice artistica del festival. Presente alla proiezione il regista Ado Hasanović, che ha dichiarato «Sono particolarmente felice che Bridge Film Festival ospiti la prima mondiale di questo documentario. Nato dall’incontro tra gli studenti delle Scuole di Studi Superiori e la comunità di Srebrenica, il film racconta il valore dell’ascolto, del dialogo e di uno sguardo nuovo su un luogo troppo spesso definito soltanto dal suo passato».
Presente anche la direttrice della Scuola di Studi Superiori Leopardi, Carla Danani, che ha messo in rilievo l’importanza di esperienze come quella in Bosnia Erzegovina, per «non lasciarsi imporre le cosiddette fatalità della storia», ed ha ricordato la valenza formativa delle Scuole di Studi Superiori, della cui rete la Scuola di Studi Superiori G. Leopardi dell’Università di Macerata fa parte (www.scuolastudisuperiori.it).
«La selezione di Silver City al Bridge Film Festival di Verona è un risultato importante per la Scuola di Studi Superiori Leopardi e per tutta l’Università di Macerata – sottolinea il rettore di Unimc John McCourt – il cortometraggio nasce da un’esperienza formativa intensa, vissuta tra Sarajevo e Srebrenica, e mostra come l’università possa educare non solo attraverso lo studio, ma anche attraverso l’incontro, l’ascolto e la responsabilità della memoria. La storia non resta viva da sola: deve essere resa accessibile, interrogata e rielaborata da ogni nuova generazione, perché solo così può diventare una difesa contro l’indifferenza e contro il rischio di ripetere gli stessi errori. Silver City racconta Srebrenica trent’anni dopo il genocidio con lo sguardo delle nuove generazioni, intrecciando passato e futuro, ferita e speranza. Sono orgoglioso del lavoro della Scuola Leopardi, della sua Direttrice, degli allievi e delle allieve coinvolti: questo riconoscimento conferma il valore di una formazione che unisce eccellenza, sensibilità civile e apertura europea».