«Covid center, ancora personale di Av3
per aprire il quinto modulo
Stiamo andando a picco»

PANDEMIA - L'allarme è della Cgil che parla di dipendenti al lavoro da 15 giorni di fila, di mobilio preso da altri reparti e spostato alla struttura di Civitanova, di persone al pronto soccorso che hanno bisogno di cure semi intensive, e chiede che siano fatte assunzioni «ogni giorno che si perde si mettono a rischio delle vite»
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«Oggi aprono il quinto modulo al Covid center di Civitanova e sempre con personale dell’Area Vasta. Due reparti sono stati chiusi e spogliati del mobilio per portarlo nella struttura che dicevano era pronta. Sono in aumenti o casi di personale contagiato, otto infermieri positivi nei rparti Utic e Cardiologia dell’ospedale di Macerata. Ci sono persone che non hanno riposi da 15 giorni. Servono misure eccezionali e assunzioni a tempo indeterminato, in deroga alle disposizioni vigenti. Ogni giorno di ritardo mette in pericolo delle vite». E’ il grido d’allarme di John Palmieri e Sonia Prosperi, rispettivamente segretario generale della Fp Cgil e coordinatore Rsu dell’Area vasta. «La sanità dell’Area Vasta 3 sta andando a picco, non sappiamo ancora fino a quando sarà in grado di reggere con questi ritmi di lavoro – dicono i sindacalisti -. Sono state rimodulate dal punto di vista sia strutturale che funzionale le varie attività ospedaliere al fine di garantire in questa fase l’utilizzo completo sia della palazzina Covid (ex malattie infettive) di Macerata che il Covid hospital di Civitanova e per garantire a tutti gli ospedali di questa Area vasta la continuità clinico assistenziale ai pazienti non Covid seppure a regime ridotto.

Ma tutto questo non ha portato l’effetto desiderato, i servizi garantiti all’utenza sono ridotti all’osso, la palazzina ex Malattie infettive di Macerata ha saturato già da giorni i posti letto a disposizione, i pronto soccorso di Macerata e Civitanova sono al collasso. Nello specifico ci risulta che al pronto soccorso di Civitanova, siano ricoverati 23 pazienti Covid positivi, 5 dei quali con il casco per la ventilazione assistita, con picchi di 8 pazienti contemporaneamente, di fatto una terapia sub intensiva dove viene richiesto un elevato numero di infermieri e medici a garantire l’assistenza che al momento risulta inadeguata nei numeri. Quasi tutti gli altri pazienti necessitano di ossigeno ma le bocchette a disposizione per l’ossigenoterapia sono solo 16, insufficienti per trattare tutti i degenti. Viene utilizzato anche il container esterno nel caso in cui vi sia un grande afflusso di pazienti che necessitano di ricovero, il rischio però è quello di non avere personale infermieristico dedicato per l’assistenza in quanto c’è carenza di tali professionisti ed i pochi presenti sono dedicati ad altre attività più urgenti». I sindacalisti continuano: «Sono state accorpate la chirurgia-ortopedia di Macerata, ostetricia e ginecologia sempre di Macerata. Inoltre Otorino e Ortopedia sono stati accorpati a Civitanova. Tutte le medicine sono state contratte di oltre il 50% dei posti letto (Civitanova, Macerata, San Severino e Camerino). Lungodegenza San Severino è chiusa. I reparti chiusi (Urologia a Macerata, Ortopedia a Civitanova) sono stati spogliati del mobilio esistente utilizzato per il Covid Hospital. Per fortuna che era tutto pronto. Il Covid Hospital di Civitanova con 4 moduli attivati ed oggi verrà aperto anche il quinto per la cui gestione viene utilizzato personale esclusivamente da Area vasta 3. Ribadiamo la necessità improrogabile di utilizzare anche quello operante nelle altre Aree Vaste».

E ancora, definiscono «preoccupanti i dati in forte aumento di casi di contagio tra il  personale, da ultimo ci risulta che alla data di ieri sera ci sono stati 8 infermieri positivi nei reparti Utic e Cardiologia dell’ospedale di Macerata (che ieri era stato chiuso e sanificato, ndr). L’emergenza e la carenza di personale non sono solo del Covid Center di Civitanova, ci sono anche forti criticità  per quanto riguarda gli operatori ( Medici e comparto) in servizio nelle altre strutture dell’Area Vasta 3, costretti a fare turni giornalieri di 12 ore per poi essere reperibili la notte, magari alternandosi con l’unica collega disponibile nel reparto. Senza riposi da oltre 15 giorni. Una situazione insostenibile visto il perdurare dell’emergenza». Il sindacato conclude: «Sono necessarie misure sanitarie eccezionali: assunzioni a tempo indeterminato in deroga alla disposizioni vigenti. Asur Marche provveda all’assunzione immediata di personale infermieristico, oss, tecnico e riabilitativo. Ogni giorno di ritardo mette a repentaglio vite umane».

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