Marinelli si dimette da sindaco,
Castelraimondo sarà commissariato

POLITICA - La carica non è compatibile con quella di consigliere regionale per cui è stato eletto. Ora la Prefettura nominerà entro 20 giorni un commissario per la prima volta nella storia del piccolo centro. L'ex primo cittadino era alla guida da 23 anni
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Renzo Marinelli

 

di Monia Orazi

Si è dimesso questa mattina da sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli. Il motivo è l’incompatibilità con la carica di consigliere regionale alla quale è stato appena eletto. Ora la palla passa alla Prefettura di Macerata, che entro venti giorni dovrà nominare un commissario prefettizio, che provvederà a guidare il Comune sino alle elezioni amministrative che si terranno la prossima primavera. Decade così in anticipo di qualche mese, rispetto alla sua scadenza naturale, tutta l’amministrazione comunale, consiglio comunale e giunta compresa. Due erano le strade che poteva scegliere Marinelli: quella che si è concretizzata stamattina, con le dimissioni dalla carica ed il passaggio del governo del Comune al commissario prefettizio, oppure la dichiarazione di decadenza fatta dal Consiglio comunale, cosa non avvenuta. Se si fosse seguita questa seconda ipotesi la reggenza del Comune sarebbe passata al vicesindaco uscente Esperia Gregori, in carica insieme ai colleghi di giunta ed all’intero consiglio comunale che avrebbe portato avanti l’amministrazione sino alla scadenza naturale, insieme ai progetti su cui la maggioranza si è impegnata in questi anni, ricostruzione post terremoto compresa. Ora tutto sarà seguito dal commissario prefettizio.

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Renzo Marinelli con la fascia tricolore

Il commissariamento del Comune è una novità per Castelraimondo. Marinelli infatti era l’ex assessore della giunta guidata nel 1997 dall’allora sindaco Mario Cavallaro e si candidò per la prima volta a sindaco nella primavera del 1997. A pochi mesi dall’elezione si ritrovò ad affrontare il sisma del 1997, ha ricoperto il ruolo di sindaco per quattro mandati, alle prossime elezioni non si sarebbe potuto ricandidare. Tranne una legislatura a cui non poteva concorrere da primo cittadino, è stato ininterrottamente alla guida dell’amministrazione per 23 anni, a cui si aggiungono quattro anni da assessore con Cavallaro e cinque anni da vicesindaco, quando a portare la fascia tricolore c’è stato Luigino Bonifazi. In questi anni Castelraimondo ha seguito le vicende dell’entroterra, subendo la crisi dell’industria tradizionale, il forte ridimensionamento dell’occupazione nel manifatturiero, nel settore della carta, della filiera degli elettrodomestici, la cessazione dell’attività del cementificio. A livello di popolazione il numero dei residenti negli anni è rimasto sostanzialmente stabile. Ora per Marinelli si apre la sfida, da consigliere regionale di portare avanti le istanze del territorio montano, sospeso tra la necessità di una ricostruzione materiale ed interventi urgenti per favorire lo sviluppo economico.

 

Castelraimondo, Marinelli deve lasciare: si va verso la reggenza del vicesindaco

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