«Riaprite scuole e università
o ai giovani resta solo la movida»

INTERVENTO - A dirlo è stato Claudio Pettinari rettore Unicam, ospite ieri sera del webinar organizzato da Catia Ventura editrice, per la presentazione del volume "La strategia dell'abbandono", scritto da Leonardo Animali
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Il rettore Claudio Pettinari

«Abbiamo riaperto attività commerciali, ma le scuole e le università restano chiuse. Andrebbero aperte per insegnare quel civismo e quel rispetto delle regole che a volte mancano, soprattutto ai ragazzi a cui altrimenti resta solo la movida. Come antidoto al Covid, oltre alle norme sacrosante di distanziamento personale e dispositivi di protezione individuale serve formazione, oggi più che mai abbiamo bisogno di maestri». A dirlo è stato Claudio Pettinari rettore Unicam, ospite ieri sera del webinar organizzato da Catia Ventura editrice, per la presentazione del volume “La strategia dell’abbandono”, scritto da Leonardo Animali, ex assessore del comune di Jesi, da qualche anno trasferitosi a Falcioni di Genga.

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Il webinar di ieri sera per la presentazione del libro di Animali

«L’università è la più grande azienda del territorio da cui dipendono circa 1.500 persone, di cui ho la responsabilità come datore di lavoro – ha aggiunto Pettinari – ha attuato una strategia fatta di resilienza e legame con il suo territorio. Basta parlare di aree interne, servizi e scuole sono fondamentali per il futuro del nostro territorio. Un premio Nobel può nascere ovunque. Il problema della fame nel mondo è stato risolto da Nazareno Strampelli, che nacque in questo territorio montano. Investire sulla formazione e sulla cultura crea capacità di sviluppo». All’incontro moderato da Catia Ventura hanno partecipato anche il giornalista Luca Pagliari che ha ricordato l’esempio del sindaco Angelo Vassallo e della sua azione amministrativa ispirata alla legalità, l’artista Andrea Silicati che ha illustrato la copertina del libro.

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Leonardo Animali

«Il libro vuole essere un’operazione verità – ha detto l’autore Leonardo Animali – dobbiamo dirci la verità su quanto accade intorno a noi, questo rappresenta un atto di amore verso il proprio territorio, per mettere in luce il perseverare di azioni e comportamenti contrari al bene comune». Animali ha parlato di “restanza”, termine coniato dell’antropologo Vito Teti, per descrivere coloro che da una zona in gravi difficoltà come l’Appennino terremotato, non se ne vogliono andare e puntano su nuove possibilità di sviluppo del territorio. Nel libro a partire da vicende personali ed altre legate al Comune di Genga, Animali denuncia l’apatia di molti che fanno finta di non vedere scelte e pratiche amministrative e politiche, volute solo per dirigere denaro pubblico alle cerchie di amici o procacciatori di voti. Il rischio che l’Appennino che si sta progressivamente spopolando diventi “terra di conquista” per grandi gruppi industriali del settore agroalimentare o luogo in cui costruire grandi opere che non sono funzionali ad uno sviluppo armonico e sostenibile viene descritto nelle pagine del libro.

(redazione Cm)

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