Più soldi agli operatori sanitari
in prima linea contro il Covid:
sindacati pronti alla mobilitazione

L'APPELLO di Luca Talevi, segretario regionale Cisl-Fp, in vista dell'incontro con la Regione: «Coloro denominati "eroi" in busta paga non hanno visto neanche un centesimo di riconoscimento». Sul piatto anche l'organizzazione del Covid center di Civitanova e le stabilizzazioni
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Luca Talevi

 

«Qualora non si giunga ad un accordo, i sindacati confederali di categoria avvieranno iniziative immediate di mobilitazione a supporto della vertenza». Sono le parole di Luca Talevi, segretario regionale Cisl-Fp, in vista dell’incontro con la Regione di venerdì. Sul piatto il riconoscimento economico per «l’enorme sforzo compiuto, ed ancora in corso, da coloro denominati “eroi” a parole ma che in busta paga non hanno visto neanche un centesimo di riconoscimento». Gli operatori sanitari in prima linea contro il Covid. «L’accordo confederale – spiega Talevi – è rimasto, dal 20 aprile scorso, sulla carta nonostante molte altre regioni hanno nel frattempo trovato l’intesa per valorizzare concretamente il lavoro compiuto da infermieri, oos, tecnici, che hanno lavorato senza soste rischiando spesso la propria incolumità fisica, operando in condizioni estreme, pur di dare risposte ai pazienti. Chiediamo il riconoscimento delle dovute indennità, dei tempi di vestizione, oltre che di risorse aggiuntive atte a valorizzare concretamente l’attività svolta». Altro punto, l’organizzazione del Covid center di Civitanova. «Si è ribadito al presidente della Regione Marche ed all’Asur – continua Talevi – che il personale a tempo indeterminato coinvolto dovrà essere composto da coloro che volontariamente chiedono la mobilità da altra struttura ospedaliera garantendo la sostituzione dello stesso personale per il periodo ove sarà coinvolto nell’ospedale Covid. Le altre patologie infatti non sono andate in “ferie” durante l’emergenza e lunghe sono le attese da smaltire in tutte le strutture ospedaliere. Necessita personale anche per garantire almeno il periodo di ferie estive a personale stremato dopo tre mesi di lavoro senza sosta ed anche psicologicamente pesantissimo». La Cisl, insieme alle altre sigle, chiede poi alla Regione che «deliberi quanto prima il piano delle stabilizzazioni 2020/2022, alla luce anche dei tanti precari che in questo periodo si sono messi a disposizione per supportare le azioni tese a contrastare l’emergenza Covid. Alla Regione – conclude Talevi – verrà inoltre chiesto un chiaro intervento a favore dei lavoratori della sanità privata, senza contratto nazionale da oltre tredici anni. Non è accettabile che oltre 4000 lavoratori marchigiani di strutture aderenti ad Aris ed Aiop operino con salari fermi dal 2007. Il 18 giugno è stato indetto lo sciopero nazionale della sanità privata, ma chiediamo alla Regione di farsi parte attiva con le associazioni datoriali per definire quanto prima l’annosa questione».

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