La prof Latini sconfigge il Covid:
«Una parola semplice, grazie»

CINGOLI - Dopo essere stata ricoverata per settimane insieme al marito nell'ospedale di Camerino e nell'Inrca di Fermo, la presidente dell'Accademia Labiena dedica una lettera a tutto il personale e alle persone che l'hanno aiutata ad affrontare l'isolamento
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Teresa-Latini

Teresa Latini

 

Ricoverata per settimane per il Covid, la professoressa Teresa Latini ce l’ha fatta. La presidente dell’Accademia Labiena di Cingoli, molto conosciuta nel territorio anche per aver insegnato lingue straniere a generazioni e generazioni di studenti, è tornata a casa ieri insieme a suo marito, Paolo Stramazzotti, anche lui ricoverato per infezione da Coronavirus. Ma la professoressa Latini, prima di tutto, ha voluto ringraziare il personale dell’ospedale di Camerino e dell’Inrca di Fermo e dedicare loro una commovente lettera che pubblichiamo sulle nostre pagine.

Una parola semplice, breve, di poche lettere, ma colma di significato per esprimere la mia riconoscenza e la mia gratitudine: grazie. Ringrazio tutti: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, addetti alle pulizie, tecnici, psicologa, fisioterapiste, insomma tutto il personale dell’ospedale Covid-19 di Camerino e dell’Inrca di Fermo. Né santi né eroi, semplicemente Donne e Uomini, con la lettera maiuscola, che con coraggio e cuore, hanno fatto il proprio lavoro con grande senso di responsabilità, pur nella piena consapevolezza dei rischi di contagio, rivelando al mondo intero quanto di grandioso possa celare l’umanità. Persone coraggiose che conoscono la paura da vicino, vincendola allo scopo di contrastare questo virus dilagante e devastante, alleviare e combattere la sofferenza degli ammalati, facendoli sentire meno soli e degni di attenzioni. Tutti sono stati sempre presenti (anche dietro le quinte), cordiali e pronti ad aiutare, nonostante l’impegno lavorativo gravoso, fuori dall’ordinario e dall’immaginabile, coperti da fastidiosi e ingombranti capi di protezione. Le lunghe giornate monotone, trascorse nella solitudine dell’isolamento, sono state alleggerite dalla gentilezza e sensibilità degli operatori, accoglienti, disponibili, solerti, pronti a incoraggiare. Alcuni gesti generosi e solidali giunti dall’esterno hanno, altresì, contribuito a sollevare il morale. Penso alle suore Clarisse e alla Croce rossa di Camerino, vicine ai ricoverati con graditissimi doni, specialmente durante le festività Pasquali e anche a spontanei aiuti individuali. Un sentito e caloroso ringraziamento va anche ai volontari della Croce rossa di Cingoli per i loro apprezzati servizi e la loro solidale assistenza. I saluti portati dal sindaco, dal vescovo e dalle forze dell’ordine di Camerino sono stati commoventi. Vorrei elogiare e ringraziare in modo particolare quanti operano nel reparto di terapia intensiva di Camerino. Corazzati, “insaccati” nelle asfissianti tute protettive, con mascherine, occhialoni, caschi, copri scarpe, guanti… Sono irriconoscibili, privi di identità. Hanno avuto, però, la delicatezza di scrivere i loro nomi sulle tute bianche, in modo da spezzare lo spiacevole anonimato e rendere più tangibile e umana la loro presenza. Con un nome, infatti, lo sconosciuto diventa familiare. Venendosi a creare un rapporto interpersonale, i contatti diventano più facili e costruttivi. La forza dello sguardo, il timbro della voce, la semplicità di piccoli gesti quotidiani si rafforzano. Con altruismo, generosa professionalità, sforzo e spirito di sacrificio hanno curato i pazienti Covid-19, gli “appestati” del 2020, possibili “untori” , nella fase acuta, la più critica, della malattia. Invio a tutti quelli che hanno operato nelle varie strutture o nei reparti dove sono stata ospitata, un cordiale e affettuoso saluto. Li ringrazio ancora per ogni parola di conforto, ogni gesto d’affetto o di vicinanza. Auguro un buon lavoro a tutti, nella speranza di uscire presto, da questa emergenza, con la vittoria su questo terribile nemico invisibile.

Teresa Latini.

Anche Paolo Stramazzotti, marito della professoressa Latini, ha voluto dedicare un pensiero alle donne e agli uomini che si stanno prendendo cura dei tanti malati e alle persone che stanno attraversando alcuni dei momenti più difficili delle loro vite, trovandosi faccia a faccia con il nemico invisibile.

Ai familiari, parenti, amiche, amici e conoscenti, al dottore Luigi Ippoliti, a quanti con un aiuto concreto, un messaggio, una telefonata, un pensiero, una preghiera ci sono stati vicini, rivolgiamo un grazie caloroso e sincero. Abbiamo vissuto una brutta e dolorosa esperienza, ma per fortuna abbiamo sconfitto il terribile mostro che ha assalito molte persone. Auguriamo a tutti di superare con serenità e forza questi momenti difficili e logoranti al fin di tornare al più presto a una vita più tranquilla, malgrado le problematiche che ci saranno da affrontare. Con gratitudine, un abbraccio cordiale.

Paolo Stramazzotti.

 

 



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