«Parrucchiere ed estetiste a domicilio:
stop a chi lavora abusivamente»

MATELICA - Appello al sindaco di Erika Vitanzi che segnala colleghe che continuano ad esercitare andando a casa, nonostante sia vietato
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Erika Vitanzi

 

di Monia Orazi

«A Matelica continuano a lavorare in modo abusivo parrucchiere ed estestiste, che vanno nelle case in spregio alle norme sul Coronavirus ed incassando compensi in nero». A denunciarlo e a chiedere maggiori controlli al sindaco di Matelica, Massimo Baldini, ed al vicesindaco, Denis Cingolani, è l’estetista Erika Vitanzi, con un appello diventato virale sui social: «Vi chiedo, con tutte le mie forze, di intervenire contro i parrucchieri e le estetiste abusive, che stanno girando per le case, o che ricevono persone al proprio domicilio». Comportamenti che secondo la professionista mettono a rischio la salute e risultano anche una beffa per chi lavora onestamente pagando le tasse, dice rivolgendosi a Baldini: «Violano le regole due volte. Una volta incassando denaro impropriamente. Una volta rischiando di diffondere il coronavirus. Gli artigiani sono cuore vivo e pulsante di questa comunità. Oggi sono chiusi e frustrati perché non possono lavorare, né essere vicini alla propria clientela. Lasciare soli questi artigiani, e per di più permettere a chi non rispetta le regole di farsi beffe di chi paga le tasse, dà lavoro e rispetta il prossimo, è un crimine di cui, certo, lei – dice al sindaco – si rifiuterà di diventare complice. Per questo le chiedo di denunciare questo fenomeno. Perché la sua voce è importante e potrà essere più ascoltata della mia». Erika Vitanzi ribadisce il momento di difficoltà che si trova a vivere con la sua attività ferma, che insieme a lei riguarda centinaia e centinaia di piccoli artigiani e commercianti: «Fatelo per chi è messo in ginocchio da questa situazione e comincia a chiedersi se abbia davvero senso rispettare le regole in un Paese in cui, troppo spesso, se la passa meglio chi non lo fa. Sindaco, col modo in cui sceglierà di schierarsi, racconterà molto dei suoi valori e del senso di legalità che intende ispirare in tutta la comunità. Schieratevi contro l’abusivismo».

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