«Perse 380 aziende nel Maceratese
Ecco 12 misure per evitare lo tsunami»

STUDIO di Unioncamere sul primo trimestre 2020, la Cna: «Occorre sopravvivere, poi ripartire e quindi accelerare»
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Luciano Ramadori, direttore Cna Macerata

 

«Oltre 30mila imprese in meno nel primo trimestre 2020, l’anticipo dello tsunami». E’ quanto afferma la Cna, dopo lo studio demografico delle imprese italiane di Unioncamere, la società delle Camere di Commercio italiane per l’innovazione digitale. La nostra regione con un saldo negativo pari a -0,83% risulta essere la terza più colpita dopo le “cenerentole” Molise (-0,93%) e Valle d’Aosta (-0,88%). Il saldo delle imprese marchigiane segna un -1.395, con 3.828 attività cessate di cui un terzo sono artigiane. La pessima situazione si ripercuote inevitabilmente anche a Macerata, settima provincia tra le peggiori in Italia, con saldo negativo pari a -0,99%. Nella nostra provincia in tre mesi, ci sono state 515 nuove iscrizioni a fronte di 895 cessazioni, con un saldo negativo di -380 unità. Da noi gli artigiani hanno tenuto un po’ meglio ed il saldo riguarda solo per un quinto le imprese artigiane, grazie soprattutto ad +197 di nuove iscrizioni. «Nei primi 3 mesi di quest’anno drastico calo del numero delle imprese, un terzo in più rispetto all’anno scorso – spiega Cna – ma è solo l’anticipo di quello che succederà al sistema produttivo nazionale. Il bilancio da gennaio a marzo 2020 della nati-mortalità delle imprese, infatti, risente solo in parte delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 ma già rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni (fu così negativo solo nel 2013) rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale». Per far fronte a questa tendenza e per prevenire ciò che verrà, la Cna propone «dodici misure forti e straordinarie da adottare immediatamente per scongiurare che il motore dell’economia si spenga, evitare la paralisi di intere filiere e superare l’emergenza sanitaria ed economica provocata dal Coronavirus, tutelando salute, livelli di reddito e tessuto produttivo. L’Italia si è sempre rialzata dalle prove cui la sua storia millenaria l’ha sottoposta – continua la Cna – Si rialzerà anche questa volta, più consapevole e coesa di prima; la nostra associazione non si abbandona a un facile e retorico ottimismo ma confida nelle straordinarie energie e risorse del Paese e in particolare nelle capacità e nella infinita creatività degli artigiani e dell’imprenditoria diffusa. Occorre sopravvivere, poi ripartire e quindi accelerare».

Ecco le proposte dell’associazione:

1- Credito senza vincoli: tasso zero, 10 anni, garantito 100% dallo Stato per Artigiani Imprese e Professionisti.

2- Pressione burocratica: radicale riduzione della pressione burocratica, con particolare attenzione al fisco e lavoro.

3- Sviluppo delle infrastrutture: attivare subito un eccezionale e straordinario piano di sviluppo e investimenti infrastrutturale.

4- Sospensione dei pagamenti: di tutti i pagamenti tributari, contributivi e tributi locali fino a Giugno con rateizzazioni in 6 mesi.

5- Costo del lavoro: riduzione del cuneo fiscale e contributivo su salari per tutto il 2020 e fiscalizzazione.

6- Integrazione salariale: finanziamento a strumenti contrattuali di integrazione salariale – Fsba.

7- Indennizzi a fondo perduto: per aprile, maggio e giugno ai lavoratori autonomi, professionisti e partita Iva.

8- Sicurezza: incentivi per investimenti in sicurezza e sorveglianza sanitaria.

9- Sblocco dei debiti della Pubblica Amministrazione: pagamento entro Maggio.

10- Codice Appalti: sospensione codice appalti per il biennio 2020/21 e attivazione delle procedure emergenziali.

11- Made in Italy e Export: valorizzazione e sostegno attraverso un piano di intervento immediato.

12- Turismo e Commercio: azioni e rapido piano di intervento a sostegno di turismo e commercio.

 



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