Turismo, l’allarme di Cna:
«A rischio 150 imprese balneari»
Proposti bonus vacanze in Italia

CORONAVIRUS - In provincia sono numerosi i gestori degli chalet che rischiano il default. Persi diversi posti di lavoro. L'associazione chiede interventi a sostegno degli operatori, tra questi la riduzione delle imposte demaniali. Civitanova, l’assessore Gabellieri scrive alla Regione: «Necessario un confronto urgente per analizzare e condividere idee, proposte e strategie per aiutare gli operatori»
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Effetti Covid sull’economia turistica: «150 imprese a rischio nella provincia di Macerata, già persi numerosi posti di lavoro, chiediamo misure e provvedimenti, dalla riduzione dei canoni demaniali e i bonus vacanze per famiglie da spendere in Italia». L’allarme arriva dalla Cna provinciale che ha fatto un primo punto degli effetti prodotti sulle imprese balneari e legate al turismo marittimo. Fin da subito infatti le misure restrittive hanno prodotto un danno con la cancellazione di viaggi e prenotazioni, ma il prolungamento del lockdown ha avuto come ricaduta una perdita immediata in un periodo solitamente proficuo come quello dei ponti primaverili e delle festività pasquale.

«A partire da marzo e durante il mese di aprile sono crollate anche le prenotazioni estive da parte dei clienti degli stabilimenti balneari – denuncia Cna provincia di Macerata – la chiusura, prevista per tutto il mese di aprile e almeno fino al 3 maggio, dei ristoranti annessi alle strutture balneari, ha provocato una perdita immediata di lavoro legata ai cosiddetti ponti di primavera con un pesante danno economico per le attività del settore e dell’indotto. Saltare una stagione comporterebbe irrimediabili danni per un settore la cui stragrande maggioranza delle imprese realizza nel periodo estivo il fatturato dell’intero anno. Quando la situazione emergenziale in atto si sarà stabilizzata e si potrà ipotizzare una graduale riapertura delle attività economiche, tra cui anche gli stabilimenti balneari, è verosimile ipotizzare che la domanda per questo tipo di turismo sarà alimentata dai cittadini italiani e sarà rivolta a un turismo cosiddetto di prossimità.

Solo nella nostra provincia sono a rischio quasi 150 imprese che hanno in gestione stabilimenti balneari. E’ fondamentale che il Governo individui, nei tempi più rapidi possibili, le modalità più opportune con una tempistica certa per favorire la ripresa di questo settore». Nello specifico l’associazione chiede misure concrete con la previsione di una riduzione dei canoni demaniali e l’abolizione della relativa imposta regionale, un’indicazione unica di carattere nazionale che consenta ai titolari delle imprese la manutenzione e l’allestimento delle strutture balneari e delle annesse spiagge, l’introduzione di un bonus vacanze per le famiglie italiane, utilizzabile in Italia e spendibile in tutte le attività legate alla filiera turistica, tavoli istituzionali che possano monitorare tutte le fasi del processo».

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L’assessore al turismo di Civitanova Maika Gabellieri

Tavolo tecnico e provvedimenti che vengono richiesti anche dal Comune di Civitanova in un appello lanciato dall’assessore Maika Gabellieri all’assessore regionale al turismo, Moreno Pieroni: «il Turismo rappresenta in questo momento il settore più colpito – scrive la Gabellieri – In ragione di ciò e al fine di discutere quanto evidenziato, auspichiamo la necessità di un urgente confronto per analizzare e condividere idee, proposte e strategie operative nonché azioni concrete a sostegno del territorio e degli operatori». Pronta risposta da parte dei vertici della Regione, che hanno fatto sapere di aver molto apprezzato la richiesta, provvedendo a mettere in calendario subito un tavolo di lavoro in videoconferenza per mercoledì mattina.

Intanto previsto per lunedì un tavolo tecnico con tutte le categorie della città. Si accoda alla richiesta di Civitanova anche il consigliere regionale di Uniti per le Marche, Boris Rapa, che ha presentato un’interrogazione urgente sull’argomento: «dobbiamo subito mettere al lavoro tecnici ed operatori per definire e risolvere i problemi. Specie quelli della sicurezza in comparti come quelli del turismo e della ristorazione che si fondano sull’interazione umana.

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Boris Rapa

Lo scorso 31 marzo l’Oms ha pubblicato le linee guida per la gestione del Covid-19 nel settore alberghiero e ricettivo in genere che, seppur provvisorie, andranno declinate sul piano nazionale e regionale ed ampliate anche alle altre attività a valenza turistica quali stabilimenti balneari. Ho chiesto pertanto alla Regione di attivare subito un tavolo tecnico operativo, fra servizi sanitari, amministrativi e rappresentanti degli imprenditori turistici dei vari comparti, per predisporre i necessari protocolli sanitari per la riapertura in sicurezza delle attività turistiche. I sanitari conoscono e sapranno indicare le misure di prevenzione, ma solo gli operatori turistici conoscono nel dettaglio le proprie attività e possono vederne le eventuali criticità anticipando così problemi e soluzioni: dalla loro fattiva collaborazione, sono certo si potranno trarre le utili ed indispensabili linee e protocolli operativi». Nell’interrogazione si chiede infine di prevedere un concreto sostegno economico per le attrezzature e per i servizi di sanificazione e sicurezza sanitaria.

 

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