Gus, il caso in Consiglio
«Non c’è obbligo di trasparenza
sulle spese sostenute»
MACERATA - L'assessore Marika Marcolini ha risposto all'interrogazione presentata dal consigliere d'opposizione Andrea Marchiori, in cui si chiedeva trasparenza sui conti della onlus che si occupa di accoglienza

Marika Marcolini
«Il Gus si sta organizzando per pubblicare entro il 28 febbraio tutti i contributi pubblici ricevuti nel 2018. E sostiene sia l’unico obbligo che ha di pubblicazione». Questa la risposta di Marika Marcolini, assessora ai Servizi sociali di Macerata, all’interrogazione di Andrea Marchiori, consigliere comunale del Gruppo misto. La richiesta, non nuova per Marchiori, è di capire come il Gus spende i soldi pubblici che riceve dal ministero (e in minima parte dal Comune) per la gestione dei progetti di accoglienza. E’ stata rinnovata alla luce delle nuove disposizioni introdotte con il decreto Sicurezza, poi convertito in legge, che prevedono obblighi di trasparenza in tal senso. Per l’assessore, però, quegli obblighi di rendicontare le spese valgono solo per le cooperative sociali, e non per le associazioni.

Il consigliere Andrea Marchiori
Alla notizia che nemmeno quest’anno sarà dato saperlo nel dettaglio Marchiori ha risposto: «Resistere, resistere e resistere. Non sapremo mai come il Gus, che è l’ente a cui il Comune demanda la gestione del servizio, spende i soldi. Su questi benedetti rendiconti si vuole tenere una riservatezza che non ha ragione d’essere. Milioni di euro che vengono destinati non solo per gli ospiti (a cui arriva circa il 25 percento dei fondi) ma soprattutto per spese per consulenze, allestimento uffici, acquisto auto e carburante. Trattandosi di soldi pubblici non solo ministeriali ma anche comunali deve esserci trasparenza amministrativa. Mi rispondete che siccome il Gus è un’associazione non rientra negli obblighi di trasparenza. Non mi soddisfa questa risposta. Dire “siccome non sono sanzionabile non lo faccio” non mi sembra corretto da chi gestisce così tanto denaro pubblico. Il prontuario Sprar prevede la rendicontazione di tutte le spese. E’ evidente tra l’altro che l’interesse per la trasparenza non riguarda i soldi che arrivano a chi è accolto, ma la destinazione per soggetti terzi. Compresi i proprietari che mettono in affitto gli appartamenti. Non capisco tale segretezza su denari pubblici per un servizio pubblico – conclude Marchiori -, che se non rendicontato correttamente comporta una sanzione che viene fatta dal ministero. Non certo all’associazione ma all’ente attuatore cioè il Comune. Spero che il Gus il primo marzo non pubblichi solo ciò che ha ricevuto dal ministero, che è già pubblico di suo».
(Fe. Nar.)
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Misteri della fede!
L’obbligo di trasparenza se non c’è si può introdurre modificando la legge. Penso che non tutto ciò che è legale sia eticamente valido.
…”Misteri della fede”..!? Mah..”La fede nei misteri”, casomai; di sicuro non è la mia, di fede!! gv
Non c’è obbligo di trasparenza sulle spese sostenute! E me coglioni.
Troppo comodo pubblicare solamente i contributi pubblici ricevuti, senza una dettagliata rendicondazione su come sono stati spesi!!! Il GUS ed altre organizzazioni simili presenti in provincia, che ricevono diverse decine di milioni di euro provenienti dalle imposte pagate dai cittadini contribuenti, non hanno un obbligo normativo per pubblicare in modo trasparente tali dati di spesa??? Vadano oltre la normativa e lo facciano in modo autonomo perché è un dovere morale verso la collettività, non essendo imprese private, altrimenti verrebbe il sospetto che l’opacità sia stata voluta proprio dai politici che hanno legiferato favorendo la cosiddetta “industria dell’accoglienza degli immigrati” .
Cosa vi sarà mai dietro quei rendiconti? Tutte le menate sulla trasparenza dove sono finite? Son cose di sinistra.
Sarebbe auspicabile che certe personaggi nel loro eloquire dichiarassero apertamente che hanno frequentato corsi serali a casa Renzi.
Siamo al colmo.
I nostri governanti locali e i tutori della legalità, che cosa dicono?
I nostri tutori della giustizia, che cosa dicono?
Sig. De Mattia, mi permetto di risponderle col S. Ambrogio del Giusti:
“Il suo cervel, Dio lo riposi,
In tutt’altre faccende affaccendato,
a questa roba è morto e sotterrato”.
fino a prova contraria il gus è un’associazione a delinquere, e il fatto che si nascondano dietro la burocrazia, per non rivelare dove vanno a finire i soldi degli italiani,ne è la prova lampante.
Per Principi. In realtà è l’opposto, infatti finora non è stato condannato nessuno di quelli che hanno avuto o hanno una qualche carica nel GUS. Che poi sussistano sospetti e/o indizi è altra faccenda.
La pacchia è finita!Restituiteci i 49 milioni di euro,grazie.
…ah ah ah, rabbia al..Poloni-o..!! gv