Approvato il piano rifiuti:
le Marche tirano dritto sull’inceneritore
REGIONE - Lunga discussione, poi il voto a favore. L'assessore Tiziano Consoli: «Oggi compiamo una scelta di responsabilità dopo anni in cui la pianificazione è rimasta ferma al 2015». A surriscaldare gli animi la norma sulle distanze minime dai centri abitati, ridotta a un chilometro. Valeria Mancinelli del Pd: «Astronave slegata dalla realtà, di cui si vedranno le "luci" tra 15-18 anni»
di Gino Bove
Le Marche approvano l’aggiornamento del Piano di Gestione dei Rifiuti e tirano dritto sul termovalorizzatore. L’ok è arrivato nel pomeriggio dopo la seduta fiume del consiglio regionale con 19 voti favorevoli e dieci contrari. «Oggi compiamo una scelta di responsabilità dopo anni in cui la pianificazione è rimasta ferma al 2015. Continuare con un’inerzia del “non fare” ci porterebbe ad appena il 51% di riciclaggio nel 2030 – ha detto l’assessore alla sicurezza e al lavoro, Tiziano Consoli -. Chiariamo che la valorizzazione energetica non è un’alternativa alla differenziata, ma l’unico strumento per ridurre drasticamente la discarica e chiudere il ciclo nel territorio. Non promettiamo con demagogia che i costi scompaiano, ma lavoriamo perché non vengano aggravati dalle mancate decisioni del passato».
A surriscaldare gli animi è anche la norma sulle distanze minime dai centri abitati, ridotta da 1.500 a 1.000 metri. La minoranza, con Marta Ruggeri (M5S) rilancia con la tariffazione puntuale: «Chi meno produce, meno paga».
Ad aprire la discussione sul provvedimento è stato il relatore Luca Marconi (Liste Civiche-UdC): «Siamo tutti concordi su riuso e riciclaggio, ma l’ipotesi del riuso incide solo per il 3% e resta un 45% di scarti non riutilizzabili. La discarica è la cosa più brutta che possiamo tenere in piedi e l’Europa ci dice che la chiusura del ciclo debba avvenire con un termovalorizzatore». Sulla stessa linea Marco Ausili (FdI): «Guardiamo a un ammodernamento urgente per mettere al sicuro il futuro delle Marche».
In aula interviene anche Corrado Canafoglia (FdI): «Intorno alla gestione dei rifiuti girano tanti interessi, non ultimo quello della criminalità organizzata. Ho sentito tanta ipocrisia: per vent’anni ho frequentato comitati e ambientalisti protestando contro la Regione che gestiva i rifiuti in maniera allucinante, e dall’altra parte c’era il centrosinistra».
Dura la replica dell’opposizione con Valeria Mancinelli (capogruppo Pd), che definisce l’impianto una «astronave slegata dalla realtà» usata per propaganda: «Prima di 15 o 18 anni non si vedranno neppure le luci di posizione». La vera paura è che tutto si traduca in un forte e pesante aumento della Tari per i cittadini. Per Fabrizio Cesetti (Pd) «è un piano che nasce morto», mentre Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) lo liquida come «un’ennesima occasione persa».
A sostegno della giunta interviene l’assessore Paolo Calcinaro, che porta la sua esperienza da ex sindaco di Fermo e di quando si trovò a gestire l’emergenza rifiuti dell’ascolano: «L’impatto complessivo delle discariche è molto maggiore rispetto a quello di un termovalorizzatore».
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