Attenti a non rendere “stonato”
pure il Flauto Magico di Mozart

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Stavolta allo Sferisterio c’è stato qualcosa di alto livello culturale e certe pretestuose malignità di cui Macerata farebbe volentieri a meno vanno buttate nella spazzatura 

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Giancarlo Liuti

 

di Giancarlo Liuti

Quest’estate stiamo assistendo a uno spettacolo di grande originalità come quel “Flauto Magico” di Mozart che il regista inglese Graham Vick ha “attualizzato” rendendolo uno specchio dei giorni nostri, coi “migranti”, i “campi Rom”, i disoccupati in cerca di lavoro. Operazione magari discutibile, questa, per il suo messaggio fortemente politico, che però, considerando la nostra realtà sociale, non la direi né fuori luogo né meritevole di reazioni scandalizzate. E tale, invece, l’hanno giudicata gli esponenti locali della Lega, dal deputato Tullio Patassini al responsabile regionale Paolo Arrigoni, che hanno detto: “Allo Sferisterio è andata in scena un’indegna predica a favore del Pd, una predica di quart’ordine imbastita da un ‘radical chic’ con soldi pubblici e a gloria della civica giunta maceratese, che adesso ha un altro motivo per vergognarsi e di cui dovrà rendere conto”. In sintesi, dunque, l’accusa è di aver “contaminato” quest’occasione di alto profilo culturale riducendola un servile omaggio al sindaco Romano Carancini e alla sua amministrazione, che non possono certo definirsi di destra come invece desidererebbero – logicamente, dal loro punto di vista – i leghisti e tutti quelli cui viene una crisi di nervi quando si accorgono che a livello pubblico è stato commesso l’obbrobrio di qualcosa di sinistra. Che dire? Messa su questo piano, la questione non fa una grinza. E i “leghisti”, quindi, non hanno torto. Ma la mia personale opinione – non soltanto la mia, voglio sperare – rifiuta l’usanza, oggigiorno “usatissima”, di vedere in qualsiasi cosa, perfino in un “Flauto Magico” allo Sferisterio, speculazioni di infimo calcolo politico.

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Graham Vick

A livello internazionale Graham Vick è il direttore artistico della “Birmingham Opera Company” e non mi pare verosimile che Macerata gli abbia affidato il capolavoro di Mozart su pressione – per ragioni di propaganda personale? – del sindaco Carancini, il quale ha un’infinità di problemi da affrontare e tentar di risolvere per il bene dei propri cittadini e non sempre ci riesce, ma stavolta merita un unanime apprezzamento per aver contribuito – posso dire “magicamente”? – alla presenza, da noi, di questo “Flauto Magico” (ieri sera è andata  in scena la terza recita allo Sferisterio). Niente di miracoloso, intendiamoci, ma ogni tanto la brontolona e un po’ sonnolenta Macerata ha bisogno di una scossa che la risvegli e le imponga di comportarsi da vero capoluogo di provincia. E stavolta la scossa c’è stata, grazie a Dio, a Mozart , a Vick e pure a Carancini.

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La ruspa nell’allestimento del Flauto magico

Siamone quindi contenti, lasciando cadere nella spazzatura dei rifiuti le malignità di un analfabetismo politico che purtroppo non sono mancate. Ma questa è la società nella quale ci tocca oggi di vivere, una società in cui sempre e comunque tutto ciò che accade per iniziativa dei detentori del civico potere va disprezzato come frutto di opportunismo e demagogica speculazione in danno di quei “poveri cristi” che saremmo noi cittadini. E se gli esponenti dell’opposizione – indispensabili, sia chiaro, in democrazia – scelgono d’imboccare la pessima strada della denigrazione perfino dei flauti magici, il cui dolcissimo suono, semmai, dovrebbe indurci a una pur momentanea contentezza di vivere, allora bisogna rassegnarsi a perdere ogni speranza nel futuro.

(Flauto magico, leggi la recensione di Maria Stefania Gelsomini) 

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