Tardella non c’è ma ci sarà
Il Consiglio: “E’ compatibile”

MACERATA - L'assise si esprime sul doppio incarico della presidente della Maceratese oggi assente in aula. Votano contro i grillini, Anna Menghi non partecipa, Forza Italia esce. Il sindaco Carancini risponde sui lavori all'Helvia Recina: "Non abbiamo la fortuna di conoscere Macalli ma abbiamo rispettato le procedure". Approvato lo schema di convenzione dell'Ato 3 per la gestione del servizio idrico integrato. Ricevuta una delegazione di bambini Sahrawi
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La maggioranza ha votato a favore sulla compatibilità di Maria Francesca Tardella

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i Banchi dell’opposizione. I grillini hanno votato contro sulla compatibilità. Anna Menghi e Fi non hanno partecipato al voto

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Il consiglio comunale di Macerata vota a favore della compatibilitá di Maria Francesca Tardella alla carica di consigliere. Una votazione sofferta in cui non sono mancate forti tensioni, con due mozioni contro la correttezza della delibera presentata dal presidente del Consiglio Luciano Pantanetti e modificata dalla Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Maurizio Mosca (leggi l’articolo) riunitasi stamattina prima dell’assise. Alla fine il via libera alla permanenza della presidente della Maceratese – oggi assente in aula – sui banchi dell’opposizione è arrivato con 17 voti favorevoli (maggioranza più Maurizio Mosca di Città Viva e Paolo Renna di Fdi) 3 contrari (Movimento 5 Stelle) i consiglieri di Forza Italia e Idea Macerata usciti dall’aula, mentre si sono astenuti il sindaco Romano Carancini, lo stesso Pantanetti e il gruppo Udc (Marco Foglia e Ivano Tacconi che aveva sollevato la questione della compatibilità nel primo consiglio del 6 luglio).

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Maria Francesca Tardella durante il primo consiglio comunale

Anna Menghi che non ha preso parte nè alla votazione della I Commissione in mattinata, nè a quella del consiglio, ha posto il dubbio sulla regolaritá della presentazione della delibera arrivata in un primo momento in aula non come modificata dalla Commissione. L’organo che si esprime in qualità di garante aveva infatti escluso, rispetto alla proposta iniziale di Pantanetti, la seconda delle due ipotesi, quella più incentrata sulla presunta incompatibilitá.«La sostanza non cambia – ha precisato il sindaco Carancini – In ogni caso il consiglio è messo nella condizione di decidere liberamente votando pro o contro la compatibilità. Mi sarei invece aspettato che fosse l’opposizione a perorare la causa di un ex candidato sindaco che oggi siede proprio tra i banchi di minoranza».

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Carla Messi (5Stelle), Anna Menghi e Deborah Pantana (Fi) durante il Consiglio comunale

«Qui si contravviene al comma 8 articolo 3 del regolamento in quanto la modifica è stata presentata ai consiglieri soltanto alle 14 di oggi – ha inveito Menghi  -Per come la vedo io sarebbe stato più giusto mettere i voti in un sacchetto e procedere allo scrutinio per estrazione piuttosto che assecondare quello che è diventato un “papocchio” amministrativo in cui l’iter procedurale è messo in forte dubbio». Della stessa idea i 5 Stelle che in commissione avevano portato il parere contrario alla candidabilità di Tardella dell’avvocato Paolo Storari. «Sono state cambiate le carte all’ultimo momento – ha detto Carla Messi – e non abbiamo avuto il tempo di vederle. Pur rispettosissimi della volontà popolare che si è espressa eleggendo Tardella  decidiamo di votare contro perché rimane un dubbio, aperto anche dal segretario Montaccini in avvio di procedura, sulla compatibilità della Tardella». La replica spetta al presidente Pantanetti che nel corso dell’assemblea ha fatto proprio l’emendamento con cui la commissione aveva modificato la sua proposta di delibera: «In questo modo la regolarità della votazione non viene intaccata anzi se ne garantisce la stabilità procedurale». L’assise che ha rischiato l’interruzione a causa di un’altra mozione presentata da Menghi si è prolungata fino a tarda serata con gli interventi di numerosi consiglieri e la minaccia di Deborah Pantana (Forza Italia) di presentare al prossimo consiglio la richiesta di rimozione dall’incarico di presidenza di Pantanetti, eletto all’unanimità soltanto 20 giorni fa.

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Deborah Pantana ha contestato la delibera portata in comune dopo la modifica della I Commissione

Diversa la prospettiva di Andrea Marchiori (Fi): «Oggi non discutiamo tanto sull’incompatibilità di un consigliere ma sulla correttezza di convenzioni e concessioni fatte dall’amministrazione comunale con la società Maceratese senza prima passare dal voto delle commissioni e del consiglio. Atti frutto dell’ultimo momento come i lavori di adeguamento dell’Helvia Recina fatti senza gare di appalto su cui permane un dubbio di legittimità». Sferzante la risposta del primo cittadino: «Purtroppo noi non avevamo la fortuna di conoscere Macalli (il riferimento era alle promesse di Deborah Pantana durante la campagna elettorale ndr) ma abbiamo rispettato le procedure, facendo un progetto con l’ufficio tecnico e approvando gli stralci di lavoro che essendo al di sotto dei 4o mila euro potevano essere dati in appalto secondo una procedura corretta e stabilita dal Testo unico».

Approvato anche lo schema di convenzione con l’Ato 3 per la gestione del servizio idrico integrato così come indicato dalla normativa regionale. La delibera è passata con 24 sì (maggioranza più Città Viva e Fratelli d’Italia), 8 astenuti (opposizione). Con l’approvazione il comune di Macerata aderisce allo schema proposto dalla Regione per l’ambito territoriale “Macerata Marche Centro” composto da 42 comuni maceratesi e 6 anconetani che decide in materia di gestione del servizio idrico, realizzazione di opere, costi per l’utenza.

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Il sindaco Romano Carancini con in braccio uno dei piccoli ospiti

Un consiglio che si era aperto con toni ben più cordiali, all’insegna della commemorazione degli ex consiglieri comunali Dante Cecchi, Tito Antinori, Antonio Ciccarelli e della dipendente comunale prematuramente scomparsa Rosita Passerini. La seduta era poi passata al saluto della delegazione di bambini Sahrawi in visita a Macerata. Il popolo, residente in una regione autonoma del Sahara è costretto a vivere in condizioni precarie dopo anni di assedio da parte dell’esercito marocchino ed è legato a Macerata da un patto d’amicizia. La onlus regionale Rio de Oro con sede proprio nel capoluogo si occupa da 15 anni dell’assistenza socio sanitaria rivolta soprattutto ai bambini Sarhawi affetti da malatti e disabilità motorie. Oggi la presidente Rossana Pierini e Barbara Vittori hanno accompagnato in consiglio comunale alcuni piccoli mostrando le attività dell’associazione nei campi profughi del Sahrawi.

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Barbara Vittori con Rossana Pierini di Rio de Oro

«Abbiamo appena realizzato, solo grazie all’impegno dei volontari e alle donazioni dei privati, un ambulatorio per la riabilitazione – ha spiegato Vittori – il prossimo passo sarà la costruzione di un centro per l’accoglienza e l’assistenza». I piccoli ospiti hanno omaggiato il sindaco e l’amministrazione comunale con oggetti in terracotta fatti a mano e dipinti da loro stessi. Il capogruppo di Idea Macerata Francesco Luciani ha proposto di devolvere il gettone di presenza in beneficenza per la causa Sahrawi.

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IUl consigliere Bruno Mandrelli con il segretario generale Giovanni Montaccini

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Il capogruppo Pd, Maurizio Del Gobbo

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Ivano Tacconi, capogruppo Udc ha sollevato il caso Tardella in consiglio comunale

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Il presidente del consiglio comunale Luciano Pantanetti con il presidente della Commissione I Maurizio Mosca

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Mosca con Riccardo Sacchi (capogruppo Fi) e Gabriele Mincio (Città Viva)

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Il gruppo dei 5 Stelle. Marco Alfei, Carla Messi e Roberto Cherubini

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Anna Menghi

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Il sindaco Romano Carancini durante il suo intervento

 

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