Il dopo Micucci è questione di ore
Corvatta striglia la sinistra

CIVITANOVA - Si sta definendo il nome del nuovo assessore all'Urbanistica che sostituirà l'attuale, nuovo eletto in consiglio regionale. Il sindaco su Facebook: "Il nucleo duro di chi vota a sinistra è sempre più ridotto"
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Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

E’ questione di ore per il nome del nuovo assessore all’urbanistica che sostituirà Francesco Micucci neo eletto consigliere regionale. Con la presentazione della giunta di Luca Ceriscioli si chiudono anche le questioni aperte sugli assessorati regionali e a cascata si definisce anche l’assetto locale. A Civitanova infatti Micucci avrebbe già prodotto le dimissioni da assessore per debuttare come consigliere regionale ad Ancona e il Pd avrebbe trovato la sintesi attorno ad un nome che potrebbe essere ufficializzato già domani  dopo una riunione prevista per stasera. Ma se fra i democrat ci sono dibattito e aspirazioni personali per l’incarico da assessore, il sindaco Tommaso Claudio Corvatta nella notte ha elaborato una critica politica alla sinistra radicale, di cui lui è esponente e affidato a Facebook e ad un post notturno una lunga riflessione sulle politiche della sinistra, sul Pd e anche sull’estrema destra, ribadendo la necessità di un cambio di passo: «Ancora una volta, forse ancora più chiaramente di altre volte, la cosiddetta “sinistra radicale” ha fallito le elezioni – debutta Corvatta – non credo che possano consolarci le belle prove personali di Massimo Rossi e Roberto Mancini, la sostanza è che il nucleo duro di chi vota a sinistra è sempre più ridotto e che per gli altri non esistiamo più. A sinistra del Pd per quei pochi che ancora ci notano c’è una nuvoletta di cui si capisce che non va d’accordo con Renzi per il job act ed a cui piace Tzipras il greco, fine delle notizie pervenute sulla sinistra».

«Una sinistra che assuma come sua bandiera – continua il sindaco – lo sviluppo sostenibile ed il welfare novecentesco, troverebbe un formidabile concorrente nel Pd che, Renzi permettendo, assume a se questa strategia politica. Ma la maggior parte di coloro che votano Pd, ed anche altri che votano più a destra, hanno un pensiero solidale ed un’azione solidaristica che secondo me condividiamo, quindi sono con noi dall’altra parte della barricata verso coloro che invece vogliono e tentano una risposta individualistica delle istanze della società. Con tutti coloro che predicano solidarietà siamo alleati contro quella che è una vera e propria battaglia contro l’estremizzazione dell’individualismo, la risposta razzista, violenta, irrazionale, immaginifica, populista all’ennesima potenza che ci propone questa destra aggressiva e proterva. Siamo in una situazione di doppia emergenza, da un lato umanitaria per il sopravvenire dei rifugiati, ma dall’altro sociale per la chimera rappresentata dalle soluzioni razziste che questa destra propone. Dobbiamo fare fronte comune con tutti coloro che combattono per il rispetto dell’altro come fosse me medesimo, proponendo all’interno di questo schieramento le nostre soluzioni, accettando di confrontare le idee».

(l.b.)



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