Lavoro, giovani, sociale e sanità
Carancini detta le linee guida:
“Abbiamo la responsabilità di decidere”
MACERATA - Con 20 voti favorevoli il Consiglio comunale approva il programma del primo cittadino che cita Antonio Gramsci: "Odio gli indifferenti. Vivere significa essere partigiani. Portiamo a termine il mandato contro le divisioni manichee l'odio e le calunnie". Scintille nell'opposizione, Menghi e Mosca contro Pantana. L'ex presidente della Maceratese: "Additato come imbroglione con il cane e stampella del Pd. Non aggiungo altro alla bassezza di questi toni"

Il sindaco Carancini con il presidente del Consiglio Pantanetti e il segretario Montaccini

Il sindaco Carancini e parte della sua giunta durante il consiglio di questo pomeriggio
di Claudio Ricci
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Seconda giornata del primo Consiglio comunale targato Carancini bis. Si riparte dalla comunicazione della nuova giunta e dalle linee programmatiche di governo. La delibera viene approvata con 20 sì (maggioranza) 2 astenuti (Gabriele Mincio di Città Viva e Paolo Renna di Fdi) 1 contrario (Deborah Pantana di Forza Italia) e una non partecipazione al voto (Anna Menghi). «Una delle cose che mi hanno ispirato sono state le parole di Marcello Lippi “Un gruppo di migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra” – ha esordito il sindaco Romano Carancini – Non vi era alcun dubbio sul fatto che volessi rinnovare la giunta. Nella scelta dei 4 uomini e delle 4 donne la motivazione è diventata un elemento qualificante. Ulteriori elementi sono stati l’esperienza, l’ incrocio delle competenze e l’investimento su figure nuove anche non organiche alla politica. Preciso che non ci sono state pressioni politiche da alcuno. Volevo restare fedele al tema delle non correnti cercando di costruire un percorso trasparente che non proiettasse fuori dal palazzo guerre tra orticelli».
Un discorso di insediamento ricco di citazioni e di buone intenzioni quello di Carancini: che passa da Antonio Gramsci a Benigno Zaccagnini fino a alla filosofa Hanna Arendt. «Odio gli indifferenti. Vivere significa essere partigiani. Queste sono parole di Antonio Gramsci – ha continuato il sindaco – Oggi abbiamo un compito, riavvicinare la politica ai cittadini. Credo che il Consiglio e la maggioranza a cui appartengo debba testimoniare una posizione per riportare i cittadini al voto. La politica come trampolino di lancio, la farraginosità della macchina pubblica, la crisi sociale e istituzionale, i grandi scandali che appartengono a tutte le forze politiche sono cause che stanno alla base del deficit di partecipazione. Occorre oggi riconoscerci in questo Consiglio comunale. Questo va contro le visioni manichee, contro il buono e cattivo, contro l’onesto e il disonesto, contro la calunnia e la menzogna nel rispetto di questo luogo, di visioni politiche diverse. Proprio il rispetto del ruolo ci impone la responsabilità del decidere. Abbiamo un programma amministrativo che vogliamo portare a termine nella consapevolezza di un quadro drammatico tra Stato ed enti territoriali. Basti pensare che nell’ultima finanziaria si prevede un taglio di spesa per Macerata di 1,5 milioni. Tuttavia se è notte si farà giorno. Dobbiamo ragionare con questo spirito, con questa fiducia, con questa speranza da trasmettere ai cittadini». Quindi tesse le lodi del Pd sul successo di partecipazione delle primarie: «Solo un cieco, sordo e incapace interpreta 5.200 votanti come un voto pilotato da chiese, lobbies, poteri forti. Quello è un gran risultato che si contrappone a quello delle comunali”.
Lavoro, giovani, sociale, riqualificazioni: il primo cittadino scorre i punti del mandato soffermandosi con forza sulla questione sanità: «Siamo di fronte a una serie di cambiamenti che la Regione ci pone. Spero che il consiglio unito sappia affrontare con durezza scelte neutralizzanti per il territorio maceratese. Sarà indifferente se al governo della Regione c’è un governo di centro sinistra. Dobbiamo cambiare la legge che guarda in maniera diversa situazione identiche».

Deborah Pantana
Deborah Pantana, pur votando contro, vorrebbe sotterrare l’ascia di guerra contro Carancini, nel nome dello screditamento delle critiche ricevute, anche su Cm, proprio durante la campagna elettorale.«Sono d’accordo con il sindaco. Non possiamo, non dobbiamo non vogliamo confondere la chiesa, che è madre e accoglie tutti con uno strumento atto a cooptare voti. Ho trovato il discorso del sindaco veramente serio. Credo che questa volta è importante darsi delle regole perchè non possiamo parlare bene dei 5 anni passati in cui il consiglio è stato umiliato, e le commissioni sono diventate campi di battaglia tra le correnti interne delle varie forze politiche. Quel metodo ha consentito il proliferare di certi opinionisti, che considero filosofi del nulla, soprattutto all’interno di qualche giornale. Proprio loro non hanno permesso di alzare l’asticella del dibattito su Macerata, influenzando le nostre scelte. Credo che oggi i cittadini possano avere un segnale importante. Iniziamo a pensare ad una politica più forte, più concreta, più vicina alle persone».
Più cauti e fedeli alla linea di opposizione dura i grillini: «Come M5S non voteremo in accordo con il documento di indirizzo perché di scarso valore pratico – precisa Carla Messi – Dagli interventi che ho sentito si continua la campagna elettorale appena vissuta con promesse che se verranno disattese ci troveremo tra 5 anni nelle stesse condizioni. Sugli impegni non mantenuti da questa maggioranza si potrebbe parlare molto. Dall’impegno preso allora sulla cementificazione zero poi rinnegato con la prima variante del piano regolatore con 500 mila metri cubi d i cemento in più, alla priorità Rampa Zara oggi convertita nell’operazione Parksì. Saremo tuttavia sempre pronti a collaborare per tutti gli atti che saranno indirizzati al bene pubblico con un controllo molto attento come quello che ci hanno chiesto i cittadini di Macerata».
Improntato al pragmatismo l’intervento di Maurizio Mosca capogruppo di Citta Viva che comunque non risparmia critiche alla collega di opposizione Pantana. « E’ stata una campagna assurda. In cui sono stato vittima di episodi spiacevoli e additato come “imbroglione con il cane” o “stampella del Pd”. Non aggiungo altro alla bassezza di questi toni». Passa quindi alla valutazione del programma: «Ho letto quel libretto che hai messo in circolazione 5 anni fa – ha detto l’ex candidato sindaco a Carancini – e molte delle cose annunciate non le hai fatte. Spero che oggi tu possa arrivare veramente a dei risultati. Manutenzioni, centro storico, sanità. Da quest’ultimo punto di vista credo che occorra considerare un’ottica di rete in cui ogni struttura come Civitanova o Camerino possa mantenere la propria dignità, continuando a difendere ma nell’esclusivo interesse del servizio da rendere ai cittadini. Credo in sostanza che qualcosa in più si possa fare. Dal canto mio non farò opposizione fine a se stessa. Sarò il vostro più grande amico quando farete cose per la città e il vostro più gran nemico quando mi accorgerò invece che state facendo l’interesse di pochi». Il consiglio prosegue con le mozioni di sostegno al programma di Enrico Marcolini (Città di Tutti), Enzo Valentini, Ivano Tacconi e David Miliozzi capigruppo rispettivamente di Macerata Bene Comune, Udc e Pensare Macerata. Compatto nel sostegno al progrmma il Pd, che con gli interventi del capogruppo Maurizio Del Gobbo e dei consiglieri Paolo Micozzi e Renato Rocchi punta l’attenzione sui temi del sociale e della sanità. Più critici Paolo Renna (Fratelli d’Italia) e Anna Menghi che spara a zero sul programma di maggioranza attaccando il sindaco e non risparmiando neanche l’opposizione:
«Vorrei dire al consigliere Ivano Tacconi che l’amore di Deborah Pantana può decadere in un attimo», così l’ex sindaco riferendosi ai complimenti rivolti dall’esponente di Forza Italia al capogruppo Udc durante la discussione. Quindi si rivolge a Carancini: «Vorresti gestire la maggioranza e anche l’opposizione. Per quello che mi riguarda questo non sarà possibile. Parlare per slogan è molto facile ma per me la politica è fatta di amministrazione concreta. Il problema è la mancanza, ancora una volta, di un progetto per la città. Quelle presentate oggi sono linee lasciate un pò al caso e alle singole capacità degli assessori e che non possono trovare il mio appoggio».































L’Italia dei Valori sarà presente con il suo contributo e con le sue proposte per una città sostenibile in particolare sul lavoro e l’occupazione e l’ambiente.
1. Perché Anna Menghi tuona con vigore e poi esce dall’aula al momento del voto, invece di votare contro?
2. Perché Deborah Pantana in versione conciliante e “volemose bbene” si astiene invece di votare a favore?
3. Perché Giuliano Meschini non si rende conto che l’IDV conta come il due di coppe quando comanda spade?
4. Perché Tacconi non si pone il fatto che i soldi che il Comune dà alla Maceratese non li dà al suo Presidente a titolo personale?
5. Perché parla Deborah Pantana se il capogruppo di Forza Italia è Sacchi?
Troppo caldo per darmi una risposta. Ci proverò a settembre.
Filippo, non so dare risposte specifiche, in particolare alla 1 e 2 ( solo alla 5 potrei rispondere” perchè si stanno preparando alla guerra per il 2020″ ) per le quali mi sento solo di consigliare la seguente lettura:Massimo Recalcati, Patria senza padri – Psicopatologia della politica italiana.
Fra le altre cose pertinenti alle tue domande 1 e 2, Recalcati, da psicanalista afferma che le menti di alcuni politici siano ispirate da un fantasma di purezza- che egli ricorda è prepotentemente al centro della vita psicologica degli adolescenti- in virtù del quale proclamano a gran voce la loro diversità da tutti gli altri rappresentanti del popolo con cui non hanno nulla a che spartire, e che perciò si collocano con gran forza fuori dal sistema di gestione della cosa pubblica con l’astenersi dall’assumersi responsabilità di sorta.
Breve recensione:
“In questo libro-intervista, uno dei più stimati psicoanalisti italiani di oggi propone una lettura della nostra vita politica e più in generale collettiva attraverso le categorie su cui basa da sempre il suo lavoro di ricerca e la sua pratica clinica: il desiderio e la Legge, il rapporto con l’Altro, il narcisismo, la dinamica del conflitto, la relazione fra padri e figli. È un percorso che ci porta – superando le facili interpretazioni di giornalisti, politologi, sociologi- a capire non solo cosa accade davvero nella mente degli italiani (e di chi dovrebbe governarli), ma anche da dove possono ripartire un dibattito e un’attività pubblica psicologicamente sani, liberi da logoranti perversioni e fatti di responsabilità, testimonianza, coraggio.”
Noto che da diversi mesi Citizen Zero e altri suoi solidali citano, a destra e a manca, frasi o pensieri o ragionamenti di uomini di sinistra del passato.
Cioè fanno citazioni di personaggi che sono molto distanti dalla loro cultura politica, spesso agli antipodi.
Maceratesi, date fiducia a Carancini. Vedrete, con lui, non ci saranno sorprese.
« Mi chiederai tu, morto disadorno,
d’abbandonare questa disperata
passione di essere nel mondo? »
(Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci)