Giunta, pronta la rosa del Pd
Meschini: “Promesse disattese da Carancini”

Udc e Pensare Macerata consegnano la lista. I democrat indicheranno i 12 eletti tra cui il sindaco potrà scegliere almeno tre assessori, oltre al presidente del Consiglio. Micozzi: "Chiediamo un peso anche più incisivo rispetto a 5 anni fa". Il coordinatore dell'Idv decisivo nella vittoria alle primarie torna sulla questione assessorati: "Il 3 marzo mi sono incontrato sia con Mandrelli che con Carancini. All'incontro con il primo cittadino ho avuto l’adesione a questo documento senza nessuna riserva, ritenendo che fosse stato impegnativo"
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Paolo Micozzi (al centro) con Romano Carancini e Bruno Mandrelli durante le primarie del centrosinistra

Paolo Micozzi (al centro) con Romano Carancini e Bruno Mandrelli durante le primarie del centrosinistra

di Claudio Ricci

Rose per il sindaco: le liste forniscono i nomi da cui scegliere per la formazione della Giunta che con tutta probabilità verrà ufficializzata entro sabato. La più corposa, come da copione, la indica il Pd che salvo eccezioni dell’ultima ora (stasera il direttivo del partito) indicherà i 12 eletti in consiglio comunale. In pole i più votati Narciso Ricotta – il suo assessorato è praticamente certo – e Maurizio Del Gobbo. Seguono Alessia Scoccianti, Bruno Mandrelli, Renato Rocchi, Alferio Canesin, Paola Ottaviani, Caterina Rogante, Aldo Tiburzi, Ulderico Orazi e Ninfa Contigiani. «E’ la strada su cui si sta lavorando – commenta il segretario Paolo Micozzi – La lista è abbastanza ampia, costituita dalle diverse anime del partito e da una discreta parità di genere con 5 donne e 7 uomini. Salvo che al direttivo di stasera qualcuno non rifiuti i nomi restano questi». Una rosa nutrita in grado di rappresentare anche il peso elettorale del Pd all’interno della maggioranza: «Un peso – continua Micozzi – anche più incisivo rispetto al 2010 quando il Pd espresse tre assessori più il presidente del consiglio comunale. Credo quindi che oggi non si possa scendere sotto quella soglia».

I candidati di Pensare Macerata con il sindaco Romano Carancini

Pensare Macerata ha presentato le sua rosa al sindaco Carancini

Nomi pronti anche per l’Udc che schiera i primi sei votati alle comunali: Ivano Tacconi, Marco Caldarelli, Marco Foglia, Massimo Pizzichini, Daniela Meschini e Paolo Cotognini. Tra questi nomi il sindaco potrà scegliere un assessore.  Ancora non definiti i papabili di Macerata Bene Comune anche se nei sei che verranno proposti al sindaco (tre donne e tre uomini) restano intoccabili i campioni di preferenze, Enzo Valentini e Stefania Monteverde, «Che – dice Pierpaolo Tartabini – vantano già competenza ed esperienza, anche questi requisiti richiesti dal sindaco». Discorso a parte per La Città di tutti che ha dato al primo cittadino possibilità di scegliere su tutti i 23 candidati. Sette nomi con tre donne e quattro uomini per Pensare Macerata che ha già consegnato la rosa a Carancini: l’ex vicesindaco Federica Curzi, Francesca Calamita, Manuela Branciari, Gabriele Micarelli, David Miliozzi (il secondo dei votati dietro Curzi), Alessandro Seri e Giammaria Vecchioni. «Una lista amplissima che prevede varie personalità – commenta l’ex assessore provinciale Massimiliano Bianchini – con esperienza a livello amministrativo, professionale e culturale. Ha deciso di rimanere fuori Alessandra Orazi che diverrà presidente di Pensare Macerata».

Giuliano Meschini, ex consigliere comunale

Giuliano Meschini, ex consigliere comunale

Intanto Giuliano Meschini torna a parlare dell’accordo delle primarie con Romano Carancini sulla questione dell’ingresso in giunta. Ieri il primo cittadino, che sta aspettando le rose dei papabili assessori dalle liste entrate in consiglio comunale aveva smentito un impegno preso con il candidato dell’Idv su eventuali assessorati(leggi l’articolo). Ma l’ex consigliere comunale in una nota precisa:

«Non mi interessano le polemiche, ma a dire il vero, dopo il voto alle primarie del 1 marzo, sono stato chiamato lunedì 2 marzo sia da Bruno Mandrelli che da Romano Carancini per incontrarmi con loro il giorno successivo in merito un mio sostegno al ballottaggio. Precisamente martedì 3 marzo alle 8,30 sono stato da Mandrelli ed alle 10,30 da Carancini. A tutti e due ho sottoposto e consegnato un’intesa scritta allegata alla presente. Nell’incontro con Carancini, in cui era presente anche una terza persona, ho avuto l’adesione a questo documento senza nessuna riserva. Ho ritenuto che questo accordo politico fosse stato impegnativo. Ho avuto poi un incontro con le persone che mi avevano sostenuto e il responsabile regionale dell’Italia dei Valori, in cui, in base agli incontri avuti ed al documento sottoposto, si decise l’appoggio al ballottaggio delle primarie a Romano Carancini. Successivamente, dopo circa un mese la sua vittoria alle primarie, mi sono incontrato con Carancini nel suo ufficio per ribadire questo impegno e da parte sua c’è stata una presa di distanza da quel documento. Ho capito solo allora come in politica le cose cambino velocemente. Ma sono una persona coerente, per cui sono andato avanti nel proseguo delle elezioni, rispettando le regole delle primarie e ritenendo doveroso apportare il mio contributo per la vittoria del centro sinistra. Ho ribadito anche in campagna elettorale il mio impegno per il lavoro e l’occupazione, come l’emergenza primaria per i cittadini. Ho anche detto che nell’eventuale mia partecipazione alla giunta avrei rinunciato alla remunerazione. Ma ritengo chiudere qui la polemica, perché non sono interessato alle poltrone ma bensì ad una politica di servizio per il bene dei cittadini».

Romano Carancini con alla sua destra Giuliano Meschini, decisivo per la vittoria alle primarie

Romano Carancini con alla sua destra Giuliano Meschini, decisivo per la vittoria alle primarie

In allegato al messaggio personale Meschini inserisce anche il programma proposto a Carancini e Mandrelli prima del ballottaggio delle primarie da Meschini. «Un accordo che il sindaco abbracciò in tutto senza riserve – ribadisce il responsabile cittadino dell’ Idv – incluso l’ultimo punto in cui viene specificata una partecipazione in prima persona alla giunta su deleghe specifiche».

1. Progetto lavoro per riassorbire la disoccupazione: favorire l’adesione all’associazione dei Comuni Virtuosi; favorire la creazione di una società di scopo per lo sviluppo delle energie rinnovabili; favorire la creazione a Macerata della vetrina delle eccellenze di tutto il territorio provinciale; favorire la messa in rete di tutto il patrimonio artistico, storico e culturale sia pubblico che privato e diocesano per un’offerta completa delle bellezze della città; favorire l’identità storica e culturale dei cittadini in sinergia con l’Università, le varie accademie ed associazioni culturali; favorire un forte sviluppo turistico e delle attività ad esso connesso di tipo commerciale ed artigianale e rivalutare l’ufficio turistico cittadino; favorire lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, tipica del nostro territorio collegata con centri formativi specializzati; favorire lo sviluppo delle strutture di accoglienza: hotel, bed&breakfast, ristorazione, ecc.; favorire lo sviluppo di una mobilità ecosostenibile; favorire le ristrutturazioni edilizie. 2. Ammodernamento struttura informatica dell’amministrazione comunale. 3. Rispetto dell’identità e dei valori cristiani della città, in particolare della famiglia.

Condividere la partecipazione in prima persona nell’amministrazione per la realizzazione dei punti programmati sopra condivisi con le deleghe alle attività produttive, al turismo, all’ambiente ed aziende partecipate.



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