Carancini ricomincia da sè
Il centrodestra parte da zero
Macerata vuole la Città di tutti

L'ANALISI DEL VOTO - Inizia l'impero di Romano II, consacrato dalla vittoria delle primarie dell'8 marzo ed oggi insidiato solo dal forte astensionismo. In questo ballottaggio troppi gli errori di Deborah Pantana che non ha saputo interpretare la voglia di cambiamento e ha diviso le altre forze di opposizione. Incomprensibile la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: "Il 75% degli elettori ha bocciato Carancini", dice. Quindi l'85% non ha voluto lei
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Romano Carancini esulta per la vittoria al ballottaggio

Romano Carancini esulta per la vittoria al ballottaggio

Matteo Zallocco, direttore di Cronache Maceratesi

Matteo Zallocco, direttore di Cronache Maceratesi

 

di Matteo Zallocco

“L’importante non è vincere ma partecipare”. Ormai è chiaro, questo è il motto del centrodestra che da decenni ha lasciato in mano la città di Macerata al centrosinistra. Come volevasi dimostrare è stato tutto sin troppo facile per Romano Carancini che ha vinto il ballottaggio con Deborah Pantana a mani basse. Nei fatti il sindaco uscente è stato rieletto l’8 marzo quando ha superato l’ostacolo più alto, quello delle primarie del centrosinistra contro Bruno Mandrelli, grazie ad un clamoroso recupero al ballottaggio dopo che al primo turno il suo sfidante aveva mancato la vittoria diretta per soli 19 voti. Da lì in poi per il buon Romano è stato un percorso in discesa, l’unica difficoltà è stata ricompattare – almeno in apparenza – il suo partito, il Pd, uscito non certo coeso dalle primarie e soprattutto diviso da cinque anni di litigi con l’amministrazione comunale.

Romano Carancini con alla sua destra Giuliano Meschini, decisivo per la vittoria alle primarie

Romano Carancini con alla sua destra Giuliano Meschini, decisivo per la vittoria alle primarie

Un Pd che comunque ha presentato una lista forte a queste elezioni nonostante diverse rinunce eccellenti, confermandosi di gran lunga la principale forza politica di questa città. Da domani torneranno a litigare? Il rischio è concreto e molto dipenderà dallo stesso Romano Carancini che in questi cinque anni non ha certo brillato in comunicazione e trasparenza blindando all’interno di una cerchia di pochi eletti le decisioni più importanti per la città. E da domani i problemi ricominceranno se – ad esempio – non spiegherà con chiarezza perché vuole acquisire a tutti i costi il ParkSì, una scelta amministrativa criticata da gran parte della città e dalla sua stessa maggioranza e mai illustrata con limpidezza. Il parcheggio di Rampa Zara non si può fare? Bene, anche se i privati dicono di non essersi mai tirati indietro. Ma la città non è solo Giunta e Apm. C’è un Consiglio comunale, peraltro fortemente rinnovato con l’elezione di molte persone che sembrano promettere bene, sia in maggioranza che in opposizione. Ci sono le forze politiche. C’è l’opinione pubblica. C’è un esercito di 606 persone che si sono candidate al Consiglio comunale perché evidentemente hanno a cuore questa città. C’è una lista che il sindaco definisce “la mia lista” e che si chiama proprio La Città di Tutti. Carancini – il cui spirito civico non è certo inferiore a quello di uomo di partito – forse dovrebbe ripartire da questo, da un maggior coinvolgimento della città sulle scelte importanti. La città dei pochi si trasformi davvero nella città di tutti. Il sindaco in questi cinque anni è stato bravo a stare in mezzo alla gente ed è uno che con la gente ci sa fare. Se saprà coinvolgere la città anche nelle scelte amministrative più importanti il suo slogan #orailfuturo avrà un significato importante e i prossimi saranno cinque anni migliori dei precedenti. Ricordandosi che il dato dell’astensionismo è molto preoccupante: il calo dell’affluenza al ballottaggio può essere considerato fisiologico ma il 39% degli aventi diritto alle urne è un numero che fa rabbrividire. E se tanta gente non è andata a votare è anche perché non si riconosceva in nessuno dei due candidati.

Il nuovo Consiglio comunale

Il nuovo Consiglio comunale

 

L'incontro sul balcone del Comune tra i due candidati sindaco dopo i risultati del ballottaggio

L’incontro sul balcone del Comune tra i due candidati sindaco dopo i risultati del ballottaggio

#Sicambia è stato invece lo slogan elettorale di Deborah Pantana. Ma in città c’era la sensazione che non si sarebbe cambiato in meglio. Questo dicono i numeri elettorali. Numeri che Pantana ha stravolto accogliendo con “grande soddisfazione” sia il misero 18% del primo turno che il 40 del ballottaggio. D’altronde “l’importante non è vincere ma partecipare” diceva il barone Pierre de Coubertin, fondatore dei moderni giochi olimpici. Ma il centrodestra, dal 2010 ad oggi, ha fatto grossi passi indietro. Fabio Pistarelli perse al ballottaggio con Romano Carancini per soli 126 voti e arrivò al 49,70% dopo il 41,09 del primo turno (contro il 45,7 del centrosinistra). Quelle di oggi sono tutte altre cifre e fotografano un centrodestra che ha fallito. Ha fallito Forza Italia che un giorno propose le primarie per scegliere il candidato sindaco e due giorni dopo ufficializzò il sostegno alla candidatura Pantana che già ad agosto era scesa in campo raccontando a tutti di avere già sei liste civiche pronte. Qualcuno evidentemente le aveva creduto sul serio. Le civiche nel frattempo si accorpavano e i nomi dei candidati non uscivano mai, sino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste. Liste deboli, con diversi candidati residenti anche fuori comune.

risultati ballottaggio

Maurizio Mosca

Maurizio Mosca

Sono poi davanti agli occhi di tutti gli errori di Deborah Pantana, evidentemente circondata da cattivi consiglieri. Si inizia a dicembre con l’alleanza con l’estrema destra (Casa Pound) che ha fatto storcere il naso a tutta l’area moderata. Si prosegue con mancati tentativi di coalizzarsi con tutte le altre forze del centrodestra che hanno portato poi alle candidature di Maurizio Mosca e Anna Menghi. Il primo ha iniziato la campagna elettorale un anno dopo, a neanche due mesi dal voto, e aveva a suo sostegno meno della metà delle liste di Pantana, eppure ha ottenuto quasi il 14%. Chissà come sarebbe andato questo ballottaggio se fosse stato Momo Mosca il candidato della coalizione di centrodestra, come velatamente suggerito dalla segretaria provinciale di Forza Italia Lorena Polidori che attraverso una lettera pubblica sconfessò la candidatura Pantana per non essere riuscita ad aggregare le altre forze di centrodestra. Ingiuste sono poi le dichiarazioni rilasciate ieri notte da Pantana su Anna Menghi: “Con lei è una storia chiusa per sempre e non si riaprirà più, ancora una volta ha fatto vincere il centro sinistra”. In realtà Anna Menghi spiegò a chiare lettere il suo rifiuto a sostenere la candidatura Pantana già ad inizio novembre: “Forza Italia e Pantana non hanno rispettato le regole, era stato costituito un tavolo di lavoro e individuato un metodo, prima il programma poi il candidato. Ma nel centrodestra maceratese continuano a decidere per tutti le solite 3-4 persone”.

I candidati della civica di Carancini "La città di tutti" ieri sera in festa in piazza per la vittoria al ballottaggio

IL SELFIE – I candidati della civica di Carancini “La città di tutti” ieri sera in festa in piazza per la vittoria al ballottaggio

Ma l’errore più grande di Deborah Pantana è stato quello di non sapersi proporre come sincera alternativa al potere che il centrosinistra ha avuto negli ultimi 20 anni. Non bastano toni violenti e spesso sbagliati contro l’avversario. Servono anche i contenuti. E’ stata poco chiara la sua linea sull’urbanistica e sulle opache vicende spesso denunciate da questo giornale. “A Macerata questa cose non succedono, non ci sono poteri forti” sono dichiarazioni che non danno proprio un’idea di nuovo. Perché è questo il punto, Deborah Pantana non ha saputo interpretare quella voglia di cambiamento che era diffusa in città. Paradossalmente l’ha saputa interpretare meglio Romano Carancini che è un uomo del Pd, spesso contro il Pd, e che ha combattuto contro alcuni poteri forti, con l’errore però di coinvolgerne altri. “Infatti il 75% degli elettori ha bocciato Carancini”, ha dichiarato ieri sera Pantana calcolando anche il numero degli astenuti. Seguendo questa logica, l’85% dei cittadini ha bocciato la candidatura Pantana. Il centrodestra dovrà creare un’alternativa credibile che Forza Italia è stata incapace di costruire.

(Qui sotto la galleria fotografica di Lucrezia Benfatto con le immagine dei festeggiamenti per la vittoria di Romano Carancini)

 

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