La centrale di Loro Piceno ottiene la Via
Il comitato: “E’ bastata la promessa
di un postcombustore”

BIOGAS - I componenti di "Salute e conservazione del territorio" contestano il provvedimento della Provincia di Macerata
- caricamento letture
Una porotesta del  comitato Petriolo per il territorio protesta contro il biogas

Una porotesta del comitato Petriolo per il territorio protesta contro il biogas

La Provincia di Macerata ha rilasciato la Valutazione di Impatto Ambientale per la centrale a biogas di Loro Piceno lo scorso 10 febbraio. Il provvedimento non è sfuggito ai componenti del Comitato salute e conservazione del territorio che accusa: «La Provincia si è espressa in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale postuma, cioè ad impianto funzionante, per la centrale a biogas di Loro Piceno gestita dalla Vbio2 srl. Procedura, quella della Via. successiva alla realizzazione dell’impianto, che non trova riscontro nella nostra legislazione, figuriamoci in quella europea. L’azienda che gestisce l’impianto ha avuto dal settore Ambiente della Provincia di Macerata  parere di Via positivo., nonostante l’autorizzazione sia stata annullata dalla giustizia amministrativa, la mala gestione dell’impianto che ha causato nel marzo del 2013 uno sversamento, provocando l’inquinamento del Fiastra, il coinvolgimento nell’indagine della Procura di Ancona Green Profit e  nonostante sia stato disposto il sequestro dalla procura di Macerata per lo sforamento delle emissioni atmosferiche di Cot (Carbonio organico totale). Ci siamo sentiti più volte dire ma tanto la Via va data a tutti. E allora viene da chiedersi che senso abbia sprecare tutto questo tempo e denaro pubblici?».

Il comitato critica anche le misure richieste all’azienda. «Rimaniamo allibiti ed increduli di fronte alle motivazioni formulate dall’ente provinciale che legittima la VIA postuma e le emissioni Cot fuori norma. Addirittura, si accontenta della promessa  fatta dalla VBIO2, di istallare un postcombustore. Basta questo per risolvere ogni problema? Leggiamo nella Via rilasciata dalla Provincia non si ritiene, infine, necessaria la specificazione di un preciso modello – di postcombustore – in quanto, la procedura di Via è volta e finalizzata a stabilire l’efficienza dell’impianto sotto il profilo della tutela ambientale […], mentre il modello potrà essere individuato dalla ditta secondo proprie valutazioni di natura tecnico-economica nell’ambito di quelli disponibili al momento dell’acquisto ed autorizzato in sede di successiva procedura di rilascio dell’autorizzazione unica.

L’azienda fino ad ora ha promesso la regolarità dell’impianto, smentita dalle analisi atmosferiche le quali sono valse il sequestro preventivo come per il caso di Corridonia, e non fornisce alcuna prova scientifica circa la bontà delle ipotetiche modifiche che verranno apportate all’impianto. Promettere non costa nulla, agli pseudo-imprenditori, il prezzo più caro infatti lo sta pagando e continuerà a pagarlo la collettività.

Ribadiamo che la V.I.A. è un procedura irrinunciabile, ma va fatta bene ed in maniera preventiva. Chi sbaglia dovrà pagare e ne risponderà di fronte alla legge.
Non solo, la politica e le amministrazioni, nello specifico la Provincia di Macerata e la Regione Marche, devono recuperare gli errori fin qui commessi nello “scandalo biogas” partendo dal rispetto dei diritti dei cittadini ed assumendosi le proprie responsabilità. Come innanzitutto spegnere l’impianto a biogas di Morrovalle che ha emesso il 16 ottobre 2014 ben 2211.3 mgC/Nm3 di COT contro il limite i legge di 150. La situazione ad oggi non sembra mutata e non può essere solo la magistratura a garantire la legalità».

Articoli correlati



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X