Il Crocifisso di Barberetti
torna a casa

CESSAPALOMBO - Era stato recuperato con la testa mozzata da sotto le macerie della chiesa di San Benedetto, che lo ospitava e che è tutt'ora inagibile: sarà conservato alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. La direttrice del Museo Diocesano di Camerino e San Severino, Barbara Mastrocola: «Un'eccezione, era importante restituire un'opera molto legata alla sua comunità»

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Barbara Mastrocola con il crocefisso

Un ritorno atteso e pieno di emozione. Cessapalombo riabbraccia il crocefisso attribuito a Barberetti, tornato nel territorio che lo ha custodito per secoli. L’opera è stata accolta nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella frazione di Villa di Montalto, al termine di un percorso iniziato dopo il sisma del 2016.

Prima del terremoto il crocifisso era custodito nella chiesa di San Benedetto, oggi ancora inagibile. Il suo recupero, avvenuto l’11 novembre 2016, è rimasto impresso nella memoria di chi vi prese parte. A riportarlo alla luce dalle macerie furono Pierluigi Moriconi della Soprintendenza archeologica e il tenente Grasso: l’opera venne ritrovata con la testa mozzata, in una delle immagini più emblematiche della devastazione lasciata dal sisma. A portarlo via fu Patrizio Guglini di Cessapalombo che, con le lacrime agli occhi, chiuse lo sportello del furgone che custodiva l’opera, uno dei legami più forti di quel territorio con la fede e l’identità locale. Proprio in quei mesi numerose associazioni si mobilitarono per sostenere il restauro del patrimonio artistico danneggiato. Tra queste Italia Nostra, che si rivolse a Moriconi chiedendo quali opere potessero essere recuperate. Così, tra le altre, venne segnalato proprio il crocefisso di Barberetti. L’associazione ne finanziò così il restauro, eseguito nel 2018 dal restauratore Angelani per conto dell’Arcidiocesi di Camerino.

Valerio Vernesi

La lectio di Valerio Vernesi

Per alcuni anni l’opera è stata custodita nel deposito Venanzina Pennesi di Camerino, insieme a molte altre opere salvate dalle chiese lesionate dal terremoto. Questa volta, però, è stata concessa una deroga. Sebbene la chiesa di San Benedetto non sia ancora agibile, l’Arcidiocesi ha accolto la richiesta avanzata dal Comune di Cessapalombo e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, autorizzando il ritorno del crocifisso nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, edificio dotato dei necessari sistemi di sicurezza per la conservazione dell’opera.

Qui il Cristo restaurato è stato ricollocato sul suo originale supporto con croce a raggiera, accanto alla  preziosa Madonna della Misericordia della scuola pittorica di Giovanni Angelo d’Antonio. «Questa restituzione rappresenta un’eccezione importante – dice la direttrice del Museo Diocesano di Camerino e San Severino, Barbara Mastrocola – normalmente le opere vengono ricollocate soltanto quando le chiese che le ospitavano tornano agibili. In questo caso è stata concessa una deroga perché esistevano tutte le condizioni per garantire una corretta conservazione e, soprattutto, perché era importante restituire alla comunità un’opera che le appartiene profondamente. Questi beni non raccontano soltanto la fede, ma l’identità dei territori: davanti a queste immagini intere generazioni hanno vissuto i momenti più significativi della propria vita, dai battesimi alle comunioni, dalle cresime ai matrimoni. Riportarle a casa significa restituire un pezzo di memoria collettiva e offrire un concreto segno di rinascita».

La firma dell'accordo con Treccani

La firma dell’accordo con Treccani

La cerimonia di domenica, a cui hanno preso parte il sindaco Giuseppina Feliciotti e il presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciott,  è stata arricchita dalla lectio del direttore della Rete museale dei Monti Azzurri, Valerio Vernesi, che ha illustrato le caratteristiche artistiche del Cristo e la figura dello scultore Barberetti, al quale sono attribuite anche la Madonna di Macereto e la Santa Lucia di Camerino. L’appuntamento ha avuto anche uno sguardo rivolto al futuro. Nel corso dell’incontro è stato infatti sottoscritto un accordo di collaborazione tra l’Unione Montana dei Monti Azzurri e Treccani, finalizzato alla valorizzazione, allo studio e al restauro di ulteriori opere d’arte del territorio. «Un momento di grande emozione per tutti noi – le parole della sindaca Feliciotti – viene restituito un simbolo della nostra storia e la comunità torna a riappropriarsi della memoria e della tradizione che dopo il terremoto sono state stravolte».

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