
Guido Castelli
Solo uno “stop and go”, come assicura il commissario sisma Guido Castelli, o qualche problema più strutturale? Sarà il tempo a dirlo, ma tra i cantieri della ricostruzione privata è scattato l’allarme nei giorni scorsi dopo la comunicazione di Cassa depositi e prestiti della sospensione dei pagamenti che, attraverso le banche convenzionate, arrivano ai cittadini per il pagamento dei lavori in corso nei cantieri.
Una comunicazione che Cdp ha effettuato nei giorni scorsi al Ministero dell’economia e che è scattato lo scorso 10 aprile. Una questione di vitale importante per il procedere dei circa 10mila cantieri sparsi tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, considerando che in media la Cassa versa alle imprese della ricostruzione circa 150 milioni al mese (l’anno scorso 1,8 miliardi complessivi) a fronte degli stati di avanzamento dei lavori.
Il commissario per la ricostruzione Guido Castelli è corso a fare da pompiere per spegnere l’incendio con una nota stringata: «Il disallineamento tecnico che venerdì 10 aprile aveva determinato la sospensione temporanea dei pagamenti della ricostruzione privata è stato risolto – dice Castelli – il prossimo 27 aprile verranno regolarmente erogate le spettanze alle imprese. La temporanea criticità era stata determinata da un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale».

Irene Manzi
Poche parole, poche spiegazioni e i dubbi hanno subito fatto drizzare le antenne a Pd e Federcontribuenti Marche. I dem, per bocca della deputata maceratese Irene Manzi, chiedono chiarezza: «Siamo molto preoccupati – afferma Manzi – si tratta di una fase cruciale per il completamento dei lavori: qualsiasi interruzione rischia di compromettere non solo l’andamento dei cantieri, ma anche la stabilità economica di imprese e professionisti e la vita quotidiana delle comunità duramente colpite. Se queste segnalazioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una situazione senza precedenti, con conseguenze potenzialmente molto gravi per la ricostruzione e per la fiducia dei cittadini. Per questo è fondamentale che il Governo intervenga subito per chiarire se siano stati disposti blocchi o ritardi e se sì per quali motivi e, soprattutto, quali misure concrete intenda adottare per garantire la continuità dei pagamenti. Le comunità del cratere hanno già sofferto abbastanza: non possono esserci incertezze sul funzionamento di strumenti essenziali per il ritorno alla normalità».
Sulla stessa lunghezza d’onda Maria Teresa Nori, segretaria regionale di Federcontribuenti: «Anche se lo stop è stato determinato da un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale, rappresenta un fatto di estrema gravità, che rischia di compromettere ulteriormente un percorso di ripresa già segnato da ritardi, difficoltà burocratiche e profonde criticità economiche e sociali – tuona Nori – i territori colpiti dal sisma, le imprese impegnate nei lavori e le famiglie ancora in attesa di una piena ricostruzione non possono essere lasciati in una condizione di incertezza e abbandono. Il blocco dei pagamenti del 10 aprile configura un vulnus devastante per l’economia locale, con il rischio concreto di paralizzare i cantieri, mettere in crisi il tessuto produttivo e aggravare il disagio delle comunità coinvolte. Chiediamo con la massima chiarezza le motivazioni alla base di questa decisione; il ripristino immediato dei flussi finanziari destinati alla ricostruzione; l’intervento tempestivo del Governo affinché vengano tutelati i diritti dei cittadini e delle imprese. Vogliamo un chiarimento ufficiale da parte del Ministro dell’economia e delle finanze affinché vengano fornite risposte certe sul contributo che dovrebbe essere erogato, speriamo, il prossimo 27 aprile e si individuino soluzioni rapide ed efficaci per scongiurare tali situazioni con ulteriori danni. Continueremo a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, riservandosi ogni iniziativa a tutela dei contribuenti e delle comunità colpite».
Hanno fatto giusto in tempo a prenderli per farci il sottopasso
Ma che bello vedere gli esponenti del PD avere a cuore le sorti dei terremotati e pensare che per dieci anni sono stati totalmente latitanti
È meglio che anno bloccato i pagamenti...almeno anno finito di rubare i soldi ...
Che paese ridicolo!
Bloccare i pagamenti NO però un controllo capillare sui Conti e fatture SI perché i prezzi sono schizzati fuori controllo.
Smentite quando vi pare, nel frattempo i pagamenti che si aspettavano da oltre un anno, perché questi sono i tempi per una fine lavorisono slittati di altri 15 giorni.. ma ovviamente non si può dire perché è lesa maestà!!
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