«Casa di comunità, quali servizi?
Difficoltà anche per i prelievi
e al reparto di radiologia»
SANITA' - Il gruppo consiliare di opposizione Insieme per San Severino, composto da Tarcisio Antognozzi, Tiziana Gazzellini e Gabriele Pacini, porta in Consiglio un’interrogazione sulla nuova struttura e una mozione sul giardino storico monumentale Giuseppe Coletti

L’ospedale di San Severino
di Monia Orazi
Servizi effettivamente attivati nella nuova casa di comunità di San Severino, carenze di personale e tempi di attesa all’ospedale Bartolomeo Eustachio, ma anche percorsi accessibili e uscite autonome al giardino storico Giuseppe Coletti. Il gruppo consiliare di opposizione Insieme per San Severino, composto da Tarcisio Antognozzi, Tiziana Gazzellini e Gabriele Pacini, porta in consiglio comunale un’interrogazione sulla sanità cittadina e una mozione dedicata alla fruibilità dei giardini pubblici.
«Vogliamo conoscere quali servizi sanitari e sociosanitari siano attualmente operativi nella Casa di comunità, con quali giorni e orari di apertura e quale sia il cronoprogramma per quelli ancora da avviare», spiegano i tre consiglieri. La struttura, aperta nell’area antistante l’ospedale di via del Glorioso, è stata realizzata con fondi Pnrr e ha ricevuto un ulteriore finanziamento regionale per il completamento del secondo stralcio. Al momento, ricordano i firmatari, risultano attivati o in fase di attivazione il punto prelievi, l’ambulatorio di cardiologia e il punto unico di accesso. «La Casa di comunità è stata presentata come uno strumento per rafforzare la sanità territoriale, alleggerire il pronto soccorso e offrire un riferimento alle persone fragili, anziane e affette da patologie croniche. È quindi necessario sapere come funzionerà concretamente». Insieme per San Severino chiede chiarimenti anche sul personale: «Vogliamo sapere quanti medici, infermieri e amministrativi saranno assegnati alla struttura e se siano previste assunzioni dedicate oppure trasferimenti di personale già impiegato nell’ospedale o nel distretto sanitario». Al Comune viene inoltre chiesto di attivarsi con l’Ast di Macerata e la Regione per informare in modo puntuale la popolazione sui servizi disponibili. L’interrogazione affronta poi le criticità del laboratorio analisi e del reparto di radiologia dell’Eustachio. «Da tempo vengono segnalati problemi legati ai tempi di attesa, alla carenza di personale e alla continuità dei servizi. Chiediamo di conoscere la situazione reale per prelievi, referti, tac, risonanze magnetiche, mammografie ed ecografie».
I consiglieri domandano se siano previsti interventi risolutivi, anche attraverso il piano occupazionale straordinario regionale per l’Ast di Macerata. «Occorre chiarire anche in che modo il trasferimento del punto prelievi nella Casa di comunità (leggi l’articolo) inciderà sul laboratorio analisi e se contribuirà davvero a migliorare l’organizzazione dell’ospedale».

La mozione riguarda invece il giardino storico monumentale Giuseppe Coletti, riaperto nel maggio del 2024 dopo un intervento finanziato nell’ambito del piano nazionale complementare per i territori del sisma. «A fronte di un investimento pubblico superiore complessivamente a un milione e mezzo di euro – sostengono Antognozzi, Gazzellini e Pacini – è legittimo attendersi che il giardino sia pienamente accessibile e fruibile da tutti». Secondo il gruppo consiliare, in alcuni tratti permangono percorsi difficilmente utilizzabili da persone con disabilità motoria, carrozzine e passeggini. Il problema interessa anche il varco laterale posto in fondo al giardino, vicino al gazebo-bar affidato a un privato. «L’ingresso e l’uscita da quel punto non possono essere condizionati dagli orari di apertura di un esercizio commerciale. Quando il bar è chiuso, anziani, persone con disabilità e famiglie con bambini piccoli rischiano di non poter utilizzare il varco». La mozione impegna quindi sindaco e giunta a effettuare una ricognizione delle barriere architettoniche residue, adeguare i percorsi e realizzare una o più uscite laterali autonome. «Chiediamo accessi utilizzabili in sicurezza durante tutto l’orario di apertura del giardino, indipendentemente dall’attività del chiosco, insieme a una segnaletica chiara che indichi i percorsi accessibili». Il gruppo Insieme per San Severino chiede infine che l’amministrazione riferisca in consiglio sui tempi, sui costi e sulle modalità degli eventuali interventi: «La piena accessibilità degli spazi pubblici e la trasparenza sui servizi sanitari non sono questioni secondarie, ma diritti dei cittadini».
Chiedo se alla Casa di Comunità di San Severino possano accedere anche pazienti dei comuni limitrofi del distretto.