Il ritorno di Pierfrancesco Tasso:
«La prima volta fu piena di amarezza,
dicevano che il sottopasso era irrealizzabile»
ELEZIONI MACERATA - L'avvocato rientra in Consiglio comunale dopo 16 anni grazie a un exploit da 363 preferenze: «Sono tornato in politica per il buon governo Parcaroli, la stima che ho di Acquaroli e l'amicizia con Renna. Ricordo la frustrazione di cercare di fare proposte e vederle sempre bocciate. Un assessorato per me ? Non ne abbiamo parlato, ma sono sicuro che il mio risultato avrà la giusta considerazione»

Pierfrancesco Tasso
di Marco Pagliariccio
A volte ritornano. E Pierfrancesco Tasso lo ha fatto in grande stile, rientrando in Consiglio comunale a 16 anni dall’ultima volta. Lo ha fatto sempre nell’alveo del centrodestra, vestendo i colori di Fratelli d’Italia. E il risultato è stato subito notevole: 363 voti, quarto più votato in assoluto alle spalle solo degli assessori uscenti Francesca D’Alessandro, Paolo Renna e Riccardo Sacchi e scranno in consiglio comunale già assicurato, a prescindere da chi vincerà il ballottaggio.
«Non mi aspettavo un risultato del genere, ma devo dire che in campagna elettorale ho parlato con tantissime persone, fatto tantissimi incontri e organizzato un paio di aperitivi per dialogare con più gente possibile – spiega Tasso, professione avvocato – molti mi conoscevano già, altri mi hanno contattato dopo aver visto il mio materiale elettorale, per cui confidavo in un buon risultato, ma sicuramente è stato oltre le mie aspettative».
I numeri raccolti fanno di Tasso un naturale candidato a un assessorato o a una partecipata “pesante” come l’Apm. Discorso non ancora affrontato, ma… «Non ne abbiamo parlato ancora, siamo focalizzati sul ballottaggio o su eventuali riconteggi e ricorsi ora – sottolinea il prossimo consigliere comunale Fdi – credo che il metodo che si adotterà per l’assegnazione dei posti in giunta sia quello ribadito più volte, il metodo Acquaroli: conteranno le preferenze e indubbiamente credo che il risultato che ho ottenuto debba avere una giusta considerazione».
Certo che come assessore si potrebbe incidere ancora di più… «I temi sui quali vorrei focalizzarmi nei prossimi cinque anni sono le riqualificazioni, in particolare quella del centro storico – evidenzia Tasso – sia con una politica di ripopolamento che di agevolazione all’apertura di nuove attività commerciali. Sicuramente, visto che in questi anni si è fatto tanto per quanto riguarda le grandi opere, credo che nei prossimi cinque, oltre a completare quanto impostato, si dovrà pensare con maggiore attenzione alla ordinaria manutenzione di marciapiedi, strade e verde pubblico».

L’ultima volta in Consiglio comunale risale al 2010: in politica, di fatto, un’era geologica fa. E l’esponente meloniano non ricorda quell’esperienza con particolare piacere. «Il buon governo di Sandro Parcaroli in primis, poi la stima profonda che ho per il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’amicizia con Paolo Renna: sono queste le persone che mi hanno spinto a tornare in gioco – sottolinea il neo consigliere comunale – ma di quella esperienza porto con me tanta amarezza perché essendo in opposizione riuscii ad incidere ben poco. Anzi, collezionai anche un paio di brutte esperienze come una dura risposta che ricevetti da Romano Carancini, censurato persino dal presidente del consiglio Maulo. Mi accusava di buttare in campo tante idee senza accoglierle salvo poi farle proprie nel giro di qualche mese, come successe con la riapertura del centro storico al traffico nei weekend del periodo natalizio. Prima me la bocciarono, poi la proposero. Per non parlare di un’interpellanza sulla possibile realizzazione di un sottopasso in via Roma a cui mi risposero che era tecnicamente irrealizzabile. E sappiamo tutti com’è andata a finire. Non ho un bel ricordo di quegli anni insomma: non riuscivo ad essere costruttivo pur cercando di esserlo».
Pierfrancesco Tasso si definisce un discepolo, politicamente parlando, di Giulio Conti, a lungo deputato e sottosegretario a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila in area Alleanza Nazionale. «L’importanza dello stare a contatto con le persone è ciò che ho appreso da lui – finisce – lui da quando usciva da casa a quando rientrava cercava di incontrare e parlare con più persone possibile. E io cerco di fare lo stesso, cerco di confrontarmi con tutti anche con chi non la pensa come me. Sfido chiunque a dire che io non sia una persona cordiale e che ama confrontarsi con tutti. E poi la serietà, il non dare tutto per scontato, il non promettere nulla. L’ho incontrato più volte nei giorni scorsi e mi ha ribadito proprio queste cose, di concentrarmi sul lavoro per la vittoria della squadra, perché poi il merito del lavoro viene sempre riconosciuto».
(L’intervista è stata realizzata venerdì prima delle polemiche sugli accordi del centrosinistra con Mari e Sigona e della presentazione del ricorso al Tar da parte di Parcaroli).
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Eccone un altro alla ricerca di una comoda poltrona… Dalla stima che ha nei confronti dei soggetti che ha citato…È tutto chiaro…
Coraggio e sangue freddo,riuscirai a portare avanti le tue idee,che sono tutte di tanti e tanti di noi.
Buon lavoro
Complimenti Pierfrancesco, hai tutte le caratteristiche per fare bene in questa tua nuova esperienza amministrativa.