Mascherine al chiuso, Chiodera:
«Le restrizioni non possono essere infinite
ma il virus circolerà di più»

SALUTE - Il primario di Malattie infettive dell'ospedale di Macerata sulle nuove misure anticontagio e sui vaccini: «E' importante effettuare la quarta dose»
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Il dottor Alessandro Chiodera

di Claudia Brattini

Il primo maggio ci sarà un importante giro di boa in merito alle misure di sicurezza intraprese dal governo per frenare il contagio da Sars-cov2: in primis si ipotizza la sostituzione dell’obbligo di mascherine al chiuso che potrebbe lasciare posto alla sola raccomandazione.
È probabile, infatti, che a partire dal primo maggio scatterà lo stop alle mascherine nei supermercati, nei centri commerciali, nei negozi ecc. mentre resterà in vigore l’obbligo sui mezzi di trasporto, al cinema, nei teatri, in discoteche e nelle scuole fino al termine dell’anno scolastico.
Ci apprestiamo, dunque, ad un lento ritorno alla normalità e ad una convivenza forzata con il virus che, con l’ultima e contagiosissima variante Omicron, è ancora prepotentemente in circolazione.
La domanda che oggi in molti si è pongono è: saremo davvero tranquilli ad abbandonare la mascherina anche se si allentano le misure e si modifica la norma in vigore?
«Non si può andare avanti all’infinito con le restrizioni  – commenta il dottor Alessandro Chiodera, primario di malattie infettive all’ospedale di Macerata – ma è chiaro che meno mascherine si utilizzano e più il virus circola, ancora ieri eravamo intorno ai cento mila casi. Per fortuna la maggior parte delle persone è vaccinata, e quindi protetta dalle forme gravi, molti sono giovani e non presentano problematiche».

La situazione delle categorie fragili e degli anziani tuttavia è ben diversa, come conferma il primario. «E’ importante effettuare la quarta dose, da quando abbiamo vaccinato quasi tutti la gravità della patologia è calata, l’immunità generale è aumentata, non è ancora di gregge ma c’è una generale premunizione contro la malattia grave. Gli anziani e i fragili devono essere protetti, è evidente che sono loro quelli che principalmente arrivano in ospedale».

Fino al 30 aprile l’ultimo decreto indicava inoltre l’obbligo della mascherina di tipo Ffp2 al cinema, a teatro, durante i concerti, alle gare sportive e su tutti i mezzi di trasporto pubblici. Proprio l’uso della mascherina chirurgica o di quella di tipo Ffp2 è un altro aspetto importante e su questo il dottor Chiodera non ha dubbi: «Ufficialmente si ritiene che la Ffp2 sia migliore ma la cosa davvero importante è indossare bene la mascherina, non ha senso dare la mano ad una persona e poi mettere la mascherina. L’importante è averla e soprattutto indossarla bene, funziona se usata sempre. Non è corretto abbassarla, ad esempio per farsi sentire meglio quando parliamo con qualcuno».

Guardando al futuro l’apprensione si riversa inevitabilmente verso l’autunno e sull’opportunità di effettuare la quarta dose e a questo proposito conclude il dottore «Dobbiamo sperare che man mano che aumentano le varianti queste diventino sempre meno patogene anche se diffuse. È molto probabile che ci vaccineremo ancora ed è logico pensare che lo faremo con un vaccino modificato in base alle varianti».

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