Vaccini bluff,
scarcerato l’infermiere Luchetti
Torna libero l’avvocato Galeazzi

INDAGINE - L'uomo accusato di aver simulato le inoculazioni al centro Paolinelli di Ancona ha ottenuto il via libera dal gip per i domiciliari con il braccialetto elettronico. Obbligo di firma per il legale accusato di aver fatto da intermediario: era relegato tra le mura di casa dallo scorso 10 gennaio. Misura attenuata anche per Edmondo Scarafoni
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Emanuele Luchetti all’arrivo in tribunale per l’interrogatorio con il pm

 

di Federica Serfilippi

Inchiesta sui vaccini bluff, il gip revoca la misura cautelare del carcere all’infermiere Emanuele Luchetti: andrà ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Torna libero, invece, l’avvocato Gabriele Galeazzi: era ai domiciliari dallo scorso 10 gennaio. Ora ha l’obbligo di firma. Stessa misura cautelare per Edmondo Scarafoni, anche lui in un primo momento relegato ai domiciliari.

La modifica dei provvedimenti è stata firmata ieri dal gip Carlo Masini, autore della triplice ordinanza legata alla maxi inchiesta portata avanti dalla Squadra Mobile di Ancona e incentrata sulle simulazioni vaccinali avvenute tra dicembre 2021 e gennaio 2022 al centro Paolinelli della Baraccola. Nel giro di due mesi sono state 85 le misure cautelari firmate dal gip: Luchetti è stato destinatario di quella più gravosa, finendo a Montacuto. Fino a ieri, il nuovo provvedimento non era stato attuato, non essendo ancora disponibile il braccialetto elettronico.

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L’avvocato Gabriele Galeazzi

Ai domiciliari erano finiti i presunti intermediari dell’infermiere. Il pm Ruggiero Dicuonzo ne ha conteggiati sei. Tra questi, appunto, la procura ha indicato l’avvocato anconetano Gabriele Galeazzi. Dopo una doppia istanza presentata dal suo difensore, il legale Riccardo Leonardi, il gip ha dato l’ok per la revoca della misura in vigore dallo scorso 10 gennaio. Da ieri, Galeazzi è libero (ha solo l’obbligo di firma) ma non può lavorare: è stato infatti sospeso dal suo Ordine per cinque mesi. Ha l’obbligo di firma anche il fabrianese Edmondo Scarafoni, colpito di un primo momento dalla misura dei domiciliari essendo stato accusato dalla procura di aver veicolato clienti all’hub vaccinale di Ancona. Scarafoni è difeso dall’avvocato Vincenzo Carella.

Il giudice aveva poi notificato, in tre diverse ordinanze, una raffica di misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti interessavano – alcuni sono nel frattempo caduti – i presunti clienti di Luchetti, arrivati all’hub per simulare le vaccinazioni al fine di ottenere in maniere illecita il Green Pass. Il guadagno per l’infermiere? Una media di 300 euro. L’indagine, fatta di intercettazioni e microspie installate all’hub vaccinale, conta i reati (a vario titolo) di peculato, corruzione e falso. Luchetti è difeso dagli avvocati Marta Balestra e Paolo Campanati. Nel primo interrogatorio di garanzia, aveva ammesso gli addebiti, sostenendo però di non essere l’organizzatore della catena.

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