Beffa bollette per i terremotati:
«Mazzate fino a mille euro in un mese»

SISMA - Stanno arrivando le fatture arretrate e quelle nuove di luce e gas, le testimonianze da Matelica e Muccia. Camilozzi (Terra trema noi no): «C'è anche chi a Camerino ne ha ricevuta una sulla casa ancora inagibile»
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La bolletta arrivata ad uno dei terremotati

di Monia Orazi

Stangata per le bollette di gas e luce, nelle Sae e nelle loro nuove case i terremotati in attesa di veder ricostruite le loro case tremano, ma non di freddo. Il timore è di non riuscire a pagare le bollette di luce e gas, alla ripresa della fatturazione, tra i tanti anziani che vivono di sola pensione, la minima in Italia è di poco superiore ai cinquecento euro.

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Antonio Ciciriello

«A me sono arrivate le bollette tutte insieme – racconta il pensionato matelicese Antonio Ciciriellouna da 245 euro dell’Enel, poi una del metano da 125. Lo stesso giorno che sono andato a pagarla dal tabaccaio me ne è arrivata un’altra del gas da 180 euro. Mettiamoci anche la Tari, questo mese spenderò oltre mille euro in bollette e pagamenti. Ma i gestori delle varie reti, non possono evitare di mandare tutto insieme? Come fa una famiglia con un reddito normale a pagare tutto? Io non chiedo di non pagare, ci mancherebbe, ma chiedo una gestione diversa, almeno di dilazionare la spedizione degli importi, non si può pagare tutto in un mese. Io non sono terremotato, casa mia ha subito solo delle lievi filettature, ma mi metto nei panni di chi ha perso tutto e prende solo la pensione minima. Come fanno? Andando al bar la mattina, sento che in tanti si lamentano, che non ce la fanno».

Ciciriello lancia un appello ai parlamentari marchigiani, per prendere provvedimenti in tal senso: «Io pago tutto, ma così non si va avanti. Se si hanno pochi risparmi con il tempo finiscono anche quelli. Ma chi è disoccupato, anziano e solo come fa? Qua nel cratere si pagano anche gli arretrati, ma è ora che la politica si interessi seriamente di questo problema, perché davvero tante persone sono in difficoltà. Alle bollette di luce e gas ora si aggiunge la Tari, non chiedo la grazia, ma che la gente sia messa in condizione di pagare con delle dilazioni, non è possibile che in un mese si raggiungono 600, mille euro di pagamenti da fare. La politica deve chiedere ai gestori di scaglionare l’invio delle bollette».

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Giancarlo Copponi

Da Muccia, dove vive nella soluzione abitativa di emergenza, ha fatto un salto sulla sedia Giancarlo Copponi, pensionato di 73 anni, che si è visto arrivare 206 euro di bolletta di energia elettrica, grazie all’addebito del canone Rai: «E’ arrivata la bolletta dell’energia elettrica, a fronte di un consumo pari a 87,65 euro, ti arriva la cifra da pagare pari a 206,91 euro così suddivisi: energia effettivamente consumata 87,65 euro, 20 euro rata sisma centro Italia, canone tv 2021 90 euro, canone tv 2022 9 euro. Era stato stabilito che alla ripresa del pagamento del canone tv, l’importo sarebbe stato spalmato in rate, ma così non è stato fatto ed io ho scritto al governo. Per un single come me, con una pensione da seicento euro, una bolletta così fa rimanere solo 400 euro per vivere. Nel cratere almeno il 35 per cento delle persone sono nelle mie stesse condizioni sociali e finanziarie».  Nella lettera inviata al governo Copponi chiede di rispettare il provvedimento allora emesso durante la reggenza dell’ex commissario alla ricostruzione Paola De Micheli, che stabiliva di far pagare il canone a rate. «Finora sono riuscito a sopravvivere in modo dignitoso – racconta Copponi – non contesto che si debba pagare il canone, ma chiedo che sia rateizzato. Chi vive con la pensione minima di 594 euro come me, non può sostenere il pagamento per intero di certe cifre».

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Diego Camillozzi

Altri paradossi li racconta Diego Camillozzi, presidente dell’associazione la Terra trema noi no: «Non si può chiedere a chi ha la casa inagibile o parzialmente distrutta, di andare a recuperare bollettini pagati nel 2013, per dimostrare di aver regolarmente versato la quota del servizio idrico. Sono stati segnalati diversi casi a Camerino. Un altro caso riguarda una casa inagibile di Camerino, in centro, il cui proprietario si è visto recapitare una fattura per un consumo tra il gennaio 2020 ed il gennaio 2021, mai effettuato, in quanto l’abitazione è inagibile, inoltre il servizio idrico risulta chiuso in quella zona da subito dopo le scosse del 2016. E’ assurdo vessare gente già provata con accertamenti di importi già pagati, per tanti è difficile se non impossibile andare a recuperare i bollettini. Qualcuno poi aveva il conto in Banca Marche, oggi non può più avere lo storico. Ci sono anche arrivate tante segnalazioni di bollette senza gli sconti previsti, pur con gli importi rateizzati. Non tutti hanno la forza e la lucidità per controllare».

L’ultima scoperta di Camillozzi, è che anche se la legge concedeva a chi non ha usufruito della busta paga pesante, di avere il 60 per cento di rimborso dell’Irpef, nei fatti nessuno ha avuto nulla: «Un commercialista ci ha fatto presente che nessuno anche tra le partite Iva ha potuto avere il 60 per cento di rimborso Irpef, per non aver usufruito della busta paga pesante, perché non è stata resa nota la modalità per fruire del rimborso e dunque non viene riconosciuto dall’agenzia delle Entrate. Non parliamo poi della mancata proroga dei mutui, speriamo sia attuata con il milleproroghe, nel frattempo a diverse persone è già stata addebitata la prima rata dei mutui».



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