Aumento costi materie prime, Guzzini:
«Situazione estremamente preoccupante,
serve strategia europea comune»

RECANATI - Il presidente dell'azienda, arrivata a 110 anni di attività, avverte: «Oltre al prezzo di luce e gas, indispensabile per la produzione, ci sono aumenti su tutta la filiera fino al 700%»
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Domenico Guzzini (foto Fabio Falcioni)

 

di Luca Patrassi

Ogni regola ha la sua eccezione, sicuramente le statistiche lasciano il tempo che trovano, ma i 110 anni di vita della Flli Guzzini e il fatto che sia arrivata alla quarta generazione rimanendo in famiglia, partendo dal fondatore Enrico Guzzini per arrivare all’attuale presidente Domenico Guzzini, dicono che in azienda ci sia sempre stato qualcuno capace di prevedere e di innovare. Oggi la congiuntura economica e sociale globale non è delle migliori, ma appunto a Recanati c’è chi vuole mantenere il timone dell’impresa sulla rotta della crescita, economica, sociale, occupazionale, tecnologica. Va bene dire che bisogna guardare al futuro sempre con ottimismo, ma le bollette di luce e gas stanno avendo rincari enormi, le materie prime aumentano, la pandemia ancora resiste, incolla il clima non è bellissimo. Domenico Guzzini non si sottrae alle domande. Si parte dagli aumenti.

«La situazione che stiamo vivendo è estremamente preoccupante. Oltre al prezzo di luce e gas, indispensabile per la produzione, ci sono aumenti su tutta la filiera: dalle materie prime, dalla la plastica, agli imballaggi, i cui costi sono saliti anche del 100%, fino ai trasporti, con aumenti del 700%». Tradotto in voci di spesa e bilanci aziendali? «Quest’anno subiremo un rincaro legato all’energia intorno al 162%, 500mila euro in più in termini di costi in bilancio». Aumenti dell’energia, nelle Marche, in parte attutiti dall’aver fatto ricorso anni fa a un consorzio per l’acquisto di energia. «Nel 2000 – spiega Domenico Guzzini – abbiamo creato insieme ad altre aziende del territorio un consorzio energetico, un gruppo per contrattare direttamente con i fornitori un prezzo dell’energia fisso e più conveniente rispetto al mercato. Questo ci ha permesso di evitare aumenti considerevoli finora, nonostante la nostra recente scelta di utilizzare energia green che si rileva leggermente più costosa».

Altra mossa, fatta in tempo utile, l’impianto fotovoltaico per lo stabilimento recanatese capace di coprire il 25% del fabbisogno. Gli aumenti dell’energia e del costo delle materie prime – secondo Confindustria nazionale e l’ufficio studi della Cgil di Mestre – potrebbero portare alcune aziende a prendere in considerazione lo stop della produzione con evidenti riflessi sull’occupazione. Per scongiurare queste conseguenze, Flli Guzzini nel corso dell’anno adeguerà i prezzi dei prodotti in listino di circa il 30% con possibili ricadute negative sul fronte dei consumi. Come se ne esce? «Va attuata una strategia europea comune per stabilizzare il prezzo del gas sul mercato, uniformando le condizioni di approvvigionamento e riducendo così i differenziali di prezzo tra i Paesi membri – rileva ancora Domenico Guzzini – L’Italia dovrà pensare anche a un piano di sviluppo energetico nazionale che punti alle rinnovabili ma non solo, proprio per evita-re di ritrovarsi in futuro ancora in una situazione simile. Guardando al futuro credo che la soluzione migliore sia un mix di fonti energetiche che possano garantire una maggiore autonomia nazionale, considerando diverse opportunità e nuove soluzioni derivanti anche dall’innovazione e dalla tecnologia, compreso il nucleare di nuova generazione».

Innovazione tecnologica e transizione ecologica. «Flli Guzzini oggi è arrivata a lavorare oltre il 40% dei suoi materiali con plastica riciclata. Spingeremo sempre di più in questa direzione. Ma dobbiamo ricordarci che quello della transizione ecologica deve essere un impegno di tutti, sia a livello mondiale, sia dei singoli». Domenico Guzzini insiste nella riflessione: «Il vero ostacolo alla crescita sarà l’inflazione e il caro energia. Va comunicato seriamente e tempestivamente quanto durerà questo salasso sia alle imprese che ai cittadini. L’inflazione è ai massimi livelli e soprattutto è inflazione cattiva. Siamo nel pieno di un vortice di prezzi impazziti, probabilmente ci rimetteranno le fasce più deboli della società e le piccole imprese». L’appello finale del presidente di Flli Guzzini: «Essendo questa la situazione, vanno chiamati a rapporto i migliori esperti dì politica industriale energetica per trovare subito le soluzioni compatibili con la fragilità del tessuto economico e sociale nazionale. Quando c’è una emergenza di questo livello non bisogna escludere nulla come soluzione energetica, quindi nucleare di nuova generazione e gas naturale che si trova nel Mar Adriatico, altrimenti andremo incontro ad una decrescita infelice e soprattutto nella tenuta sociale»

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