Rotatoria provvisoria,
Silvia Squadroni boccia la scelta:
«spesi 40mila euro di progettazione inutile»

CIVITANOVA - La candidata sindaca interviene sull'urbanistica e critica la volontà dell'amministrazione di realizzare una infrastruttura provvisoria dal momento che è partito già l'iter della Quadrilatero per quella definitiva. «Ora vorrebbero completare il colpaccio impegnando ulteriori 450 mila euro di soldi dei civitanovesi»
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Infrastrutture e viabilità, Silvia Squadroni boccia la rotatoria provvisoria: «hanno già speso inutilmente 40mila euro di progettazione e ora vorrebbero completare il colpaccio con ulteriori 450mila euro di soldi dei civitanovesi».

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Silvia Squadroni

La rotatoria provvisoria che l’assessore all’Urbanistica Fausto Troiani ha previsto alla fine della SS 77 con il così detto riammagliamento, rispetto al progetto di un sistema di rotatorie e al sottopasso sulla SS16 che è nel progetto della Quadrilatero, è al centro del commento della candidata sindaco. In particolare la Squadroni sottolinea la mancanza di necessità di un’accelerazione con una rotatoria provvisoria quando il cronoprogramma della Quadrilatero è puntualmente rispettato e sono partiti già gli avvisi per l’esproprio delle aree. «Sappiano i civitanovesi che mentre la Quadrilatero procedeva speditamente, il 30 dicembre 2019, sulla base della delibera di giunta il Comune conferiva l’incarico della progettazione delle rotatorie provvisorie con una spesa di 39.942 euro ( solamente 58 euro al di sotto della soglia per la quale sarebbe stata obbligatoria la procedura negoziata) quindi non tenendo in minima considerazione l’iter normale e regolare portato avanti da Quadrilatero S.p.A. per la realizzazione delle opere definitive. Dopo questa ennesima figuraccia con il prelievo di quasi 40mila euro dalle tasche dei civitanovesi, ora vorrebbero completare il colpaccio impegnando ulteriori 450 mila euro. Non si vergognano più di nulla». La Squadroni si fa poi paladina delle problematiche dei residenti del centro e di Fontespina: «i civitanovesi per interfacciarsi con le istituzioni devono fare petizioni. Hanno chiuso vie del centro impedendo il passaggio dei pedoni ed il parcheggio delle autovetture dei residenti senza operare alcun preventivo confronto. Né successivamente, dopo settimane di assoluta paralisi, hanno inteso interfacciarsi con i residenti per valutare soluzioni alternative come la riduzione dell’orario di interdizione  o spazi alternativi di parcheggio».

 

 

 

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