Costamagna festeggia la fine dei processi
«Elezioni? Serve un nuovo corso
o mi candido sindaco pure io»

CIVITANOVA - Dopo 23 processi in 28 anni l'ex presidente del Consiglio fa un bilancio (personale e umano) e un'analisi per le amministrative 2022. L'obiettivo è costruire una coalizione ampia di centrosinistra, ma senza le vecchie figure della politica: «Facciamo tutti un passo indietro, io, Corvatta, Silenzi, Gismondi, Ghio. Mandiamo avanti i nuovi e fermiamo un centrodestra pericoloso. Se così non sarà allora costituiremo il nostro dream team»
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Nella foto da sinistra Alessandro Brandoni, Carlo Centioni, Ivo Costamagna, il parlamentare Oreste Pastorelli, tesoriere nazionale del Psi e Francesco Mantella questa mattina al Solarium

 

di Laura Boccanera

«Dopo 23 processi e 28 anni in cui la mia vita è stata massacrata ho restituito dignità al mio nome, presto tutta la mia vicenda giudiziaria diventerà un libro».

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Ivo Costamagna e Oreste Pastorelli

Ivo Costamagna, l’ex sindaco più giovane d’Italia ed ex presidente del Consiglio comunale della giunta Corvatta torna a parlare di politica e di futuro. Alle sue spalle si è chiusa una pagina lunga e dolorosa che lo ha tenuto sulle spine per anni, prima i processi legati al periodo storico di Tangentopoli, poi quelli relativi alla Parentopoli, in tutto 23 procedimenti giudiziari che si sono conclusi tutti o con l’archiviazione del gip o con l’assoluzione con formula piena, in un caso anche in Cassazione. Alleggerito da un fardello così oneroso Costamagna guarda al futuro della città e della prossima competizione elettorale ed è pronto a due scenari antitetici: «Avevo già detto che non mi sarei candidato, ma oggi guardando la scenario politico in città dico: via tutti, me compreso, i vari Giulio Silenzi, Tommaso Corvatta, Stefano Ghio, Piero Gismondi e costruiamo una coalizione forte, oppure, se prevarranno i soliti ragionamenti allora Uniti per Civitanova è pronta per essere della partita. Mi candido sindaco e vediamo chi prende i voti». Insomma un ritorno a gamba tesa che arriva al termine di un lungo ragionamento che Costamagna ha esplicitato nel corso di una conferenza fiume all’hotel Solarium alla quale hanno partecipato anche Francesco Mantella, Alessandro Brandoni, Carlo Centioni e il parlamentare Oreste Pastorelli, tesoriere nazionale del Psi.

LA FINE DEI PROCESSI – Costamagna ha espresso parole di soddisfazione per la fine di una lunga parentesi della sua vita alle prese con giudici, tribunali e avvocati. «Il processo comunque vada costituisce di per sé una pena – ha detto Costamagna – tutti i miei 23 processi sono finiti o con un’archiviazione o con un’assoluzione con formula piena, neanche una prescrizione. Una vicenda che è una pagina di storia nazionale e sto scrivendo un libro su questo. Basti pensare che nella motivazione di condanna in primo grado sul porto turistico (processo poi risoltosi con assoluzione in Cassazione, ndr) c’era scritto che non c’erano prove concrete di un traffico di influenze, ma che l’ingegnere che lo aveva dichiarato era persona credibile e affidabile, mentre  Costamagna non era credibile in quanto “socialista per sua stessa ammissione”. Questo era lo spirito del tempo. Giuliano Vassalli smontò in Cassazione questa accusa e fu il procuratore generale di Perugia a chiedere l’assoluzione con formula piena dopo 14 anni in cui la mia vita è stata massacrata augurandomi di avere una seconda occasione. Provengo da una famiglia umile ma onesta e ho conservato l’onestà di questo nome e posso lasciare quell’eredità di dignità e onorabilità. Posso aver sbagliato in mille modi ma non ho mai toccato un centesimo. Se tutto questo è una soddisfazione,  è avvenuta però al prezzo di una serie di cose per cui devo chiedere scusa e che pesano su di me più della vicenda stessa.  Mio padre è morto, mia madre ha dovuto vendere la casa in piazza XX Settembre dove era cresciuta e che era della nostra famiglia da 100 anni, la mia famiglia è deflagrata. Mio figlio è stato reso orfano di un padre vivente e spero lui comprenda. Tutto questo sforzo indiretto è soprattutto per  lui».

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Francesco Mantella firma la petizione “Salviamo il porto”

CIVITANOVA 2022 – A meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative Ivo Costamagna e la lista Uniti per Civitanova fanno dunque una valutazione dello scenario politico e delle possibili mosse ripartendo dall’analisi degli ultimi 5 anni, quando Costamagna dopo l’esperienza amministrativa nella giunta di centrosinistra guidata da Corvatta ha appoggiato l’attuale sindaco di centrodestra Fabrizio Ciarapica salvo rimanerne deluso. «Il merito di aver portato Corvatta a Palazzo Sforza è della lista Uniti per cambiare (oggi Uniti per Civitanova, ndr) -rivendica Costamagna – attorno alla sua figura è stata costruita la coalizione. Un progetto politico pensato da noi. Poi dopo quattro anni ci siamo resi conto che qualcosa non stava andando nella direzione che avevamo ipotizzato e a quel punto la lista è divenuta il bersaglio. La mozione contro di me ha massacrato Corvatta e ci costretto ad una legittima difesa, non potevo consentire che a livello locale venisse massacrato l’ideale riformista cattolico e abbiamo reagito». La legittima difesa sarebbe stato l’appoggio a Ciarapica di cui Costamagna oggi dice: «Ci siamo sbagliati su di lui, ma fra un anno si vota di nuovo e dobbiamo essere pronti. Da un lato vedo una sinistra balcanizzata che non ha progetti e che non parla. A livello civico e riformista vedo candidature monofamiliari, si candidano tutti senza una lista dietro. Allora dico: facciamo tutti un passo indietro, io, Corvatta, Silenzi, Gismondi, Ghio. Mandiamo avanti i nuovi e fermiamo un centrodestra pericoloso che ha messo insieme operazioni che non guardano all’interesse minimo dei cittadini ma solo agli affari politici. O si fa tutti un passo indietro per nuova larga diversa coalizione o costituiremo un “dreams team” e mi candido sindaco pure io».

Una provocazione che però forse mostra la volontà di Uniti per Civitanova di tornare a tessere un dialogo con le forze politiche di centrosinistra. Al momento la situazione per le amministrative 2022 su quel fronte appare statica: se da un lato l’ipotesi era di un’alleanza che ricalca quella nazionale Pd e Movimento 5 stelle, le forze di sinistra più radicale potrebbero proporre un’allenza alternativa con una civica di Corvatta e il partito “Dipende da noi” di Roberto Mancini. In ballo poi c’è la candidatura di Vinicio Morgoni con la sua civica che sta lì nel mezzo.  Sui temi che costituiranno la campagna elettorale c’è sicuramente l’edificazione del porto e il progetto Eurobuilding contro il quale anche Uniti per Civitanova raccoglie firme: «Berlusconi ha detto che Ciarapica è il sindaco migliore d’Italia – ironizza Carlo Centioni – ci siamo dimenticati che voleva spostare lo stadio per fare residenze, varianti per far costruire una palazzina nell’area Santini, i parcheggi al Varco sul mare e la Rambla per la piazza. Concludiamo ora con “Dubai” (il progetto del porto, ndr) sarà un massacro per Civitanova». Anche Francesco Mantella si unisce alla protesta dei portuali e firma la petizione per “salvare il porto”: «Voglio rivolgere una domanda al sindaco e alla maggioranza per chiedere se sono favorevoli oppure no, abbiano il coraggio delle proprie idee e lo affermino davanti alla città – dice Mantella – Ma soprattutto se sarebbero favorevoli a confrontare diversi progetti o se deve esserci un filo unico e diretto solo con Eurobuilding. Questa giunta a parte interessarsi solo ai progetti dei privati non ha realizzato nulla: l’illuminazione pubblica data a Atac è un progetto nostro, così come il collettore fognario, la rotatoria alla fine della superstrada è stata dimenticata pur avendo i finanziamenti. Se Ciarapica è a favore del progetto Eurobuilding lo porti in giunta e in Consiglio e magari farà la stessa figura fatta con la variante Santini».

 



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