Calcoli sballati sulle indennità:
fuoco amico su Spalletti,
mentre lui salpa verso la Regione
CORRIDONIA - Il presidente del Consiglio comunale, finito nel mirino per la questione dei 36mila euro di indennizzi incassati per un errore degli uffici comunali, ha ricevuto un incarico part time all'interno della segreteria dell'Udc ad Ancona. E in maggioranza Francesco Calia e Matteo Ceschini chiedono di accelerare sul recupero delle somme

Umberto Spalletti
di Marco Pagliariccio
La querelle sulle indennità gonfiate per errore da parte degli uffici comunali al presidente del Consiglio comunale Umberto Spalletti (e in misura minore al suo predecessore Riccardo Vecchi) continua ad agitare la politica corridoniana.
In un periodo di piena turbolenza come quello che sta vivendo in questi mesi, Spalletti ha incassato un nuovo incarico in Regione. Mercoledì, l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha infatti dato il via libera con voto unanime dei presenti (il presidente Gianluca Pasqui, il vice Giacomo Rossi e i consiglieri Enrico Piergallini e Marta Ruggeri, assente Marco Ausili) a un incarico a tempo parziale di 18 ore come addetto alla segreteria del gruppo consiliare Udc proprio al presidente del Consiglio comunale corridoniano. Un incarico che avrà il via ufficialmente il prossimo 6 maggio e che durerà fino a fine consiliatura, prevedendo un compenso annuo di 14.862,60 euro.
Exit strategy nel caso la situazione, a livello politico, dovesse precipitare in quel di Corridonia o pura casualità? Di sicuro in maggioranza i malumori nei suoi confronti continuano, al punto che nel Consiglio comunale di mercoledì sera (quindi a poche ore dall’approvazione dell’atto di cui sopra) due dei fedelissimi della sindaca Giuliana Giampaoli, Francesco Calia e Matteo Ceschini, hanno preso duramente posizione contro Spalletti. Il primo si è detto pronto a presentare una mozione di revoca dell’incarico in caso non si arrivi alla restituzione delle somme, il secondo ha addirittura ha minacciato di lasciare la maggioranza nel caso la giunta non acceleri sul recupero dei circa 36mila euro che gli uffici comunali avrebbero erroneamente erogato al presidente del Consiglio comunale, che ha affidato il caso a un legale per capire se il conteggio effettuato sia davvero corretto. A detta del presidente del consiglio comunale, comunque, la somma da restituire sarebbe inferiore.
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La giunta ha nominato un legale.
Chi pagherà la parcella del legale?
Ma il comune da chi è gestito…da Pulcinella???chi ha pagato gli emolumenti a Spalletti..non controlla che non gli aspetta??
Domanda: mentre il presidente del Consiglio Spalletti intascava il “non dovuto” fin dal 2022, ossia da quando la città era scesa sotto i 15mila abitanti, dove era chi doveva controllare la “cosa”? Ossia, dove erano l’ufficio Ragioneria, il segretario comunale, l’ufficio del Sindaco, l’assessore competente, il capogruppo di maggioranza, ogni consigliere di maggioranza, e l’intera opposizione?…
Credo che lo stesso sindaco avesse avuto un abbassamento di indennità… E non ha pensato che anche al presidente del consiglio sarebbe stata abbassata l’indennità di carica?
Mi sembra che sia ingiusto voler accusare di “qualcosa” il presidente del Consiglio. Solo perché non si fida di ciò che gli dice oggi la maggioranza, che lo ha eletto e che non si vuole accollare la “svista”? E che ha messo, da parte sua, un avvocato per tutelarsi?
Credo che in questa vicenda la maggioranza ha dimostrato una vistosa falla. La quale, insieme ad altre falle, è diventata un formaggio con i buchi… Dico “formaggio”, ottimo alimento… E con la fortuna di avere una opposizione “latitante”, che non comunica, nè mobilita la città sulle vistose carenze di “affinità, realtà e comunicazione” così ampiamente dimostrare dall’amministrazione in carica e dall’intero gruppo consigliare di maggioranza.
‘Gonfiate per errore’ è un ossimoro: o sono state gonfiate o c’è stato errore, o colpa o dolo.
Lo sballo dei calcoli delle indennità, che dire, sarà un aspetto della movida politica.