Infermieri Cavalieri, le storie dal fronte:
«Abbiamo tenuto la mano a tanti di voi
Vedervi tornare a casa la grande gioia»

ONORIFICENZA - I racconti degli undici operatori sanitari dell'Area vasta 3 che riceveranno il riconoscimento in occasione della Festa della Repubblica. Da chi ha fatto oltre trentamila tamponi a domicilio in tutta la provincia a chi ha combattuto il Covid prima in corsia e poi da un letto di terapia intensiva. Per tutti l'onore e l'emozione è quella di rappresentare un gruppo che si è distinto per cuore e professionalità nei momenti più difficili della pandemia
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Gli infermieri che hanno ricevuto l’onorificenza, da sinistra n alto: Sabrina Moglianetti, Sandro Di Tuccio, Giacinta Manfroni, Rosa Piccirilli, Samantha Bartolucci, Francesco Ricci, Roberta Vitali, Federico Cotticelli, Giordano Garbuglia e Luigina Mastronardi

 

di Francesca Marsili

C’è anche un esercito di infermieri tra i Cavalieri al merito della Repubblica in Area Vasta 3, premiati per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza Coronavirus” come scrive ancora la Presidenza della Repubblica.

Francesco-Ricci

Francesco Ricci

Al loro petto, uomini e donne in corsia, il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, verrà appuntata la croce dalle braccia d’argento dal Presidente Mattarella, tutti loro hanno affrontato con professionalità e spirito di sacrificio la pandemia sin dalla prima ondata. Francesco Ricci, maceratese, 60 anni, è il coordinatore del sistema emergenza territoriale 118. «Abbiamo coordinato chi correva per arginare questa tragedia. Nessuno nel nostro team si è tirato indietro. – commenta – mi ha colpito l’abnegazione di tutti i miei colleghi: dai soccorritori ai medici infermieri, dagli operatori radio ai tecnici dei trasporti, sino agli autisti e agli amministrativi con cui condivido questo riconoscimento perché questa è la dimostrazione che quando si è coesi la battaglia si vince». Sabrina Moglianetti è la coordinatrice infermieristica anestesia e rianimazione dell’ospedale di Macerata, 55enne ginesina. «Assieme al mio gruppo abbiamo trattato i pazienti Covid gravi che arrivavano in pronto soccorso – dice – in più a novembre sono stata inviata al Covid Center di Civitanova e abbiamo aperto il modulo 5. Sono stati tutti fantastici nonostante fossimo sotto numero, senza ferie e spesso senza riposo perché il momento lo richiedeva».

Sandro-Di-Tuccio

Sandro Di Tuccio

C’è anche Sandro Di Tuccio, infermiere coordinatore malattie infettive di Macerata e presidente dell’ordine degli infermieri di Macerata, 49enne originario di Roma ma maceratese di adozione dal 2000 che orgoglioso dice: «Sin dai primi istanti ero colui che andava in giro a fare tamponi a domicilio dalle sette del mattino sino alla sera, da Serripola sino a Porto Recanati, ne avrò fatti oltre trentamila. Questa indagine epidemiologica e di tracciamento è stato un lavoro enorme e qualcuno ha riconosciuto il valore di quella squadra pionieristica che affrontava un virus di cui poco si sapeva entrando con timore nelle case della gente. Ma la cosa più gratificante – aggiunge – è che nessuno della mia squadra si è infettata perché i dispositivi di protezione, se usati in maniera corretta, funzionano». Oltre loro c’è anche Roberta Vitali, coordinatrice infermieristica delle professioni sanitarie, 54enne di Tolentino che lavora all’ospedale di Civitanova. Si commuove e racconta: «Questa medaglia è anche il ricordo di tutti i nostri pazienti, ognuno di noi ha ben stampato nella memoria il volto delle migliaia di pazienti a cui ha tenuto la mano, l’emozione è quella di rappresentare un gruppo professionale che si è distinto per cuore e professionalità».

Samantha-Bartolucci

Samantha Bartolucci

Nella lunga lista dei benemeriti c’è poi Giordano Garbuglia, coordinatore anestesia- rianimazione Utic di Civitanova. E’ civitanovese, ha 57 anni e lui il Covid lo ha combattuto due volte: prima in corsia e poi da un letto di terapia intensiva. «Nella prima ondata ero in prima linea al reparto Covid di Civitanova, quando i letti di rianimazione in terapia intensiva sono passati da cinque a tredici – racconta – nella seconda ho contratto il virus e e sono stato ricoverato un mese, di cui una settimana in coma farmacologico ma non ho mai avuto paura perché sapevo quanto valessero i miei colleghi che si stavano prendendo cura di me». A ricevere il riconoscimento anche la 48enne Samantha Bartolucci, coordinatrice della rianimazione di Camerino, originaria di Cerreto d’Esi ma da vent’anni nella città ducale: «Non so esprimere la gioia – dice – sono fiera di rappresentare tutta la mia squadra. Il momento più difficile è stato a marzo dello scorso anno quando a Camerino arrivavano i primi pazienti da Pesaro e in quel momento ho capito che c’era il Covid, gente sola, infreddolita, con gli effetti personali nelle buste, poi la grande felicità: vederli tornare a casa e ricevere sul telefono le loro assieme ai famigliari». E ancora, Rosa Piccirilli, coordinatrice infermieristica in direzione sanitaria a Camerino che ricorda il più terribile dei momenti dallo scoppio della pandemia: «L’apertura del Covid di Camerino è stato il primo ospedale ad essere trasformato, lo abbiamo fatto in ventiquattro ore – ricorda – gli operatori sanitari hanno lavorato incessantemente, quello è stato il momento per me più significativo».

Rosa-Piccirilli

Rosa Piccirilli

Nella lunga lista dei nominati Cavalieri della Repubblica c’è anche la 59enne Giacinta Manfroni, coordinatrice infermieristica unità operativa complessa di medicina- ematologia di Civitanova, originaria di Belforte ma residente a Civitanova che dice: «Su quella medaglia ci sono io, ma quella medaglia rappresenta tutti gli infermieri, i famosi angeli». Federico Cotticelli è invece il coordinatore pronto soccorso medicina d’urgenza a Civitanova, 63 anni, di Grottammare. E’ di poche parole, ma il suo pensiero in questo momento di indubbia felicità è rivolto ad altri: «Và a tutti i i pazienti e a tutti i colleghi che si sono ammalati. La parte più difficile – spiega Cottarelli ripercorrendo quei momenti – è stato cercare di allentare la tensione in pronto soccorso, a cercare di non generare un dramma nel dramma». Ha la gioia nel cuore la 57enne Luigina Mastronardi, coordinatrice di pronto soccorso e medicina d’urgenza di Macerata, anche lei nominata Cavaliere della Repubblica: «Ricordo la paura iniziale che abbiamo avuto, non sapevamo cosa fare e come muoverci, quando le mani e gli occhi dei pazienti chiedevano aiuto – racconta – ora siamo sicuri di quello che facciamo perché siamo cresciuti professionalmente. Questa medaglia da onore alla nostra professione e a tutta la nostra equipe». Oltre a loro c’è anche Maria Paola Gava, coordinatrice hospice- terapia del dolore e cure palliative di Macerata che commenta con una sola, semplice ed emblematica parola «Grazie», la stessa che tutti noi sentiamo il dovere di rivolgere a tutti gli operatori sanitari, anche quelli che la medaglia l’hanno ricevuta simbolicamente.

Federico-Cotticelli

Federico Cotticelli

Sabrina-Moglianetti

Sabrina Moglianetti

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Roberta Vitali

Giordano-Garbuglia

Giordano Garbuglia

Luigina-Mastronardi

Luigina Mastronardi

Giacinta-Manfroni

Giacinta Manfroni

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