Daniela Corsi, Natale in reparto
«Prima le assunzioni poi gli ospedali»

INTERVISTA alla nuova direttrice dell'Area Vasta 3: «Oggi al Covid hospital ho visto una coppia di Monte San Giusto, erano stati intubati, lui era anche molto grave, stamattina erano vicini l’uno all’altro e stavano facendo una videochiamata ai figli. Questa è stata l’immagine più bella». Dalla carenza di personale alle strutture, «tanti progetti in stand by per un futuro che spero sia imminente, dopo le festività capiremo se si ripresenterà la terza ondata». Sulla rivalità tra Macerata e Civitanova: ««Non so chi ha interesse a creare questa guerra tra guelfi e ghibellini, io lavoro per tutto il territorio»
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Daniela Corsi al Covid center

 

di Luca Patrassi 

Daniela Corsi non ha il tempo per godersi una pausa natalizia in un fine d’anno per lei denso di nomine, prima la direzione del Dipartimento Urgenze Emergenze, ora la direzione di Area Vasta 3 dell’Asur. Anche il giorno di Natale, la dottoressa Daniela Corsi, tra l’altro primario del reparto di rianimazione dell’ospedale di Civitanova e responsabile del Covid hospital, il suo giro in reparto lo ha fatto. «Comunque sia – dice Daniela Corsi – si lavora sempre, stamattina sono andata al Covid Hospital, è un altro tipo di lavoro rispetto all’ultimo che mi è stato affidato: la situazione è migliore rispetto agli inizi, ci sono 13 pazienti in terapia intensiva, 42 in semintensiva. Tre ingressi negli ultimi giorni, ma non sono più i numeri dell’inizio della seconda ondata».

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Ieri sera al Covid Center di Civitanova con Guido Bertolaso

A proposito, il regalo di Natale che ha più apprezzato? «Ho visto una coppia di coniugi di Monte San Giusto che erano stati intubati, lui era anche molto grave, che oggi erano vicini l’uno all’altro e stavano facendo una videochiamata ai figli. Ecco, questa è stata l’immagine più bella che ho avuto, una grande soddisfazione personale». Si è chiuso da poco lo screening anti Covid della popolazione del capoluogo, che bilancio ne fa? «A Macerata sono stati eseguiti 9430 controlli e 52 sono risultati positivi: in termini assoluti non è un gran numero ma è comunque un segnale positivo, una campagna che ha dato delle informazioni utili». Dopo le festività natalizie si ripete lo screening per i residenti di Civitanova e di Recanati, vi aspettate risultati migliori, abitanti più disponibili? «Non credo dipenda dalle città, dipende sempre dalle sensibilità dei singoli, dalla ragionevolezza delle persone». Ora parte anche la campagna dei vaccini: «Sì, il riferimento è la Regione».

Da direttrice dell’Av3 dell’Asur si è data una data in cui pensa di poter iniziare ad occuparsi di sanità in generale senza essere assediata dall’emergenza Covid? «Tutto sta a vedere quali saranno i dati dopo le festività natalizie, se si presenta o meno una terza ondata. Ci sono tanti progetti in standby per un futuro che spero sia imminente». Da che parte si inizia? «Il problema da risolvere è quello del personale possiamo dotarci di tutte le strutture nuove che vogliamo, di tutto quello che vogliamo ma se non ci sono le risorse umane il problema di fondo resta presente. La mancanza di personale è una criticità emersa in maniera molto evidente in questa fase pandemica: inutile raccontarsi favole. Ci sono carenze che riguardano molti settori, dovremo fare il punto con impegno. Non sottovaluto la medicina del territorio, presteremo molta attenzione a questo versante».

covid-hospital-nella-fiera-daniela-corsi-civitanova-FDM-1-325x217Si fa presto a dire più assunzioni e potenziamento del territorio, poi i bandi per le assunzioni vanno deserti… «Bisogna anche vedere come si fanno i bandi. Se si fanno avvisi a tempo determinato, è difficile trovare personale disposto a spostarsi: certamente è un discorso profondo che parte dalle università, dalle specializzazioni e dalle disponibilità economiche: oggi però vedo che la politica degli avvisi per assunzioni a tempo determinato non ha dato grandi frutti». A Civitanova dicono che il loro ospedale è penalizzato rispetto al capoluogo, a Macerata l’esatto contrario: l’appassiona questo derby sanitario? «Non so chi ha interesse a creare questa guerra tra guelfi e ghibellini, io ho lavorato in Friuli ed ero marchigiana, ma ho lavorato sempre in maniera professionale. La mia mission non è quella di operare per Civitanova, conosco le criticità dell’intera Area Vasta 3 che vanno dalle entroterra alla costa. Io sono un medico: la politica fa il suo compito, io faccio il mio».

Quindi, prima l’attenzione che si deve all’emergenza Covid, poi le risorse umane, infine le strutture. Ha un’idea dei tempi di azione per la costruzione e la sistemazione di strutture ospedaliere come Macerata e Tolentino? «Appunto prima le risorse umane, poi si fa un piano economico-finanziario, si vedono i progetti e vedremo con l’Asur come fare questa programmazione». Messaggio finale? « Auguri di Buon Natale. Io ho tutte le buone intenzioni per lavorare nel miglior modo possibile, l’impegno è gravoso ma so a cosa vado incontro».

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