«Settore trasporto persone allo stremo,
servono interventi rapidi per le imprese»

ECONOMIA - L'allarme di Giorgio Rocchi, referente del sindacato degli autotrasportatori Cna Fita Macerata: «Necessari provvedimenti tangibili o entro settembre il comparto perderà almeno un terzo delle attività»
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Giorgio Rocchi

 

 «Se non si provvede velocemente con interventi tangibili, entro settembre il comparto del trasporto persone nella provincia di Macerata perderà almeno un terzo delle imprese». A lanciare l’allarme Giorgio Rocchi, referente del sindacato degli autotrasportatori Cna Fita per la provincia di Macerata. «Le imprese sono allo stremo, questo settore comprende circa 38mila attività in Italia e la Cna Fita ne rappresenta oltre 9mila tra tassisti, Ncc auto e autobus – precisa – . Sono in larga parte artigiani con 40mila addetti e 70mila veicoli. Nella nostra provincia le imprese del comparto attive arrivano a 50 unità con più di 540 addetti; rappresentano quindi una fetta considerevole del settore servizi, di vitale importanza per gli spostamenti dei maceratesi. Nonostante il settore trasporto persone abbia subito, stia ancora subendo e rischia di subire ancora a lungo, gli effetti negativi della pandemia, viene scarsamente considerato dalle istituzioni a diversi livelli – prosegue Rocchi –. Eppure, nella fase di emergenza, e tuttora, ha operato con obblighi di servizio, come nel caso dei taxi, e in totale rimessa e fatturato a zero nel caso di Ncc e autobus. Cna Fita nazionale e regionale pur comprendendo il forte stato di disagio delle imprese hanno deciso di non aderire a nessuna forma di protesta, almeno in questa fase -specifica Rocchi – Attraverso l’interlocuzione a tutti i livelli con le istituzioni ci auguriamo che le nostre proposte vengano accolte nella fase di conversione e di emanazione dei prossimi provvedimenti».

taxi-2-400x268La forte richiesta di Cna Fita prevede la necessità di trovare soluzioni capaci di contenere le principali voci di costo e al tempo stesso lavorare su interventi in grado di stimolare una nuova domanda di trasporto, con forme di integrazione al Trasporto Pubblico Locale, e di aprire nuovi segmenti di mercato, come i servizi dedicati nell’ambito socio-sanitario, stanziando risorse specifiche e rafforzando le misure di sostegno in termini di ristoro a fondo perduto. «Il dramma che si sta prefigurando per le imprese non può essere sottovalutato. Le poche risorse a disposizione – conclude Rocchi – vanno indirizzate con oculatezza per sostenere concretamente il settore». Nella note Cna evidenzia: «Ricordiamo che nei giorni scorsi l’unione di mestiere delle imprese di trasporto delle Marche aveva chiesto alla Regione di mettere in campo misure di sostegno a fondo perduto. Lo avevano ribadito gli operatori del settore nel corso di una videoconferenza con il consigliere regionale Andrea Biancani, presidente commissione regionale Trasporti. Le richieste della categoria sono state messe nero su bianco da Biancani in una interrogazione al Presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli». «Ringraziamo il consigliere Biancan per aver recepito le nostre richieste e per aver capito che sono vitali per la sopravvivenza delle 229 imprese del settore con oltre 2 mila addetti, tra quelle con autobus, i taxisti e il noleggio con conducente – dichiara il responsabile Cna Fita Marche Riccardo Battisti -. Con un calo delle attività del 90 per cento dagli inizi di marzo, senza aiuti molte di loro sarebbero costrette a cessare l’attività. Ci auguriamo che Ceriscioli accolga positivamente le richieste contenute nella mozione». Cna Fita Marche chiede alla Regione «di affiancare il trasporto pubblico locale con autobus, Ncc e taxi privati, per coprire tratte di minor traffico, per integrare il servizio sulle tratte a più alta densità di viaggiatori e per istituire nuovi servizi a chiamata per i centri più piccoli e per gestire nuove linee ed orari per la gestione degli ingressi nelle scuole e nelle aziende. Inoltre auspica la destinazione di quota parte dei servizi di trasporto sociosanitario, pari al 40 per cento, alle imprese di trasporto private».

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