Ricostruzione, contratti in scadenza
Falcucci scrive a Conte:
«Aiutateci a non perdere il personale»

SISMA - Il sindaco di Castelsantangelo lancia l'allarme sulla necessità di stabilizzare i dipendenti che si occupano dell'emergenza: «I piccoli Comuni come il nostro non hanno le risorse per farlo»
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Giuseppe Conte con Luca Ceriscioli e Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo durante la visita del 13 settembre

 

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo, ha scritto al premier Giuseppe Conte per la stabilizzazione del personale impiegato nella ricostruzione nei Comuni terremotati. Tra poco infatti scadranno i contratti e il rischio è che le persone più qualificate “migrino” altrove, con danni enormi soprattutto per i piccoli comuni. Il personale che si occupa di ricostruzione è in scadenza anche nella struttura del commissario, negli Uffici ricostruzione regionali, nelle Province e nelle università).

«Al momento la normativa prevede la possibilità di applicare a questo personale una limitatissima proroga fino al termine dello stato d’emergenza che si ricorda è stato fissato dal Decreto Sisma centro Italia al 31 dicembre 2020 – spiega Falcucci -. Il personale in scadenza, ormai esperto, in molti casi, stante le pochissime figure professionali dei piccoli Comuni, è stato individuato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione, con posizione organizzativa, ricoprendo quasi sempre il ruolo non solo di responsabile dell’Ufficio Sisma, ma anche di Responsabile unico del procedimento (Rup) e di direttore esecuzione contratto. Questa modalità ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza ed oggi è indispensabile, grazie alle competenze maturate, per seguire la ricostruzione la cui durata è stimata in oltre quindici anni.

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Castelsantangelo, il centro storico distrutto visto dall’alto

Sono evidenti le difficoltà tecniche e operative che l’amministrazione dovrà gestire, quando il dipendente, suo malgrado, terminerà il rapporto di lavoro con l’Ente di appartenenza – prosegue Falcucci -. I Comuni si vedranno costretti ad interrompere, bruscamente, tutte le attività procedurali, di gara, di contratti, di verifiche, con i diversi operatori ed enti, che la normativa vigente in ambito di codice degli appalti e di Tuel, affida ai responsabile dell’Ufficio, nonchè al Rup e direttore all’esecuzione del contratto, di tutti i procedimenti sia in ambito di emergenza che di ricostruzione. Purtroppo i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie. Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, come quello che il sottoscritto rappresenta, si tratta di uno sforzo insostenibile e, quindi, impossibile. Per ironia della sorte ci troviamo di fronte a casi in cui i nostri dipendenti, dopo aver acquisito presso di questi Comuni la dovuta esperienza e formazione, vengono reclutati a tempo indeterminato dagli Enti più grandi, i quali hanno ben altre capacità assunzionali rispetto alle nostre. I nostri Comuni subiscono, quindi, danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti e Istituzioni, con interruzione del servizio, perdita del know how e necessità di formare ex novo il personale».

Lo stesso commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini ha condiviso «l’oggettiva necessità per la quale occorre una copertura legislativa, la stessa che viene richiesta per accelerare la ricostruzione pubblica che a distanza di circa quattro anni dal sisma, purtroppo, non è ancora partita in quanto legata alle procedure di appalto ordinarie – prosegue Falcucci -. E’ auspicabile che vengano individuati al più presto, e prima delle imminenti scadenze contrattuali, i criteri e modalità per stabilizzare il personale già formato, anche prevedendo che lo stesso, una volta terminata l’esperienza lavorativa per il sisma del Centro Italia, in considerazione delle notevoli competenze di elevata professionalità acquisite sul campo in ambito di gestione dell’emergenza e Ricostruzione, possa rientrare alle dipendenze, ad esempio, del dipartimento di Protezione civile, del dipartimento CasaItalia o della Regione, al fine di essere impiegato nella gestione di altre calamità naturali ed emergenze, che sempre più spesso stanno interessando il nostro territorio nazionale». Falcucci ha informato anche Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, il governatore Luca Ceriscioli e il presidente dell’Anci Marche Maurizio Mangialardi. «Ad essi ci affidiamo fiduciosi per una decisione tempestiva e assolutamente non rinviabile considerato che finalmente si registrano significativi segnali positivi sulla ricostruzione con l’insediamento del Commissario Legnini», conclude Falcucci.

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