Visso vuole ripartire:
quasi 24 milioni per opere pubbliche

FONDI - Approvato dal Comune il piano triennale dei lavori, con progetti di ricostruzione post terremoto. Il sindaco Spiganti Maurizi: «Il commissario Legnini ha annunciato un nuovo decreto, se perdiamo altro tempo abbiamo chiuso»
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Gian Luigi Spiganti Maurizi

 

di Monia Orazi

Approvato dalla giunta comunale di Visso il programma triennale dei lavori pubblici, che ammonta a 23 milioni e 900mila euro, di cui 11 milioni di euro solo nel 2020. Vi sono inseriti una serie di lavori importanti per la ricostruzione del dopo terremoto, per il rilancio del turismo e nuove infrastrutture per vivere al meglio la socialità in paese. Tra i progetti quello della realizzazione del percorso turistico “La porta della Sibilla”, che coinvolge altri centri vicini, dal valore complessivo di 512mila euro per il solo Comune di Visso. Il sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi spiega: «Abbiamo approvato gran parte dei progetti, se non ripartono i cantieri, ci sarà poco lavoro anche per le attività economiche. Intanto cerchiamo di andare avanti con i progetti, in modo da avvantaggiarsi ed avere tutto pronto per andare a gara con i lavori. Noi siamo quelli del fare, cerchiamo di portare avanti tutto il possibile, i 200mila euro di fondi destinati dal commissario straordinario alla ricostruzione Legnini ai comuni più piccoli stiamo ragionando su come utilizzarli. Entro l’estate partiranno i lavori di risistemazione dei giardini del laghetto».

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I Laghetti di Visso

Tra le opere legate alla ricostruzione del dopo terremoto figurano il ripristino dell’ex scuola Capuzi, che al piano inferiore ospiterà nido ed asilo ed al piano superiore gli uffici comunali, per una cifra complessiva di 3 milioni e 600mila euro. A questo si aggiunge il progetto di riconversione dell’ex piscina comunale in una struttura polivalente, da adibire a palazzetto dello sport e per finalità sociale, per un importo di 2 milioni 400mila euro. Il sindaco Spiganti chiede di accelerare sulla ricostruzione pubblica: «L’altro giorno ho avuto un colloquio telefonico con lo stesso commissario Giovanni Legnini, il quale mi ha annunciato che a breve uscirà un decreto per i comuni più danneggiati, in modo da inserirli in un apposito sistema. Ora attendiamo il decreto, gli ho chiesto di venirci a trovare a Visso. L’auspicio che ci sia una semplificazione nella ricostruzione delle opere pubbliche, in modo da poter partire con questo settore. Ad oggi per ciascun progetto di ricostruzione pubblica la burocrazia richiede ben ventidue passaggi burocratici, con un anno di tempo circa. Abbiamo chiesto di accelerare, altrimenti abbiamo chiuso. Sulla carta molto abbiamo fatto, ora vorremmo vedere le gru, se si concretizzeranno i cantieri vuol dire che abbiamo lavorato bene». Una serie di progetti sono finalizzati al recupero dei cimiteri comunali danneggiati dal terremoto a partire dal cimitero comunale di Visso (4 milioni 100mila euro), quello di Villa Sant’Antonio (735mila euro), il cimitero di Cupi (363mila euro). Con i fondi legati al terremoto si realizzerà una nuova elisuperficie per 130mila euro e opere di captazione dell’acqua a Cupi, a causa del calo di portata delle sorgenti, per una cifra pari a 250mila euro. Finanziato anche il progetto di ricostruzione del palazzo Santissima Trinità per una cifra complessiva di 3 milioni 800mila euro ed il ripristino delle storiche torri e mura castellane medievali per 3 milioni 961mila euro.

Alcuni interventi riguardano il rischio di caduta massi, sia lungo via Ussita per un milione e 100mila euro e lungo la provinciale 209 Valnerina, per una cifra di un milione 250mila. Saranno rifatte anche le opere di sostegno alle abitazioni in largo Gregorio XIII, con una spesa complessiva di 827mila euro. Sono previsti anche una serie di interventi con finalità turistica come la riqualificazione dei giardini del laghetto, per una cifra pari a 300mila euro, la realizzazione di un’area attrezzata per finalità turistiche e di Protezione civile finanziata da apposita ordinanza del commissario straordinario alla ricostruzione, per 259mila euro. Con altre trecentomila euro sarà realizzata una zona di sosta e scambio per favorire la mobilità elettrica tramite bici elettriche ed autobus, in località Il Piano. Ora è tutto fermo per l’emergenza sanitaria, rileva il sindaco: «L’emergenza Coronavirus ha fermato tutto, ora attendiamo le scelte del governo riguardo alla fase due. Se non ci fosse stato il terremoto, sarebbe stato difficilissimo da gestire visto che il nostro è un territorio pieno di seconde case, invece siamo del tutto isolati, anche la poca gente che veniva prima dell’emergenza sanitaria non si vede più nei fine settimana, siamo solo noi, anche se vivere la quarantena nelle Sae è complicato vista la carenza di spazi». Il futuro della ricostruzione passerà secondo il primo cittadino di Visso, anche dalla disponibilità di alloggi, per i dipendenti delle aziende edili impegnate nei lavori: «Per il futuro sollevo il problema di dare alloggio agli operai delle ditte che verranno a ricostruire. Ci sono dei bed e breakfast della zona che sono chiusi, ho scritto una lettera alle autorità affinchè quando ripartiranno i cantieri possano riaprire, vi alloggiavano gli operai delle ditte che stanno lavorando alla zona commerciale all’ex Park Hotel. E’ un problema che già in passato ho sollevato, quello della necessità di allestire alloggi per le maestranze, quando partirà il grosso dei lavori. Vedremo cosa accadrà quando l’emergenza sanitaria sarà finita e riapriranno le scuole, si dovranno riorganizzare i trasporti anche per consentire le distanze di sicurezza, penso soprattutto a chi va a scuola a Camerino ed alle ripercussioni economiche per le nostre zone già in forte difficoltà».

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La giunta comunale guidata ha approvato per una cifra di 799mila euro, il progetto per la delocalizzazione di alcune attività, nella zona del Villaggio Santa Barbara, area di protezione civile comunale, che prima non era stata valutata idonea, a causa del rischio idrogeologico derivante dal Fosso delle Rote, di cui sono in corso i lavori del terzo stralcio. Valutato come ormai inesistente qualunque aspetto di rischio idrogeologico, è stato approvato il progetto definitivo. Vi troveranno posto quattro attività commerciali: l’impresa Pietro Cardurani con uno spazio di 400 metri quadrati, l’impresa edile Quinto Mattioli con 68 metri quadrati, l’elettricista Angelo Caldarola con 40 metri quadrati, l’E.M. Termoidraulica con 88 metri quadrati. Il progetto è stato redatto dalla società di ingegneria Rpa di Perugia.



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