L’ordinanza “madre” della ricostruzione
Deroghe per i Comuni più colpiti
«Vedremo gli effetti in estate»

SISMA - Il commissario Giovanni Legnini ha illustrato i quattro provvedimenti pubblicati oggi. Dalla semplificazione alle nuove tempistiche e procedure fino alla lista dei territori maggiormente danneggiati che avranno uno strumento in più. Fondamentale il ruolo dei professionisti: «Bisogna avere coraggio. Bisogna farlo, punto». Avanzate diverse richieste al Governo
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Visso, il centro storico è zona rossa dal 2016

 

di Federica Nardi

Tempi certi, semplificazione, legalità e una lista di Comuni più colpiti. Le quattro ordinanze firmate ieri e pubblicate oggi da Giovanni Legnini, commissario alla Ricostruzione, potrebbero davvero mettere una parola fine – anzi inizio – alla ricostruzione privata nel Centro Italia. Una ricostruzione che a fronte di 80mila edifici danneggiati e a distanza di oltre tre anni, ha visto solamente 12mila domande di contributo. A presentare oggi le ordinanze in conferenza stampa web lo stesso Legnini, accompagnato dal responsabile della comunicazione Mario Sensini.

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Giovanni Legnini oggi in conferenza stampa web

L’ORDINANZA “MADRE” – Quella sulla semplificazione della ricostruzione privata è, per Legnini, «l’ordinanza madre». Non a caso, nell’ordine delle norme, è stato scelto per lei il numero 100. Entrerà in vigore tra 15 giorni ed esprime quanto era possibile fare «a legislazione ordinaria , invariata – spiega il commissario -. Ad esempio è prevista la Scia, la certificazione semplificata di inizio attività, per alcuni passaggi. E poi copre una platea molto ampia di interessati: i limiti di importo indicati sono elevate. Terzo elemento: una definizione dei compiti di tutti i coinvolti, dai tecnici alle conferenze regionali». E poi «tempi certi: 70 giorni per l’ipotesi semplificata, che purtroppo non sarà quella prevalente, 100 giorni dove è necessaria la conferenza regionale e la sanatoria, 130 giorni se si deve interrompere il procedimento per ragioni istruttorie e per una sola volta e per non più di 30 giorni». Chiarito anche il sistema dei controlli. «Si inizia con la certificazione da parte dei progettisti. Poi i controlli coprono l’intera fase di gestione della procedura. Ci saranno controlli preventivi nella misura minima del 20% nel periodo che va dal deposito della domanda al provvedimento di concessione del contributo, con estrazione a sorte. Poi i controlli successivi, nell’ordine del 10%, e in ogni caso in cui gli Usr riterranno opportuno». Questa nuova procedura non riguarda solo le nuove domande di contributo, ma c’è una disciplina transitoria che la estende, su richiesta, anche a chi ha già avviato la domanda (fatte salve tutte le attività già completate a livello di autorizzazioni e nulla osta). Questo per evitare un doppio binario nella ricostruzione, dato che si presume che «le nuove procedure saranno più veloci. Quindi consentiamo a tutti di ripresentare la domanda con queste regole o di proseguire come già stavano facendo».

Ciò che chiede Legnini è un “credito di fiducia” per vedere gli effetti delle nuove regole. «Li vedremo in estate – chiarisce il commissario. Perché per 15 giorni consentiamo a tutti di conoscere le nuove procedure e adattare uffici e sistemi informatici. Poi i progettisti inizieranno a depositare le domande e i progetti e quindi quei termini ci proiettano verso l’estate».

(Il testo completo dell’ordinanza sulla semplificazione)

IL RUOLO DI PROGETTISTI E COMUNI – «Perché si produca una svolta netta occorre ben applicare queste decisioni. Occorre che i progettisti esercitino un ruolo attivo, sono veri e propri attori della ricostruzione (è prevista nell’ordinanza anche una maggiorazione dei compensi, ndr). Ed è previsto l’anticipo del 50% anche per i progetti futuri», spiega il commissario. Per quanto riguarda i condoni «per i fabbricati ante ’67 e ’42 la conformità edilizia non occorre, perché non c’erano ancora i piani regolatori. L’obiettivo non è sanare tutto ma risolvere i piccoli abusi in tempi ragionevolissimi». Sui dubbi espressi dagli architetti in merito all’autocertificazione Legnini è netto: «Capisco, ma bisogna avere coraggio. Bisogna farlo, punto. C’è un problema di responsabilità? Bisogna fare le cose per bene. Se si fanno non c’è timore. Se ci sono errori non si verifica alcuna responsabilità, diverso se c’è chi vuole fare il furbo». I Comuni, grazie a un’ordinanza ad hoc, possono inoltre gestire direttamente l’istruttoria delle pratiche. «Chi ritiene di fare meglio degli Usr, può farlo». (Il testo completo dell’ordinanza sulla delega ai Comuni)

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Il municipio di Ussita

I COMUNI PIU’ COLPITI, COSA CAMBIA – Nella terza ordinanza pubblicata compare la lista dei Comuni più colpiti, individuati grazie a vari criteri e indicati da Regioni e Usr. Nelle Marche sono quasi tutti del Maceratese. In ordine alfabetico: Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Gagliole, Gualdo, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, San Ginesio, San Severino Marche, Sarnano, Serrapetrona, Tolentino, Valfornace, Visso, Ussita, Amandola, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Force, Montemonaco, Montegallo. Che cosa vuol dire rientrare nella lista? «Non si tratta assolutamente di un doppio cratere – specifica Legnini –. Non vi è differenza di diritti o differenziazione delle risorse. Ma diamo loro la possibilità di andare in deroga alle previsioni urbanistiche, con la possibilità di emanare linee guida per la ricostruzione tramite programmi finalizzati a dare un ordine alla ricostruzione». Sarà previsto in seguito un secondo elenco «che contempli anche la possibilità di indicare porzioni di Comuni». (Il testo completo dell’ordinanza sulla lista dei Comuni più colpiti)

LA QUESTIONE MACERIE – Legnini si sta occupando anche del problema della gestione macerie, con il Cosmari che ha denunciato di non aver ricevuto pagamenti per milioni di euro. «Il problema a è serio, sto facendo verifiche sia amministrative ma soprattutto finanziarie perché erano stati destinati 100 milioni di euro dalla Protezione civile. Lunedì contatterò il dipartimento. Se all’esito risulterà che non sono più disponibil i fondi, dato che sul diritto ai pagamenti c’è poco da discutere, provvederò a liquidare quelle somme».

SICUREZZA SUL LAVORO –  I fondi stanziati dall’Inail nel 2017 per finanziare gli interventi per la sicurezza dei luoghi di lavoro ora sono anche finalizzati anche all’adeguamento alle nuove norme anti Covid-19 in tutte le aziende del cratere e nei cantieri della ricostruzione. Ci sono 20 milioni destinati a coprire fino al 100% delle spese effettuate, fino a un massimo di 10mila euro, per le dotazioni di sicurezza sanitaria nei cantieri della ricostruzione. Mentre altri 10 milioni sono riservati a coprire fino all’80% delle spese fatte da tutte le aziende del cratere per interventi di miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro. (Il testo completo dell’ordinanza sulle risorse per la sicurezza)

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Giuseppe Conte a settembre ha visitato Castelsantangelo sul Nera

LE RICHIESTE AL GOVERNO – Legnini ha già avanzato delle proposte al governo e al premier Giuseppe Conte.
«Occorre che il governo con il prossimo decreto completi la dotazione normativa a disposizione della ricostruzione su alcuni punti. Uno su quella pubblica: non abbiamo ancora strumenti per accelerarla. Se vogliamo far sì che parta occorrono norme straordinarie. Noi ne prevediamo due: l’applicazione generalizzata procedura negoziata per interventi sotto la soglia comunitaria (5,3 milioni di euro). E poi un potere straordinario in capo al commissario di provvedere in deroga nelle situazioni più critiche, complesse o bloccate». Per quanto riguarda la ricostruzione privata invece «chiediamo qualche ulteriore norma sulla conformità urbanistica». Terzo punto: «Chiediamo una norma sull’economia e lo sviluppo di questi territori. Che vivono due emergenze e forse tre perché c’era già spopolamento e impoverimento. Vorremmo introdurre una misura stabile per sostenere attività produttive, turismo, cultura, infrastrutturazione digitale. Prevedendo un 4% come per l’Aquila: cioè svincolare una parte delle risorse pubbliche per alimentare programmi annuali e stabili nel tempo». Quarto punto: «nuove assunzioni. Ne chiediamo 200 e di prorogare anche i contratti in essere per tutta la durata della gestione commissariale. E anche un rafforzamento della struttura commissariale che non ancora idonea e adeguata per produrre la svolta». E infine, «se il governo vorrà, chiediamo di istituire un dipartimento alle Ricostruzioni».

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