«Nessuna emergenza ci impedirà
di celebrare la Festa della Liberazione»
Poi il sindaco saluta l’alfiere Maria Gabriella

25 APRILE - Celebrazioni a Camerino e a Caldarola per i 75 anni dalla liberazione dal nazifascismo. Il primo cittadino della città ducale, Sandro Sborgia, ha anche incontrato la 11enne che nei giorni scorsi ha ricevuto l'onorificenza dal presidente Mattarella
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Maria Gabriella Lucarini con il calendario dei carabinieri. Dietro di lei il sottotenente Paolo Rinaldi e il sindaco Sandro Sborgia

 

Festa della Liberazione a Camerino con una cerimonia simbolica per rispettare le disposizioni governative anti covid. Il sindaco Sandro Sborgia, con un rappresentante dell’Anpi ha portato la corona di alloro al monumento ai caduti della Resistenza in viale Giacomo Leopardi, osservando poi un minuto di silenzio. Il sindaco, insieme al sottotenente Paolo Rinaldi, della Compagnia dei carabinieri di Camerino, è andato a trovare anche la undicenne Maria Gabriella Lucarini, nominata nei giorni scorsi alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, per portarle un omaggio che le ha fatto il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dell’Arma. La cerimonia per il 25 aprile «è sempre molto importante per ricordare tutti coloro che hanno combattuto in nome degli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia – ha detto il primo cittadino -. Nessuna emergenza potrà mai impedirci di ritrovarci uniti nel ricordare. Spetta a ciascuno di noi la responsabilità della memoria. È la prima volta che la nuova amministrazione comunale celebra il 25 aprile. Aspettavamo questo momento e ci eravamo preparati a viverlo attraverso il raccoglimento di tutta la comunità, per rendere onore a quanti hanno combattuto affinché noi potessimo godere del bene prezioso della libertà.

Sebbene le condizioni di pericolo sanitario ci impongano il divieto di ritrovarci l’uno accanto all’altro per commemorare quanti caddero in nome degli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia, nessuna emergenza potrà mai impedirci di ritrovarci uniti nel ricordare al mondo intero: “Mai più guerre il nome della sopraffazione, dell’odio, del predominio dell’uomo sull’uomo”. Oggi ricordiamo il giorno della liberazione dal nazifascismo. Un momento tragico della nostra storia. La memoria di quanti caddero combattendo contro la barbarie del nazifascismo deve essere più che mai viva e attenta in ognuno di noi. Il 25 aprile rappresenta l’occasione per rinsaldare quei sentimenti di unità, di comunione fraterna, di solidarietà che ci vedono ineluttabilmente partecipi di un unico destino e che hanno visto nella “Resistenza” il momento più alto della difesa del valore fondamentale dell’umanità della persona nella sua individualità. Alla responsabilità di ciascuno è affidata la produzione e la salvaguardia del diritto di libertà perché sia trasmesso ai nostri figli come dono per loro e per le future generazioni, accompagnato dal monito dell’enorme sacrificio pagato per la sua riconquista». I rappresentanti militari si sono poi radunati all’ospedale di Camerino per rendere omaggio al personale sanitario impegnato nell’emergenza.

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Il monumento ad Aldo Buscalferri

A Caldarola il sindaco Luca Maria Giuseppetti, insieme a rappresentanti della Protezione Civile, della Polizia Locale con il gonfalone e un delegato dell’Anpi, è andato ai monumenti che rappresentano i momenti più toccanti, non solo della Seconda Guerra Mondiale, ma anche del primo conflitto bellico, che hanno visto vittime tra i suoi concittadini. Lungo viale Umberto I, al monumento in memoria di Aldo Buscalferri, è stata deposta una corona di alloro, così come davanti alla lapide in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale e alla colonna di piazza Vittorio Emanuele dove fu fucilato Agostino Mazzetti, carbonaro di Montalto accusato dai tedeschi di essere un simpatizzate dei partigiani. Tutti dolorosi momenti legati a ricordi di conflitti mondiali che hanno insanguinato anche le strade di Caldarola. Per celebrare il 25 aprile e anche “La Marcia della Memoria” che quest’anno non si è potuta svolgere come da tradizione, il sindaco Giuseppetti si è recato anche nei cimiteri comunali di Pievefavera, Valcimarra e Caldarola per un breve momento dedicato a tutti i defunti, insieme al parroco Don Vincenzo. «Il territorio ha pagato con il sangue la liberazione dell’Italia, ricordiamo questa data ogni anno, ma in questo 2020, dove la Libertà, per tutt’altro motivo, è molto limitata, il valore di questa parola assume un significato ancora più forte» ha detto il sindaco».

 

 

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Le celebrazioni a Camerino

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Le celebrazioni a Caldarola

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