«Buoni segnali per la ricostruzione,
vorrei chiudere il mandato
avendo ottenuto la semplificazione»

SISMA - Il governatore Luca Ceriscioli in videoconferenza per fare il punto sulla ripartenza dopo il terremoto: «Finora oltre 1300 pratiche completate. Una norma primaria come quella fatta per Genova, aiuterebbe. Inaccettabile che opere fatte con procedure ordinarie vadano più veloci». Per l'avvio dei lavori agli impianti di Frontignano si attende la fine dell'emergenza sanitaria ma «era tutto pronto»
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Luca Ceriscioli, Cesare Spuri e Angelo Sciapichetti

 

di Federica Nardi

La ricostruzione nelle Marche, l’emergenza dentro l’emergenza, è a 1.366 pratiche completate. Il lavoro va avanti anche adesso con il coronavirus, con gli Uffici in telelavoro e un appello che il governatore Luca Ceriscioli lancia oggi in teleconferenza: «Ci sono buoni segnali per le Marche ma sono convinto che una norma primaria, come quella fatta per Genova, aiuterebbe. È un paradosso inaccettabile che opere fatte con procedure ordinarie vadano più veloci di quelle della ricostruzione. La scelta della Regione di porsi in maniera più netta nell’emergenza coronavirus ha reso chiare a tutti le cose. Nel caso del sisma, mettendo a confronto le strategie, vedrebbe lo stesso quadro: strategia sbagliata dei governi, e giusta delle Regione. La differenza è che non posso fare l’ordinanza per cambiare le regole delle gare. Inutile piangere sulla comunicazione versata – dice Ceriscioli -. Vorrei solo chiudere il mandato sapendo che abbiamo ottenuto la semplificazione, non per la mia carriera politica ma per i cittadini».

Stesso augurio di Sciapichetti, assessore alla Protezione civile: «Le dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio sulla necessità di semplificazione per coronavirus, è quello che chiediamo da un anno e mezzo a questa parte per il sisma. Ora si è aperta una speranza sia da parte dei sindaci che della famiglie, a questa speranza dobbiamo dare impulso».

Luca Ceriscioli e Cesare Spuri

Nella stessa stanza con Ceriscioli e Sciapichetti anche Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio della ricostruzione regionale. La situazione del post sisma a oggi è questa: «Il 70% dei progetti approvati nelle regioni del sisma, sono marchigiani – spiega il governatore -. È chiaro che i blocchi per il coronavirus valgono anche per la ricostruzione, ma con alcune novità. L’Usr ha continuato a lavorare in smart working. Finalmente abbiamo la possibilità di aggiungere 116 unità in più per l’Ufficio ricostruzione, sono in atto le procedure di reclutamento. L’obiettivo è di avere l’incremento di forze per luglio. Delle 7.856 pratiche presentate, 3.266 sono state approvate e 1.366 completate». Spuri ha completato il quadro, aggiungendo che sono in pagamento 1.200 stati di avanzamento lavori (circa 70 milioni di euro) a cui si aggiungeranno quelli previsti dall’ordinanza 7 del commissario Legnini.

Per quanto riguarda le domande di delocalizzazione o mancato guadagno delle imprese colpite dal sisma invece «900 sono già state pagate, 300 sono rimaste indietro ma per problemi formali delle pratiche. Man mano che vengono integrate saranno pagate». Sul fronte progetti degli sms solidali «su 106 opere 81 sono terminate, 18 quasi finite», prosegue Ceriscioli, che plaude ai provvedimenti di Legnini. «Con un’ordinanza ad hoc sono stati sbloccati gli stati di avanzamento, anche parziali, per le imprese: vale circa 100 milioni di euro. Per i professionisti un anno fa mancavano all’appello 100 milioni di progetti non riconosciuti. Con lo sblocco del 50% di parcella abbiamo ricevuto circa 450 richieste, per un totale di 10 milioni di euro già riconosciuti. Ci sono altri 21 milioni. È un fondo di rotazione, quindi esauriti i 31 milioni si libererà l’appoggio sul fondo stesso man mano che vanno avanti le pratiche».

L’ospedale di Tolentino dopo il sisma del 2016

Inoltre il Cipe ha sbloccato «altri 50 milioni. Di questi 20 milioni vanno a Tolentino per le case popolari che prevedevano demolizione e ricostruzione. Altri 30 permetteranno, tra le altre cose, progetti di rilancio delle zone colpite dal sisma». Sempre a Tolentino va avanti il progetto di ricostruzione dell’ospedale (è in fase di arrivo la progettazione esecutiva), mentre resta la tensione per la situazione container. «C’è stato uno scambio di lettere tra noi e la Prefettura in cui si segnalava una discrepanza di numeri. È stato mandato l’ispettore sanitario che ha avuto problemi ad accedere. C’è un punto dirimente che va chiarito: capire chi c’è o meno dentro i container».

Gli impianti Le Saliere a Frontignano

Il coronavirus ha stoppato progetti importanti, come quello degli impianti di Frontignano di Ussita. «Siamo arrivati lì lì per. A marzo avevamo pronto il decreto, il finanziamento e la gara e ora siamo in stop – spiega Spuri -. Abbiamo ricevuto insieme anche il progetto per l’area camper vicino al palazzetto dello Sport. Sappiamo che dopo pasqua qualcosa potrà essere sbloccato. Occorrerà sicurezza nei cantieri, vedremo se qualcosa sarà recepito nei successivi provvedimenti governativi. Però ci siamo. Il progetto è conforme, i due impianti possono andare, verrà rifornito d’acqua e sistemato anche il rifugio e credo che potranno partire contemporaneamente le aree camper. Sarebbe un segnale importante anche per l’estate turistica. Tutto tra virgolette ovviamente, considerando l’evoluzione della condizione attuale».

La ricetta del governatore per rilanciare le aree del sisma resta la stessa in ogni caso. «Qualche finanziamento per le zone del sisma è arrivato ma non legato al coronavirus. C’è stato il rifinanziamento di 2 milioni di euro con cui avevamo fatto tante cose nel rilancio del turismo delle aree interne. Prima del coronavirus le aree del cratere avevano dati straordinari. Avevamo appena finito il tour legato al bike e alcune realtà avevano avuto recuperi anche del 20, 30%. Una mia convinzione è che quando finirà l’emergenza le persone avranno una gran voglia di uscire di casa e viaggiare. Era successo qualcosa di simile all’epoca della Sars».

Un’area sae a Camerino

Ceriscioli ha accennato anche all’altra faccia della medaglia della ricostruzione, cioè la situazione nelle soluzioni abitative d’emergenza e la loro gestione nei prossimi mesi. «Le casette più piccole erano proporzionate ai nuclei familiari. Nel frattempo i Comuni qualche casetta a disposizione ce l’avranno – dice Ceriscioli – deve comunque prevalere l’aspetto sanitario. Il sindaco ha tutti gli strumenti per provvedere, magari utilizzando spazi flessibili che si sono resi disponibili. La dimensione dell’appartamento comunque non vale sono nelle casette. In Regione è stato già attivato un Covid-hotel (a Senigallia, ndr) per permettere a chi non riesce la gestione della quarantena». Sul fronte gestione, il passaggio della manutenzione all’Erap «ancora non si è concluso, credo dopo Pasqua. Trattandosi di manutenzione straordinaria abbiamo ancora a disposizione 1 milione e 100mila euro di fondi della Protezione civile per il 2019, ci sarà un rifinanziamento per il 2020, fino a esaurimento. Come Regione ci siamo comunque presi l’impegno a trovare risorse per Erap se mancassero quelle del governo. Hanno aderito quasi tutti i Comuni, 32 su 47, e c’è ancora tempo per aderire».



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