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«Persone con autismo
possono muoversi
sul territorio comunale»

ORDINANZA del presidente Luca Ceriscioli per far fronte alle esigenze di soggetti in particolare difficoltà. In un post l'assessore di Recanati Paola Nicolini aveva evidenziato situazioni al limite
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Luca Ceriscioli, governatore delle Marche e assessore alla Sanità

 

Famiglie che hanno in casa figli o parenti o affini con disturbi dello spettro autistico potranno spostarsi nel territorio comunale e non necessariamente dovranno rimanere nei pressi della loro abitazione. La deroga è concessa da un’ordinanza del presidente della Regione Luca Ceriscioli  in casi «certificati dall’autorità sanitaria e dal quale derivino problematiche comportamentali gravi tali da imporre uscite esterne per il contenimento degli aspetti auto-aggressivi ed aggressivi».  Sono consentiti spostamenti nei limiti del territorio comunale di residenza o domicilio, al solo scopo di consentire la migliore gestione del soggetto con disturbi autistici. L’ordinanza è in vigore dalla mezzanotte di oggi. Nei giorni scorsi aveva sollecitato la necessità di una maggiore attenzione a soggetti particolarmente deboli il Comune di Recanati che ha stilato anche un decalogo di sopravvivenza sociale. Poi l’assessore ai servizi sociali Paola Nicolini aveva sottolineato in un post su Facebook in cui sottolineava le difficoltà di soggetti in situazioni particolari ed esclusi dai decreti e dalle disposizioni.

In una ulteriore ordinanza il presidente Ceriscioli ha garantito la possibilità di «spostamenti ritenuti necessari per lo svolgimento degli interventi di assistenza necessari nella situazione di emergenza in atto riguardano le seguenti attività strumentali e funzionali al diritto alla salute e ai bisogni primari delle persone: a) consegna di farmaci e alimenti a domicilio e altre forme di assistenza domiciliare leggera di prossimità (piccole manutenzioni, cura relazionale, igiene domestica e personale, assistenza nel disbrigo delle pratiche, cura animali domestici, ecc.) a persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti e a chi si trova in isolamento domiciliare, ai soggetti fragili, noti ai servizi sociali comunali, o comunicati ai sindaci dalle aziende sanitarie locali; b) assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture residenziali socioassistenziali e socioeducative, o assimilabili (strutture di ospitalità per minori e famiglie migranti della salute, case rifugio per donne vittime di violenza, migranti inseriti nei percorsi Siproimi e Pronta accoglienza ecc. c) assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture di accoglienza comunque denominate, legate alla emergenza Covid 19; d) servizi sociali di telesoccorso e teleassistenza presso gli appositi hub costituiti da enti pubblici e privati’; e) ritiro e consegna dei dispositivi di sicurezza per l’attività di volontariato; f) unità mobili/di strada rivolte a senza fissa dimora, o persone in stato di particolare fragilità (vittime di tratta, dipendenza, ecc.).

Decalogo di sopravvivenza sociale ai tempi del coronavirus

 

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