Geologi Unicam a difesa del territorio:
firmato l’accordo con Ispra
per la protezione ambientale

CAMERINO - La convenzione permetterà la redazione del Foglio geomorfologico. Il documento consentirà di rappresentare la verifica delle situazioni di criticità geo-ambientale

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piero farabollini

Il docente Piero Farabollini

La sezione di geologia dell’Università di Camerino, tramite la Regione, ha recentemente firmato con Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale una convenzione per la redazione del Foglio geomorfologico Carg 303 – Macerata. I dati riportati lo scorso anno rilevati con il lavoro dei geologi dell’Università di Camerino dicono che «le frane nelle Marche sono state più del doppio rispetto alla media nazionale e l’11,5% del territorio è a rischio inondazione».

«I nubifragi delle ultime settimane che hanno colpito le Marche – dicono da Unicam – con grandine, frane e mareggiate, hanno ricordato, semmai ce ne fosse bisogno, quanto sia necessario gestire con attenzione un territorio così variegato, fatto di ripidi pendii, fragili colline, ampie vallate solcate da fiumi ormai a carattere torrentizio, falesie e spiagge con un clima che sta continuamente modificandosi. Un paesaggio di grande bellezza, ma periodicamente soggetto a frane, inondazioni ed erosioni costiere: gli stessi processi che, nel tempo, lo hanno reso così spettacolare».

I dati riportati nel nuovo rapporto Ispra dello scorso anno ed i rilevamenti geomorfologici svolti nel tempo dai geologi dell’Università di Camerino dicono che «la nostra regione presenta oltre 42.500 frane con densità pari a 442 fenomeni ogni 100 chilometri, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nelle Marche circa 90.000 persone vivono e frequentano edifici ubicati in aree a frana, quasi un edificio su dieci. A queste criticità si aggiunge il fatto che l’11,5% del territorio regionale è esposto a rischio di inondazione. Sommando questi numeri, si comprende facilmente come le aree realmente esenti da rischi geologici, in cui vivere sicuri da catastrofi naturali, non siano poi così estese. Se ad esse aggiungiamo anche le aree caratterizzate da alta e media pericolosità sismica (praticamente quasi tutta la Regione Marche), fortemente condizionata dall’assetto geologico-strutturale e geomorfologico, le aree destinate ad essere considerate sicure, risultano rare».

Secondo quanto riportato da Unicam «proprio da questa particolare conformazione territoriale nasce la necessità di implementare la cartografia geomorfologica regionale, unico strumento capace di indicare e perimetrare con precisione le aree a pericolosità idrogeologica e fornire informazioni fondamentali anche per la prevenzione sismica. Il nuovo incarico affidato ai geologi Unicam segue quello già concluso del “Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino”, con l’auspicio che questa collaborazione possa proseguire nel tempo, rafforzando un rapporto virtuoso orientato alla riduzione dei rischi a vantaggio di tutta la comunità».

«Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione – afferma Piero Farabollini, docente della sezione di geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata – e la prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze. Questo approccio risulta ancora più necessario alla luce della nuova legge regionale, che attribuisce ai comuni l’onere di integrare tali studi nei propri strumenti di pianificazione territoriale».

«Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – ribadisce Marco Materazzi, docente della sezione di geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio. La sfida è dunque quella di trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio».

Il Foglio 303 Macerata comprende un territorio interessato dalla recente crisi sismica del 2016 dove sono presenti un capoluogo di provincia e comuni di grande rilievo per le aree pedemontane, con diverse arterie infrastrutturali molto importanti (strade vallive del Potenza e del Chienti e ferrovia). Ulteriori infrastrutture sono costituite da elettrodotti/gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione che raggiungono i numerosi centri abitati, di notevole pregio storico-architettorico. Il Foglio pertanto consentirà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche, permettendo la verifica delle situazioni di criticità geo-ambientale (frane, erosione del suolo, acque correnti superficiali) che potrebbero subire aggravamenti alla luce degli attuali cambiamenti climatici, ed alla sempre maggiore antropizzazione del territorio, diventando di fatto un importante documento di pianificazione territoriale.
La cartografia geomorfologica non è dunque soltanto uno strumento scientifico, ma un investimento concreto nella sicurezza, nella pianificazione e nel futuro delle comunità. Perché i rischi naturali non si possono eliminare, ma possono essere compresi, prevenuti e gestiti: e la conoscenza geomorfologica è il primo passo per costruire un territorio più consapevole e resiliente.


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