Il sindaco di Caldarola furioso:
«Trovate sempre una scusa per uscire
Così non ne verremo fuori»

VIDEO - Luca Maria Giuseppetti ha annunciato controlli più severi, prendendosela con chi esce per futili motivi: «Non vi è bastato vedere i camion dell'esercito che portavano via le bare perché non c'entravano più nei cimiteri»
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«Vedo che alcuni cittadini l’hanno capito e limitano le uscite e altri invece non l’hanno capito. E io mi sono rotto le palle di ripetere sempre le stesse cose». Così Luca Maria Giuseppetti, sindaco di Caldarola, durante un video messaggio in stile De Luca (governatore della Campania, noto per i suoi duri appelli) con cui oggi ha comunicato ai suoi concittadini che ci saranno più controlli per tentare di contenere l’epidemia di coronavirus. Un messaggio iniziato con toni istituzionali ma presto diventato una sfuriata contro chi trova ogni scusa per uscire.

giuseppetti

Luca Maria Giuseppetti

«Ancora vedo nei supermercati chi ci va tutti i giorni e addirittura chi ci va la mattina e il pomeriggio – dice Giuseppetti -. Sono stanco, possibile che non capiate l’importanza di stare a casa? Ve lo dico prima, non so se così ne usciremo. E questo a discapito di qualche semplice persona che non ha rispetto per gli altri. Si lamentano perché devono uscire…perché non lo dite a chi fa il medico o l’infermiere negli ospedali? – prosegue Giuseppetti – Abbiamo casi a Belforte: c’era un caso e ora sono aumentati, chissà come mai. Non posso più concepire una cosa del genere. Dirò alle forze dell’ordine di essere più presenti, poi non vi lamentate se vi fermano. Dovete comprare le cose, ci mancherebbe. Ma non penso morirete di fame e sete. Con la Protezione civile vi portiamo addirittura le cose a casa, ma tanto trovate sempre una scusa per uscire. Cambierò sistema perché non avete proprio capito. Avete un minimo di rispetto per chi sta lavorando per voi?».

Giuseppetti evoca poi le terribili immagini arrivate in questi giorni dal nord Italia: «Non vi è bastato vedere i camion dell’esercito che portavano via le bare perché non c’entravano più nei cimiteri. Mi auguro solo che apriate il cervello e ragioniate con la testa e non con i piedi. E non vi lamentate che state a casa. Pensate a chi sta al fronte. A quelli pensate e non ve lo ripeto più. I doveri – conclude Giuseppetti -, dobbiamo sentirli nostri. Ce la faremo e andiamo avanti e andrà tutto bene alla fine, vedrete».

(Fe. Nar.)

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