«Condividiamo il futuro»: Corradini
il candidato che si racconta in un libro

POLITICHE 2018 - Tappa a Matelica per l'ex rettore Unicam che nel tour-pre-elettorale sta presentendo la sua autobiografia, un manifesto politico che guarda ai giovani
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Giovanni Ciccolini , Alessandro Delpriori e Flavio Corradini

 

di Monia Orazi

«La scorsa settimana sono andato a fare volantinaggio al mercato di Tolentino, per me era la prima volta, ho imparato molto. Quando fermavamo le persone adulte, rispondevano con gentilezza, mentre gli adolescenti tiravano dritto. Chi mi conosce sa quanto questa cosa mi possa far male. I giovani vanno stimolati, presi un pezzetto per mano, poi vanno forte da soli e riescono a dare soddisfazioni straordinarie». Con queste parole il professor Flavio Corradini, ex rettore Unicam, ora candidato alle politiche per il Pd, ha raccontato uno dei tanti aneddoti di campagna elettorale, ieri pomeriggio a Matelica, durante la presentazione del libro autobiografico «Condividiamo il futuro», che oltre al racconto della vita del rettore più giovane d’Italia, eletto a 45 anni, dopo essere diventato professore universitario a tempo di record a soli 33 anni, rappresenta il manifesto politico con cui l’ex numero uno dell’ateneo camerte, si presenta alla sfida elettorale. Accanto a Corradini, in una sala Boldrini gremita di pubblico, il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori e l’imprenditore Giovanni Ciccolini della Halley Informatica, editore del libro.

corradini-3-325x183«In questo libro Corradini non racconta solo la propria vita, ma anche come si fa il rettore, come si esercita la leadership, quasi quasi copio qualcosa, in questo ultimo anno da sindaco», ha scherzato Delpriori. Ciccolini ha avuto il compito di illustrare il libro: «Ci sono tre motivi per cui ho pubblicato questo libro, il primo perché Corradini è stato un rettore atipico, che nel suo mandato ha fatto politica per il territorio, il secondo perché Unicam è l’università del nostro territorio e quando lui è stato eletto se ne parlava come se dovesse scomparire, il terzo perché in mezzo c’è anche la storia del terremoto». Ciccolini ha definito l’ex rettore Unicam, come una sorta di “enfant prodige”, che nel corso della sua esperienza professionale ha bruciato le tappe. L’autore del libro, ricordando come a Matelica abbia stretto tante amicizie e l’importante collaborazione con Halley e le imprese durante il suo mandato da rettore, ha sottolineato il ruolo di Enrico Mattei quale «genio che ha portato crescita e sviluppo, al quale non mi voglio assolutamente paragonare, ma di cui voglio ricordare l’amore per la propria terra, anche dall’altra parte del mondo». Corradini ha poi elencato i punti salienti della sua visione del futuro: «C’è chi il proprio ruolo lo interpreta in maniera restrittiva e chi più ampia, per me l’impegno professionale e civile è sempre stato congiunto alla crescita civile della nostra terra, questa è sempre stata la mia ambizione, per svolgere bene il proprio ruolo, è importante il supporto della famiglia e degli amici, il senso di appartenenza alla propria terra, inclusione e collaborazione. L’arroganza non è uno strumento per imporre le proprie idee, un vero leader usa altre modalità, per convincere le persone ad andare in una certa direzione, l’ascolto, la sintesi e la decisione. Per realizzare qualcosa si deve andare sempre sino in fondo, sennò non si conclude mai». Corradini ha poi ricordato la consulta territoriale con i Comuni, quella con i sindacati, il gruppo dei sostenitori con le imprese realizzati ad Unicam durante il suo mandato: «L’università non è fatta di muri, ma è là dove ci sono professori, ragazzi, laboratori, dove ci sono persone che hanno voglia di confronto e discussione, l’università ha il ruolo di ascoltare il territorio, fare sintesi e decidere. L’aggregazione in questo territorio è un tema che va affrontato, fare squadra non significa fondere, è la cosa più banale che ha effetti negativi sulle vocazionalità delle singole realtà, vanno sperimentate altre forme di collaborazione». L’ex rettore ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra imprese ed università, la positiva esperienza dei contratti di alto apprendistato per gli studenti che così si mettono alla prova prima della laurea, l’obiettivo per l’entroterra di collegarsi ad una visione innovativa di futuro, anche grazie alla programmazione europea. Nel racconto dell’esperienza di rettore, è emerso il lato umano di Flavio Corradini, la paura che si trasforma in speranza quando a dieci anni si scopre che la sorella ha una malattia rara, poi superata, gli attimi terribili del sisma, dove la voglia di non mollare e di arrivare in fondo l’hanno fatta da padrone, permettendo quella rapidità e prontezza di reazione che hanno proiettato nel futuro l’ateneo camerte ed i suoi studenti. La prossima presentazione del libro è prevista a Treia il 24 febbraio alle 18,30 nell’aula multimediale di via Cavour, alla presenza di Pietro Marcolini.

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Questa mattina l’adesione al manifesto della Coldiretti

Questa mattina a Cingoli, Corradini ha incontrato i vertici di Coldiretti Macerata. Ha ascoltato il manifesto politico della Coldiretti dal presidente Francesco Fucili e dal direttore Giordano Nasini. «Ho avuto modo di ricordare loro i tantissimi progetti che coordinato nel settore dell’agroalimentare, enogastronomia, valorizzazione dei prodotti e delle produzioni – ha spiegato Corradini – aderendo al manifesto, con temi strategici per la valorizzazione della nostra terra, territori e comunità, per la rinascita delle aree colpite dal sisma».

 

 

 

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