“Capitan Salvini” acclamato a Civitanova:
«Traini non me lo ricordo,
il sangue versato si poteva evitare»

ELEZIONI- Il segretario della Lega Nord, dopo Camerino, è andato nella città costiera: «I fatti di Macerata non alterano la campagna elettorale. Dicono sia colpa mia? Ho le spalle larghe, fascismo e comunismo sono nei libri di storia e non torneranno». Poi ha parlato di Islam, moschee, Bolkestein e pesca. In circa 200 lo hanno acclamato, decine di selfie. Imponente il servizio d'ordine. VIDEO
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Matteo Salvini a Civitanova

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di Laura Boccanera

(foto e video di Federico De Marco)

«I fatti di Macerata non alterano la campagna elettorale, che l’immigrazione incontrollata sia un problema era evidente da anni e che sia una delle mie priorità al governo è altrettanto evidente da anni, mi spiace perché è stato sparso del sangue che ci saremmo potuti risparmiare». Così Matteo Salvini a Civitanova (dopo la tappa di Camerino) dove è stato accolto da circa 200 cittadini e supporter della Lega. Imponente il servizio d’ordine per la presenza del leader leghista, soprattutto dopo le tensioni sociali di Macerata e i manifesti apparsi stamattina e subito rimossi con scritto “Salvini sciacallo”. Ma alla platea Salvini di Macerata non parla, dice che tornerà a telecamere spente e sul candidato leghista di Corridonia Luca Traini, l’autore del folle raid razzista, dice: «Non me lo ricordo, oggi faccio le foto con centinaia di persone, saranno sicuramente perbene, ma non posso ricordarmele tutte».

salvini-a-civitanova-FDM-5-650x434Arriva in città con oltre un’ora di ritardo in una Civitanova quasi blindata: tre camion della celere, una ventina di carabinieri e una cinquantina di poliziotti in divisa e in borghese e alcune pattuglie della guardia di finanza. A causa del ritardo Salvini decide di cambiare itinerario: non più le tappe alla stazione e in piazza, ma tutti nell’area portuale davanti allo scalalaggio Anconetani dove viene allestito un palco improvvisato. La folla lo acclama al saluto di “Benvenuto al nostro capitano”. Tra i temi trattati islam, terremoto, pesca e spaccio. Applausi e “bravo” quando parla di ruspa per l’Hotel House e fischi al nominare della Boldrini.

 

 

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«Stamattina ero in Umbria dove il sindaco di una giunta di sinistra ha ritenuto una priorità concedere una moschea. Fino a che l’Islam non riconoscerà i nostri valori e diritti io non darò neanche un metro quadrato di spazio – dice e poi passa ai terremotati – ho incontrato dei marchigiani di serie B, che non esistono per i giornali perché si accoglie chi sbarca con i gommoni, mentre chi è da 18 mesi che non ha una casa non viene ascoltato, non è normale. Prima vengono i miei figli, poi il resto del mondo». Ma nell’area portuale non poteva mancare un riferimento alla pesca e alla Bolkenstein. Appena sceso dall’auto Salvini viene fermato da un vongolaro e poi, a fine comizio, Claudio Pini coordinatore regionale del Sib consegna a Salvini il comunicato ufficiale con la posizione del sindacato italiano balneari in merito alla Bolkenstein per la tutela delle concessioni balneari.

salvini-a-civitanova-FDM-12-650x434«E’ più pericoloso spacciare vongole che droga ormai con questa normativa europea – afferma Salvini – non ci sto a norme che mi costringono a importare il pesce dalla Turchia e mettono in difficoltà il pescatore italiano. Se vado al governo, o cambiano le regole in Europa a vantaggio degli italiani o fuori.  Ma toglietevi dalla testa che vi salva Salvini – conclude – vorrei solo che l’Italia tornasse ad essere il Paese che mi hanno lasciato i miei nonni». E poi veloce e laconico il commento sulla strage di Macerata e sul clima di odio che si sta generando in città: «Non sono passato da Macerata perché tornerò a telecamere spente, non voglio creare ulteriori problemi, ma da papà non ne posso più di spacciatori clandestini. In un Paese normale con le buone o  con le meno buone chi spaccia va portato in galera, no che si fa una legge sul reato di tortura per aiutare gli spacciatori a denunciare il poliziotto o il carabiniere che li ha fermati. Come per l’Hotel House, la soluzione è la ruspa. Lì bisogna sradicare il male e riportare il bene». Infine sulle accuse di essere il fomentatore di atteggiamenti razzisti e xenofobi aggiunge: «Dicono che è tutta colpa di Salvini, ma ho le spalle larghe, fascismo e comunismo sono nei libri di storia e non torneranno, siate orgogliosi testimoni e apostoli gioiosi che cambiare si può». Un comizio di una decina di minuti e poi il delirio selfie: tutti in fila per uno scatto con il leader della Lega da condividere su Facebook, giovani, anziani, disabili e anche il comando della polizia municipale con i vigili in servizio cede al fascino dello scatto con la star, in posa con Salvini.

Il folle razzista un fan di Salvini, stretta di mano al comizio leghista (Foto/Video)

 

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