Ave Maria a lezione, il vescovo:
“Grazie a chi ha protestato,
ci ha ricordato la forza della preghiera”

MACERATA - Nazzareno Marconi dopo le proteste per la preghiera recitata da una docente di Unimc in aula: "Chiediamo scusa come credenti per aver destabilizzato la serenità di un'università"
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Il vescovo Nazzareno Marconi

 

“Chiediamo scusa come credenti per aver destabilizzato la serenità di un’università, ma il problema è la nostra poca fede”. Ave Maria durante in aula, interviene anche il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi. La vicenda è scoppiata venerdì quando la professoressa Clara Ferranti di Unimc, durante una lezione a palazzo Ugolini, si è fermata e ha chiesto agli studenti di recitare una preghiera per la pace nel mondo (leggi l’articolo). Dopo un post sul web degli studenti di Officina Universitaria che denunciava quanto accaduto, il caso è scoppiato, tanto che anche il rettore Francesco Adornato è intervenuto per censurare il comportamento della docente.  “La storia dei 25 secondi di interruzione di una lezione, per dire un’Ave Maria per la pace con la reazione che ha scatenato – commenta ora il vescovo Marconi – ci interroga profondamente come credenti. Gli stessi 25 secondi usati per dire una battuta, cosa che molti docenti fanno spesso, non avrebbero creato problemi. Chi dice almeno 50 Avemarie al giorno, cioè un rosario, tanti, molto più di quelli che vanno a messa la domenica, non capisce tutta questa agitazione. È che a dirne tante di Avemarie si comincia a pensare che valgano poco, che di fatto siano innocue. Che non creino problemi”.

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La professoressa Clara Ferranti

Da qui il ringraziamento a quanti, con questa protesta, hanno ricordato la potenza della preghiera. “Grazie perciò di cuore a chi ha protestato – conclude il vescovo – a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza, una potenza che può mettere paura a qualcuno. Grazie a chi crede più di noi credenti che quelle poche parole smuovano i monti e i cuori tanto da sconvolgere la loro vita. Grazie a chi ci ricorda che dire Ave Maria è salutare una donna morta 2000 anni fa credendo che è viva, in grado di pregare per noi e di operare per rendere la nostra vita più buona e vicina a Dio, tanto da aiutarci ad affrontare serenamente la morte. Grazie fratelli non credenti e anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo senza apprezzarne adeguatamente il valore e l’importanza”.

 

 

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