Andrea Ferroni

Andrea Ferroni


Utente dal
20/8/2011


Totale commenti
54

  • Marcia fucsia su Macerata:
    «Questo governo vuole cancellare
    40 anni di lotte per i diritti» FOTO

    1 - Mar 17, 2019 - 23:43 Vai al commento »
    Iacobini, uomo senza meno, ma il punto è che non hai capito cosa dice il cartello.
    2 - Mar 10, 2019 - 15:39 Vai al commento »
    Lo Iacobini che mostra orgoglioso la sua correzione al cartello forse non si è reso conto che ci sono anche interpretazioni diverse da quelle che riesce a intendere. Che vero uomo!
  • Ave Maria a lezione, il vescovo:
    “Grazie a chi ha protestato,
    ci ha ricordato la forza della preghiera”

    3 - Ott 18, 2017 - 0:36 Vai al commento »
    Marina, penso che siano due cose molto differenti. Se degli studenti (cattolici o musulmani, buddhisti o pelagiani) riuniti in associazione chiedono uno spazio alla scuola o all'università statali in cui studiano e l'istituto concede la sala, non solo l'istituto non agisce scorrettamente, ma direi addirittura che opera proprio secondo il principio di laicità, che garantisce a tutti la possibilità di esprimere liberamente la propria fede. . Tamara, non capisco cosa c'entri il grave malcostume che descrivi con la questione che stiamo dibattendo. Sembra benaltrismo. E comunque due torti non fanno una ragione.
    4 - Ott 17, 2017 - 20:39 Vai al commento »
    Ciao, Marina. Ho letto ora l'articolo. Cosa dovrei dire? Che il Vescovo fa il suo "lavoro" ricordando la potenza della preghiera. In questo articolo non prende una chiarissima posizione sulla questione della laicità dello Stato, anche se citando i pochi secondi di interruzione della lezione, sembra voler sminuire i fatti. Se li sminuisse, direi che la prof ha sbagliato (cose che capitano, tanto che mando a lei tutta la mia solidarietà per i momenti difficili che starà vivendo) e userei più o meno le stesse parole di Gianfranco Cerasi (senza però addentrarmi nelle citazioni evangeliche). Magari farei anche notare al Vescovo che le proteste non sono venute solo dagli anticlericali e dai non credenti, ma anche da molti cattolici apostolici romani che rispettano senza problemi il principio di laicità dello Stato poiché capiscono che in uno Stato moderno si tratta di un principio di garanzia per tutti, Vescovo compreso.
  • La prof inciampa sull’Ave Maria,
    bufera sulla preghiera in aula
    Il rettore: “Chiedo scusa”

    5 - Ott 17, 2017 - 20:06 Vai al commento »
    Marina Santucci: Non mi pareva di aver fatto precisazioni da maestrina, e comunque non volevo. Non credo nemmeno che far parte di una maggioranza significhi di per sé chissà che cosa. Non so se ho detto stupidaggini, ma per la professoressa propongo solo tutta la mia solidarietà per la gogna che potrebbe subire, come ho già detto. Ha sbagliato e capita a tutti. L’importante per me era far capire perché, secondo me, lei ha sbagliato, tutto qui. Sto esprimendo le mie opinioni rivolgendomi a chi le ha espresse prima di me, senza la pretesa di particolari verità in tasca. Paolo Ponzelli: Non parlerei di danni o di pericoli. Dico solo che questa preghiera, per il luogo, il momento in cui è stata fatta (e per il ruolo di chi l’ha proposta), è un’eccezione al principio di laicità dello Stato. Senza drammi, ma è questo il punto, secondo me. Sulla seconda questione, quella dell'interrogazione parlamentare, concordo con te. Trovo sia un'assurdità, tanto più dopo che il Rettore ha già chiuso il caso. Alberto Sbarbati: Grazie della solidarietà. Non ho capito per cosa, ma grazie. Sauro Paolucci: Un’Ave Maria non è un reato mai in Italia, proprio grazie al principio per cui invece è stata fatta eccezione questa volta. Il buon senso –credo- non lo ha usato per prima la professoressa, che poteva usare tanti modi diversi per fare la stessa cosa. Però è già la seconda volta che mi si dice che sto bacchettando. Volevo solo essere preciso nei riferimenti, ma forse sono stato troppo sintetico. Mi scuso se per questo sono sembrato troppo categorico. Mi scuso anche –e soprattutto- con Marina
    6 - Ott 17, 2017 - 0:52 Vai al commento »
    Franco Pavoni: Ammazza se stai avanti! Marina Santucci: se la prof avesse parlato della sua fede, nessuno le avrebbe potuto dire nulla, ma ha lei fatto recitare una preghiera, gesto confessionale. I sermoni marxisti non sono gesti confessionali. Massimo Giorgi: saggezza greca. Da recuperare. Paolo Ponzelli: Che c'è di difficile? Si chiama Principio di laicità (cioè aconfessionalità) dello Stato. Anche fossero stati tutti d’accordo nel recitare la preghiera, la prof avrebbe comunque compiuto un gesto confessionale. Non è in questione il contenuto innocuo della preghiera, ma il principio di laicità dello Stato. Yuri Paoletti: Siamo in Italia, Stato laico, non Stato cattolico. Sfugge una differenza non da poco. Massimo Giorgi: Dreamer! Sauro Paolucci: Scommessa persa. Leggere il Corano con fini religiosi e non didattici sarebbe comunque un gesto confessionale. Non è questione di obbligare, è questione di rispetto della laicità di un’Istituzione statale. Giorgio Rapanelli: Il gender? Il gender? Alberto Sbarbati: non è il cristianesimo a far paura. A far molta impressione è il disinteresse per il principio di laicità dello Stato, baluardo difensivo di ogni religione, Cristianesimo compreso. Massimo Giorgi: Ricordiamo anche Flavio Claudio Giuliano, poverino. Carla Torquati: l’Ave Maria non fa nessuna paura. Fa impressione, piuttosto, l’indifferenza per la laicità dello Stato, baluardo difensivo di ogni religione, Cristianesimo compreso. Ah… Già detto? Allora dico che difendere la laicità sancita da molto tempo nella nostra Costituzione non ha mai significato e non significa affatto cedere all’Islam e tanto meno alla barbarie. Gian Paolo Cacciolari: Una cosa sbagliata è una cosa sbagliata. A prescindere dal fatto che venga contestata immediatamente oppure dopo. Poi dirò: la solidarietà alla prof mi sento di darla anch’io, non per il gesto confessionale inopportuno, ma per il fatto che ora si dovrà subire una gogna che nessuno merita.
  • Anche a Macerata
    un caffè filosofico come a Parigi

    7 - Mag 23, 2017 - 16:10 Vai al commento »
    Benvengano i caffè filosofici in piazza! Approfitto per rendere pubblico il fatto che essi già si svolgono da parecchi anni nel centro storico di Macerata, anche se non negli stessi orari parigini. Avendo io una certa esperienza nelle pratiche filosofiche (consulenza filosofica, P4C, caffè filosofici, ecc.), già parecchi anni or sono ho effettuato un giro in alcuni bar del centro per vedere se erano interessati ad ospitare un café philo (o caffè filosofico che dir si voglia) non riscontrando però eccessivo entusiasmo. A quel punto ho cominciato a organizzare caffè filosofici per mio conto appoggiandomi a varie associazioni (da Licenze Poetiche fino all'ultima: la Scuola Popolare di Filosofia). Dunque, nel frattempo, per chi fosse interessato, faccio presente che la Scuola Popolare di Filosofia di Macerata si ritrova da vari anni a questa parte tutti i giovedì alle 21 per libere discussioni guidate da un facilitatore esperto di filosofia, altrimenti dette caffè filosofici. Tutti sono benvenuti scuolapopolaredifilosofia@gmail.com
  • Scuole, il domino delle classi:
    l’Alighieri va all’Iis Matteo Ricci
    A Tolentino lezioni alla Quadrilatero

    8 - Nov 11, 2016 - 1:22 Vai al commento »
    Sarei curioso di sapere come la signora Cioppettini, che qui sopra si lamenta (sport nazionale, del resto) avrebbe fatto di meglio
  • Caso gender alla “Don Bosco”
    Il contrattacco della Lega Nord

    9 - Nov 11, 2015 - 22:23 Vai al commento »
    Beh... Gualtiero, 1) ancora non mi è chiaro a quali fonti fai riferimento (metti, per cortesia, un link -uno alla volta se ne hai tanti-) e discutiamone, tenendo presente che non è razionale citare delle fonti se poi non esse non vengono comprendere o vengono interpretate arbitrariamente. 2) La fallacia logica che hai riportato citando la consulenza filosofica si chiama argumentum ad hominem. E' una scorrettezza retorica. 3) L'unica cosa che mi pare abbastanza chiara in mezzo agli slogan che butti qua e là è che la tua definizione di "Gender" corrisponde a "studi di genere". Se è così, intanto non si capisce perché si dovrebbe cambiare termine visto che una locuzione c'era già; in secondo luogo non si capisce a quale delle tante problematiche individuate dagli studi di genere fai riferimento visto che gli studi di genere sono un insieme complesso non sempre coerente e visto che alcune conclusioni (tipo, per banalizzare, che nessun dato di natura impedisce a una bambina di praticare la boxe e nessun dato di natura sostiene che una donna debba essere pagata di meno di un uomo se essi svolgono la stessa mansione lavorativa nello stesso luogo) sembrano ampiamente condivise da tutti. 4) Ti ho chiesto l'amicizia su FB, così facciamo prima e magari nasce un confronto utile ad entrambi
    10 - Nov 11, 2015 - 16:22 Vai al commento »
    Gualtiero, prima rifiuti di dialogare razionalmente e poi chiedi spiegazioni e precisazioni a me (su cose peraltro già molto chiare). Ti ho chiesto una definizione di Gender. Comincia tu. Poi affrontiamo uno alla volta i famosi testi che secondo te dimostrerebbero l'esistenza del mostro demoniaco che cambia il sesso ai bambini.
    11 - Nov 9, 2015 - 23:59 Vai al commento »
    Gualtiero, oltre a rimandarti al commento sopra sulla differenza tra Gender Studies e Gender (nell'accezione con cui viene usato ultimamente in Italia), non posso che prendere atto: o non hai argomenti o non ti interessa discutere razionalmente ma solo buttare là delle frasi. A presto. Tamara, in linea teorica in uno Stato dittatoriale, teocratico o *prescientifico* avresti ragione. Ma in uno Stato come è l'Italia, con tutti i difetti che ha, si presuppone ancora che così come non possono essere stabilite per legge questioni che riguardano la salute pubblica solo sulla base di mere opinioni politiche non condivise, allo stesso modo non possono essere stabilite politiche educative scolastiche nazionali su base ideologica di parte.
    12 - Nov 8, 2015 - 18:11 Vai al commento »
    Gualtiero, il mio difetto, in questo caso, è proprio quello di "non credere" e di non parlare per sentito dire, ma di andare direttamente alle fonti, leggerle e studiarle. Dopodiché, nel modo più onesto possibile, do definizioni, argomentazioni e traggo conclusioni logiche. Se vuoi interloquire utilmente, fai la stessa cosa: comincia con il darmi la tua definizione di Gender (sennò non ci capiamo), dimostrami che esistono pubblicazioni scientifiche che supportano la tua definizione, dimostrami che viene applicato e, infine, distingui bene le questioni senza fare confusioni e senza utilizzare frasette ad effetto che non hanno alcunché di razionale. [Quest'ultima frase significa che se tu mi accusi di farmi dei film, poi io, a mia volta, accuso te, di paranoia e non se ne esce]. Per non perdere tempo e cominciare a discutere seriamente (anche se prima, come detto sopra, dovresti darmi la tua definizione di Gender, etc) ti dico subito: - il documento OMS non ha nulla, ma proprio nulla, a che fare con il Gender (per stessa ammissione di alcuni dei 18 psicologi marchigiani che si sono dissociati dal loro presidente), ma con una visione naturalistica della sessualità [mentre il Gender fa riferimento ad una visiona culturalista] - Invece il progetto READY (credo tu faccia riferimento a quello citando la sigla LGBT) avendo a tema il rispetto delle persone LGBT riguarda, per forza di cose, anche i transgender (rappresentati dalla "T" di LGBT). Questo è l'unico caso in cui trovo una parziale consonanza di definizione con il Gender. Ma la domanda diventa: se la parola "Transgender" esisteva già, che bisogno c'era di inventarsi la parola "Gender"?
    13 - Nov 7, 2015 - 18:42 Vai al commento »
    Gualtiero Gualtiero, ma di che parli? Possibile che ancora non si sia capita la differenza tra studi di genere e Gender? STUDI DI GENERE = Complesso multidisciplinare che analizza gli aspetti di genere diffusi nella cultura di una società, cioè, per semplificare, quanto ci sia di culturale nella differenze tra maschi e femmine. Questi studi trovano spazio nella ricerca universitaria. GENDER =In teoria è la parola inglese dell'italiano "genere". In pratica, ultimamente, è un mostro creato da qualche gruppo religioso che mette confusamente insieme un sacco di cose, di cui alcune assurde, che prevederebbe: a)che il sesso biologico non conti nulla e possa essere scelto e cambiato da ognuno a seconda di come cambia il vento; b)che le maestre debbano insegnare la masturbazione ai bambini fin dall'asilo; c)che si insegni ai bambini che non sono né maschi né femmine mettendo in crisi la loro identità di genere; d)che tutti debbano esplorare la loro omosessualità; e)che la famiglia tradizionale non conti più niente; f)che gli omosessuali possano sposarsi e adottare bambini; g)che venga legalizzata la maternità surrogata; h)che venga vietato di pensare che l'omosessualità sia un peccato... e una marea di altre cose che ora non mi vengono in mente. Questa teoria non ha riscontro in nessuna pubblicazione di carattere scientifico, non la sostiene nessuno e va dunque ritenuta mera invenzione di chi la combatte, va ritenuta cioè terrorismo comunicativo e creazione di ingiustificato allarme sociale. In questo mostro Gender sono messe insieme molte questioni, alcune palesemente assurde e alcune serie. Ma di quelle serie ognuna ha già un nome specifico e una storia sociologica o scientifica: chiamiamole con il loro nome senza mischiarle tutte nella pericolosa e scorretta confusione del Gender. Quindi, caro Gualtiero, la tua domanda decade. Non vi è nessuno che vuole la spersonalizzazione di genere e di identità dei propri figli e nessuno la propone. Non è una questione di tolleranza né di incapacità di spiegare la questione ai figli. E' una questione di semplice buon senso: non si crede alle scie chimiche e non si crede a questo Genderrr. Poi per carità... se uno ha tanto bisogno di crearsi un nemico o di vedere complotti mondiali per sentirsi meglio, faccia pure.
    14 - Nov 4, 2015 - 22:36 Vai al commento »
    Cari rappresentanti della Lega Nord Tolentino, in attesa delle eventuali ulteriori precisazioni della Preside, peraltro non necessarie visto che la questione è ancora poco chiara solo per voi, farei umilmente presente che: -La teoria Gender, così come intesa (leggi: inventata) ultimamente da parte di qualche gruppo religioso e politico, non esiste a nessun livello scientifico. Non esistono pubblicazioni in psicologia e in pedagogia che ne sostengano l'esistenza o la promuovano in qualche modo. [Precisazioni. A)Se in passato sono esistiti esperimenti scriteriati di sessuologi (cfr. J.Money), essi sono stati totalmente confutati dalla comunità scientifica e pertanto non possono oggi essere presi come dimostrazione dell'esistenza di alcunché. B)Se a sostegno dell'esistenza del Gender vengono citati documenti OMS, essi sono stati fraintesi o volutamente male interpretati. C)Eventuali opinioni personali di intellettuali o filosofi (se ce ne sono) non farebbero testo se non, appunto, come mere opinioni personali]. -Dato che la teoria Gender non esiste a livello scientifico psicopedagogico, ne consegue che non può entrare come insegnamento in nessuna scuola di nessun ordine e grado, tantomeno attraverso libri di testo adottati a livello nazionale. -Nel caso di laboratori sull'educazione di genere (che non hanno a che fare con i libri di testo e le materie curricolari) spetta alla singola scuola valutare preventivamente insieme ai genitori il valore e la professionalità dello stesso laboratorio. Ma c'è da fare bene attenzione a non fare confusione: "educazione di genere" non significa in alcun modo "Teoria gender". -Nel merito dell'esercizio del libro, è fin troppo evidente (ma proprio evidente, eh!) che si tratta, casomai, di un lavoro sull'empatia, sulla conoscenza e sul rispetto reciproco tra maschi e femmine. Insomma: un esercizio che nulla ha a che vedere con la fantomatica teoria Gender. Certo, il fatto che alcuni genitori e alcuni politici possano vedere la fantomatica teoria Gender in quell'esercizio è indicativo del livello di paranoia sociale cui siamo arrivati su questo argomento.
  • Caso Gender alla “Don Bosco”
    La dirigente: “Libro autorizzato
    dal Ministero”

    15 - Nov 1, 2015 - 9:28 Vai al commento »
    Si tratta di un tema affrontato ufficialmente dalle associazioni professionali degli psicologi. E solo questo conta. Non posso sapere se tra i singoli professionisti che non si sono espressi personalmente ci siano molti indifferenti, ma presumo di no, dato che è un argomento che, per quanto fantasmatico, li riguarda direttamente o indirettamente.
    16 - Ott 31, 2015 - 14:36 Vai al commento »
    Se invece il sig.Pantò fosse rimasto scandalizzato dall'espressione "gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; masturbazione infantile precoce", vorrei precisare che il documento dell’OMS non sta ovviamente incitando le maestre ad insegnare la masturbazione ai loro alunni (c'è chi lo crede davvero!), ma prende atto semplicemente del fatto che i bambini, già in età prescolare, esplorano il loro corpo, compresi i propri organi sessuali. Quindi quella che in termini psicopedagogici viene a volte definita "masturbazione infantile" è in realtà una pratica normalissima di ogni bambino. Ciò detto, il documento dell’OMS raccomanda agli educatori (compresi genitori) di porre attenzione alle reazioni che hanno di fronte ai bambini e alla comunicazione, anche quella non verbale, con il bambino in modo da non trasmettere un atteggiamento negativo nei confronti del proprio corpo.
    17 - Ott 31, 2015 - 14:16 Vai al commento »
    Sig.Pantò, invece di citare continuamente lo schema finale (matrice) del documento OMS e fraintenderlo, provi a leggere anche le circa 40 pagine che lo precedono. Bisogna leggere tutto per provare a capire qualcosa. Poi bisogna saper comprendere il contesto e il linguaggio psicopedagogico del documento. Poi si dovrebbe provare a mettere da parte pregiudizi personali che possono comunque indurre tutti a libere interpretazioni dei testi. Solo alla fine di questo percorso, ci si potrebbe confrontare utilmente con un professionista come il presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, che, detto per inciso, non rappresenta una posizione personale ma la posizione ufficiale degli psicologi marchigiani, che, detto in un ulteriore inciso, sono in linea con quanto afferma l’AIP, l’Associazione Italiana di Psicologia. Vogliamo seguire l’opinione del sig.Pantò o ascoltare una comunità scientifica come l’AIP? Mi si dirà ancora che nelle Marche ci sono stati 18 psicologi che, a titolo personale, si sono dissociati dalle affermazioni del loro presidente. Ma questo non cambia il fatto che siano oltre 2000 gli psicologi marchigiani che invece concordano con lui. 18 su oltre 2000 fa lo 0,8%, tanto per capirci. Il presidente sembra rappresentare il 99,2% degli psicologi marchigiani su questo tema. In ogni caso, faccio presente che in una conferenza cui ho partecipato, erano presenti due dei 18 psicologi che si sono dissociati dal loro presidente. Ebbene, essi si sono ben guardati dal definire il citato documento OMS come propaganda all’ideologia Gender. Gli hanno mosso altre critiche, ma non quella del Gender. ** *** ** Per chi fosse interessato a ciò che veramente dice il documento OMS sull’argomento citato dal sig.Pantò, ecco il testo relativo ai bambini, nello stadio 4-6 anni: «Fanno amicizia con altri bambini: di entrambi i sessi oppure solo con i maschi o solo con le femmine (i membri del loro stesso sesso). I bambini associano spesso l’amicizia e il fatto che qualcuno piaccia loro con “l’essere innamorato/a”. Ad esempio, spesso dicono che sono innamorati della mamma, della maestra o del coniglietto. Solitamente questo non ha NULLA A CHE VEDERE CON I SENTIMENTI SESSUALI e il desiderio, è solo il loro modo per dire che sono affezionati a qualcuno».
  • No gender alla scuola di San Severino

    18 - Ott 21, 2015 - 14:06 Vai al commento »
    Scusi la franchezza, sig.Pantò... Sta facendo finta di non sapere che oggi il termine "Gender" viene utilizzato per intendere tutt'altro rispetto a quanto tradizionalmente indicato da "educazione di genere"? Oppure lo ignora e pensa sul serio che “Gender” e “educazione di genere” siano la stessa cosa? E davvero, prima di affermare pubblicamente che la senatrice Fedeli contraddice il Ministro Giannini, non le è venuto il dubbio che forse c’era qualcosa che le sfuggiva? Siccome ho visto anche altri (addirittura dei giornalisti) cadere in questa semplificazione, faccio uno schema: - “Gender" = X - “educazione di genere" = Y - X è diverso da Y Dunque nella "Buona scuola" non c'è il Gender, ma c'è l'educazione di genere. Senza alcuna contraddizione tra Fedeli e Giannini. Poi siamo tutti liberi di fantasticare un complotto secondo cui dietro l’educazione di genere si nasconda in realtà il Gender, ma questo non cambia il fatto che nel mondo reale e nella lingua italiana significhino due cose completamente diverse.
    19 - Ott 20, 2015 - 16:37 Vai al commento »
    1. Così come ci sono molte persone preoccupate per via delle scie chimiche, ci sono anche frotte di genitori allarmati dalla cosiddetta teoria Gender (che vorrebbe cambiare il sesso ai nostri figli, trasformare i bambini in gay o altre assurdità simili). 2. Tralasciando le cause della disinformazione sul Gender, diciamo che a causa di queste paure irrazionali, molti genitori sono stati spinti a scrivere ai presidi di tutte le scuole. 3. Mi sembra normale e doveroso che un preside scriva ai genitori per tranquillizzarli. Mi sembra normale anche che, nel modo più neutro possibile, chiarisca che il suo istituto non prevede l’adesione al Gender. Qui direi quasi: Dov’è la notizia? 4. Se ben notate, il preside sottolinea che «i programmi didattici e gli obiettivi formativi-educativi sono definiti da leggi dello Stato». Come dire: “Se lo Stato promuovesse davvero la teoria Gender, io Preside non potrei farci niente, ma siccome lo Stato non lo fa, ci tengo a tranquillizzare tutti”. Oltre all’assenza di notizia, direi dunque che il preside non è un eroe d’altri tempi che si batte contro il presunto assalto del Gender, ma è un corretto e lodevole funzionario pubblico che sottolinea come il «presunto inserimento all’interno delle attività progettuali della scuola della cosiddetta Teoria del Gender» non esiste nelle leggi di questo Stato e che dunque le preoccupazioni di molti, «mosse anche dalla risonanza mediatica di notizie non sempre corrette ed obiettive», sono infondate. [Nota: la risposta del preside, così come in altre sedi le risposte istituzionali, non significano che il Gender esiste davvero, ma soltanto che esiste la diffusa preoccupazione per il Gender.] 5. Un penultimo punto lo dedico a tutti quelli che sostengono l’invasione Gender citando leggi, documenti OMS e Raccomandazioni, convinti di conoscerli o di averli capiti. A occhio, moltissimi di loro non li hanno nemmeno letti oppure ne hanno letto piccole parti recensite da siti internet di parte e quindi ne hanno un’interpretazione distorta. Ma la cosa buffa (a volte esasperante, lo ammetto) è che se fai loro notare che non stanno dicendo cose corrispondenti alla realtà, loro ti rispondono che sei tu che devi informarti leggendo bene i documenti. Non credo se ne esca facilmente. 6. Testi e dati alla mano, mi è già successo, anche qui su CM, di far ammettere i suoi torti a chi sosteneva con sicurezza estrema che ero io il disinformato. Quindi, così, per curiosità, sfido bonariamente il sig. Marini a dimostrare le sue affermazioni e dirmi dove e come ci sia il Gender nello Standard per l’educazione sessuale in Europa dell’OMS oppure dove e come ci sia lo sdoganamento della pedofilia nella Raccomandazione CM/Rec (2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
  • Teoria di genere: ritornare a Jean Piaget

    20 - Ott 24, 2015 - 0:36 Vai al commento »
    Si sospetta che qualcuno tra i commentatori non sia ben riuscito a cogliere il senso delle parole della dott.ssa Donati...
  • Gender a scuola
    “Vogliono favorire la lobby
    della vita artificiale”

    21 - Ott 1, 2015 - 18:26 Vai al commento »
    Al di là di alcune affermazioni deliranti dell'avvocato Lombardelli, la serata è stata comunque interessante perché gli altri due relatori, Paolo Scapellato e Samuele Cognigni, sono professionisti che conoscono l'ambito epistemologico all'interno del quale si colloca il famigerato gender. Poi, ok: non sono d'accordo sulla loro ricostruzione storica e, in parte, filosofica, su alcune questioni anche molto importanti, ma con loro si può discutere e ci si può confrontare seriamente.
  • Assemblea sul gender,
    c’è chi contesta con maglie nere
    “Giù le mani dai nostri figli”

    22 - Lug 23, 2015 - 17:28 Vai al commento »
    Ero anch'io all'incontro. Difficile riassumere in poche righe. In generale si parlava del DDL Fedeli e dell'educazione alla differenza (e rispetto) di genere, con interventi di una psicologa, di una giornalista e di una pastora. Ma la cosa estremamente simpatica (e spero istruttiva) è stata che i convinti del genderrr (forse cattolici oltranzisti e quelli di Forza Nuova), nelle domande finali, hanno chiesto più volte perché non si fosse parlato di gender e dell'educazione gender nelle scuole, con le relatrici a rispondere che avevano ovviamente parlato di quel che la legge e la scienza dicono, non di altro. Come dire: di ciò che non esiste è inutile parlare.
  • Gender, Irene Manzi:
    “Niente teorie complottistiche,
    solo cultura del rispetto”

    23 - Lug 24, 2015 - 23:01 Vai al commento »
    Ma perdono di che? Figurati! C'è voluto un po' ma sono contento che alla fine ci siamo capiti. Non è da tutti ammettere gli errori: è una dote preziosa e sempre più rara. Ma tu hai dimostrato che sei interessata alla verità. E quindi avremo sempre un terreno comune su cui trovare un accordo ;-)
    24 - Lug 24, 2015 - 19:53 Vai al commento »
    Ma certo! Me l'hai dato tu il link all'inizio. E poi io te l'ho rimesso proprio perché evidentemente non avevi letto la Delibera (anzi: avevi fatto confusione con altre cose) e volevo che guardassi con i tuoi stessi occhi. La cosa è semplice: la dicitura su cui mi hai chiesto spiegazioni c'è in delibera? No! Fine del discorso. Puoi chiamare in causa anche il Presidente della Repubblica ma hai citato una cosa che nella delibera non c'è. Oppure ti sfido: leggila tutta bene e poi dimmi dove sta (forse ti sei confusa con il progetto scuola lavoro?) Ma è così difficile ammettere di essersi sbagliati? Mica c'è niente di male. Succede.
    25 - Lug 24, 2015 - 14:01 Vai al commento »
    Scusami, Tamara, non pensavo di essere stato addirittura così criptico da non farti capire la risposta. Se ti riporto il link alla deliberazione "incriminata" non è per dare una risposta burocratica ma è -mi sembrava ovvio- per farti constatare direttamente che la dicitura da te riportata ("Attuazione in via sperimentale per l'anno scolastico 2015-2016") e su chiedi spiegazioni non c'è, non esiste. Però, forse, ti riferisci a un'altra cosa. In questo caso fammi capire quale. Altrimenti la risposta (cercando di essere esplicito il più possibile e dando per scontato che tu non stia chiedendo il significato letterale) è che la dicitura che citi tu non esiste nella deliberazione adottata dalla Regione Marche. Per cui trovo che sarebbe abbastanza sciocco rispondere che cosa significhi una cosa che non c'è. Per rimanere nel gioco, se questo fosse lo sportello di un ufficio pubblico, avendo fatto constatare più volte l'inesattezza dei dati riferiti dall'utente, potrei solo dire (sempre cortesemente): "Mi spiace molto, signora, non so proprio che farle: avanti il prossimo" :-)
    26 - Lug 23, 2015 - 14:03 Vai al commento »
    Tamara, stai facendo un po' di confusione. Dopo aver letto le fonti dirette (cosa che io faccio quasi sempre) cerco di fare ordine tra tre cose che credi siano una sola. 1)Un conto è il progetto generale Ready-Unar con capofila Torino (che ha vari assi, tra cui quello dell'educazione-istruzione) e 2)un altro conto è la Delibera della Regione Marche che ha aderito ad un solo asse, quello del lavoro. 3)Altra questione ancora: L'Unar e altre associazioni si lamentano dell'assenza del Miur ad un workshop nazionale (in cui non c'entra niente la Regione Marche) relativo all'asse educazione-istruzione. In particolare quindi dobbiamo discutere solo del punto 2), la Deliberazione n. 78 del 16/02/2015 della Regione Marche che ha come oggetto: "Attuazione Progetto READY-UNAR per l’implementazione della Strategia nazionale LGBT per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere: approvazione del Protocollo di intesa tra la Regione Marche e la Città di Torino" Ti riporto il primo punto del dispositivo: DELIBERA 1) Di approvare lo schema di Protocollo di intesa tra la Regione Marche e la Città di Torino, Segreteria tecnica nazionale del Progetto Ready, (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) - UNAR (Ufficio Nazionale Anti Razzismo) per l’implementazione della Strategia nazionale LGBT finalizzata alla prevenzione ed al contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, di cui all’Allegato A al presente atto - comprensivo dei relativi Allegati A.1 (Piano nazionale di dettaglio) e A.2 (Piano finanziario fase locale Regione Marche) - che ne costituiscono parte integrante e sostanziale, finalizzato alla realizzazione nelle Marche: - di un percorso formativo sulle tematiche della prevenzione e contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere destinato a figure apicali di Pubbliche Amministrazioni e di Parti Sociali impegnate nell’ambito del Lavoro; Il testo completo è qui: http://www.boccanera.net/wp-content/uploads/BUR_Marche_N18_27_02_2015_delibera_78.pdf E dunque di nuovo (non per Tamara): don't panic :-)
    27 - Lug 22, 2015 - 17:34 Vai al commento »
    Ciao, Tamara, ho dato un'occhiata. Il protocollo di intesa di cui parli non prevede progetti rivolti alle scuole dal prossimo anno scolastico come paventavi. Si tratta invece di un intesa tra Regione Marche e Ready-Unar (Che ha la segreteria nel Comune di Torino) per quanto riguarda l'asse lavoro, rivolto quindi alla formazione di alcune figure apicali che hanno appunto a che fare con il mondo del lavoro. Dunque di nuovo: Don't panic ;-)
    28 - Lug 21, 2015 - 16:41 Vai al commento »
    Scusami, Tamara (io non ti chiamo con il cognome visto che ci conosciamo e non capisco perché lo fai tu), intanto ti chiederei: 1. da dove hai tratto l'informazione secondo cui dal prossimo anno sarà avviato il progetto Ready-Unar, informazione che a me risulta senza fondamento. 2. Come mai, sulla scorta delle nozioni apprese da tua nonna, ti permetti di decidere cosa sia o non sia importate per me e la mia famiglia? Se per me è importante, che diritto hai tu di dire che non lo è? Ho tre figli piccoli e da quando ho sentito di questa storia del gender ho cercato di informarmi. Dopo essermi informato e aver letto tutti i documenti incriminati direttamente alla fonte, ho capito che questa storia della teoria gender era frutto di un grande equivoco (diciamo pure che è una bufala). Ora mi sento in dovere di tranquillizzare gli altri genitori. Se a te non sta bene, comincia gradualmente a pensare che non siamo tutti dello stesso avviso in questo pianeta e che anche nel dialogo tra diversi sta la democrazia. 3. Perché vieni addirittura a indagare su come gestisco il mio tempo libero? ** *** ** Ciao, Gualtiero, ti rispondo: 1. è normale che le associazioni di psicologi ne dibattano. Se qualcuno diffonde falsi allarmi nel loro campo, è un loro preciso dovere ristabilire la misura della corrette informazioni. 2. Gli studi di genere o gender studies non c'entrano nulla con la teoria gender per come viene definita e diffusa ultimamente dai vari allarmisti professionisti. La teoria gender è un'assurdità solo a pensarla, invece gli studi di genere hanno una storia che parte da molto lontano (ci sono da almeno 40 anni) e non ha mai spaventato nessuno, proprio perché non c'è niente di cui spaventarsi.
    29 - Lug 21, 2015 - 0:13 Vai al commento »
    Ciao, Marina, non ero sicuro fossi tu e quindi, per precauzione, davo del lei. Certo che non chiedi troppo! Se questa teoria gender fosse vera, avresti tutte le ragioni di essere interrogata e scegliere se far partecipare tuo figlio o no, come per qualunque altro progetto. Il punto è che questa teoria non esiste a nessun livello che conta, cioè quello scientifico, cioè l'unico che avallerebbe eventuali progetti nelle scuole. Per quanto riguarda i 18 psicologi, pensa solo che nelle Marche sono oltre 2000 gli psicologi ad essere rappresentati invece dal Presidente (e a breve risponderanno anche su Cronache Maceratesei). Il motivo è semplice: il presidente non riporta la sua opinione ma la posizione ufficiale della comunità scientifica. E non della comunità scientifica marchigiana, eh! Poi uno può anche dire che 18 voci sono più vere e belle di un milione di voci perché a lui sembrano sensate o confacenti alla sua idea, ma la scienza (per quanto non scienza dura) funziona in un altro modo. Sfido di nuovo chiunque a trovare una sola pubblicazione scientifica che riporti l'esistenza della teoria gender con la definizione data dai molti allarmisti che girano l'Italia.
    30 - Lug 18, 2015 - 16:55 Vai al commento »
    Signora Santucci, non facciamo confusione: Pierucci riporta la posizione ufficiale delle associazioni di psicologi. Che 18 pareri personali si discostino dall'opinione della comunità scientifica lascia il tempo che trova.
  • Il gender divide gli psicologi
    Distanze dalle parole del presidente

    31 - Lug 17, 2015 - 13:40 Vai al commento »
    La follia è l'allarmismo ingiustificato che stanno diffondendo i sostenitori di un attacco gender. L'unica risposta possibile a questi 18 e ai genitori impauriti è quella già data da Luca Perilli nel primo commento. Ma il tutto si può anche sintetizzare così: ci sono 18 pareri personali di 18 psicologi che vanno contro la posizione ufficiale delle associazioni degli psicologi. Sono 18 opinioni concordi e legittime, ma restano opinioni personali: non si può certo far passare come opinione personale quella di Pierucci, che invece è posizione ufficiale, vagliata dalla comunità scientifica. Le opinioni personali sono quelle di questi 18. Ma tutto dipende dalla definizione (sbagliata in partenza) che questi 18 danno di "teoria gender". Questi 18 psicologi affermano che esisterebbe una teoria gender che sostiene una cosa assurda (la biologia non conta!) e poi, a quel punto giustamente, sostengono che la teoria gender dica una cosa assurda. E ci mancherebbe! Certo che è assurda! Peccato che non ci sia nessuno serio che sostiene davvero quell'assurdità! Peccato che la teoria gender proprio non esista in termini scientifici. E allora cosa criticano? Criticano una loro paura, forse. Parlano in base a un pregiudizio ideologico, forse. In base a una cosa che sta nella loro testa, ma non nella realtà. Buffo che proprio degli psicologi non sappiano riconoscere un bias cognitivo, Ma può capitare, per carità. Per chi è interessato, In logica si tratta della fallacia dello straw man (https://it.wikipedia.org/wiki/Argomento_fantoccio) PS Lasciando perdere ciò che i 18 psicologi dicono del DDL Fedeli (si vede che non è il loro campo), facciamo una prova. Questi 18 psicologi sanno citare una sola fonte scientifica (cioè passata per pubblicazioni con peer review) che sostenga davvero quel che è scritto nell'articolo e cioè che "il substrato biologico, cioè l'essere maschio o femmina, non abbia alcun peso"?
  • Roberta e Eugenia,
    spose gay di Civitanova:
    “Serve il registro delle coppie di fatto”

    32 - Lug 1, 2015 - 19:22 Vai al commento »
    Gualtiero, ti devo una risposta da tanti giorni. Scusami se arrivo solo ora. Il documento dell'AIP che ti ho citato parla di teoria gender per dire che non esiste. Dov'è la confusione? Il documento di Manif Puor Tous che citi, invece, è abbastanza serio, ma anche lì si intravvede un allarmismo ingiustificato. Non è che ogni volta che si parli di genere (per esempio nel rispetto di genere, che significa rispetto da parte dei maschi verso le femmine) significhi che dietro si nasconda il fantomatico e inesistente Gender (che sarebbe sì la traduzione di "genere" in inglese ma che ormai è usato da alcuni gruppi cattolici per mettere paura: Gender fa più impressione di genere). Davvero capisco poco le paure e gli allarmismi. Ma, se anche tu fai parte dei genitori in allarme, prova a chiedere alla scuola dove vanno i tuoi figli: vedrai che le maestre, che non sono cerebrolese come forse pensano quelli che scrivono diffide contro l'invasione gender, sanno benissimo distinguere cosa va bene per una scuola e cosa no.
    33 - Giu 29, 2015 - 23:27 Vai al commento »
    Tamara, quando qualcuno si inventa la teoria gender, sarebbe lui a dover dimostrare che esiste, non gli altri a dimostrare che non esiste. E, nella società umana, fa fede la scienza, non altro. Ecco cosa dice la scienza, seppure non una scienza dura quale è la psicologia: http://www.aipass.org/files/AIP_position_statement_diffusione_studi_di_genere_12_marzo_2015%281%29.pdf Quanto ai padri e alle madri di cui riporti vari esempi, immagino si debba ricadere nella categoria della percezione personale. Prendo ad esempio il caso da te citato di Trieste, in cui un papà preoccupato ha causato una pazzesca reazione a catena di falsità riprese senza verifiche da alcune testate giornalistiche. A questo proposito ti metto uno dei tanti link che sbugiardano gli isterismi di Trieste: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/12/trieste-allasilo-gioco-per-i-media-lezioni-porno/1499660/ ti metto anche il link al blog di Pellai, psicoterapeuta cattolico, che è il padre ideatore dei progetti tipo quello di Trieste, quindi fonte primaria: http://www.tuttotroppopresto.it/2015/03/16/proposito-dellideologia-gender/ E sennò c'è questo: http://www.bufale.net/home/bufala-trieste-asili-gioco-del-rispetto-con-toccamenti-vari-e-travestimenti-bufale-net/ Sul fatto che hai detto che il Ministero diffonde il Gender ti scrivo cosa risponde il Sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone a proposito di una preside che ha scritto alle famiglie della possibilità di introduzione della teoria Gender: "La lettera mandata da una dirigente scolastica ai genitori degli studenti del suo istituto sull’introduzione della teoria del gender nelle scuole con il ddl Labuonascuola è inaccettabile. Inaccettabile e, oltretutto, piena di inesattezze. Come Miur stiamo mandando degli ispettori perché questo atteggiamento non ci appartiene, è fuori dalla nostra cultura". In cosa ti darebbe ragione il fatto che il Ministro dell’Istruzione Giannini si sia espressa dicendo che nel DDL della “Buona scuola” non sia compresa la Teoria Gender? E' successo questo: l'allarmismo dilagante di molti cattolici ha fatto sì che alcuni parlamentari chiedessero esplicitamente al Minitsro se nel DDL ci fosse la teoria Gender. Ovviamente il Ministro ha negato. Che doveva dire? E mi immagino anche il suo stupore! Non mi verrai mica a dire che se, a richiesta, un Ministro negasse, ad esempio, l'esistenza delle scie chimiche negli aerei, questo significherebbe che le scie chimiche esistono?
    34 - Giu 29, 2015 - 19:05 Vai al commento »
    ...Per tacere del fatto che hai detto che quelle cose sarebbero sostenute anche dal Miur attraverso le Regioni (siamo -credo- al limite della diffamazione contro un Ministero)
    35 - Giu 29, 2015 - 19:00 Vai al commento »
    Tamara, fino ad ora ti eri mantenuta sul generico, ma nell'ultimo commento hai citato delle falsità ("masturbazione, proiezione di immagini di sesso anale, orale, fra omosessuali, scioccanti per dei bambini in tenera età") talmente grandi che devo rinunciare a rispondere nel merito. Se hai voglia di informarti sulle fonti dirette come ho fatto io, leggendo tutti i documenti incriminati, leggendo gli atti di convegni tenuti in Italia su questo tema, leggendo le leggi in discussione, leggendo i documenti ufficiali delle associazioni di psicologia come ho fatto io, scoprirai da sola (perché, al contrario di quanto hai affermato non ho motivo di dubitare del tuo quoziente intellettivo) quante falsità, mescolate a piccole verità, stai diffondendo. Altrimenti, dato che il discorso è molto lungo, ci incontriamo a prendere un caffè e ti spiego tutto con calma. Intanto ti aggiungo tra gli amici di FB così ti faccio leggere alcuni approfondimenti che ho scritto, da umile studioso (nel tempo libero) di filosofia, psicologia e pedagogia.
    36 - Giu 29, 2015 - 15:46 Vai al commento »
    Ciao, Tamara, considera: -che io ho parlato di teoria e non ideologia. L'ideologia gender esiste, ma non essendo nulla di scientifico non conta al livello che preoccupa i genitori impauriti. La teoria gender non esiste. E non è una tattica. -che le tue fonti sono di parte -che ciò che tu chiami evidenze sono testimonianze di parte -che la semplicità delle informazioni che ho dato , da te definite ora "leggiadria" ora "tono persuasorio" non significa che io abbia dato informazioni false. -che nel tuo commento parli anche di educazione sessuale (come se ciò significasse in qualche modo teoria gender) Ma chiariamoci: dai tu una definizione di teoria gender e poi vediamo se esiste
    37 - Giu 28, 2015 - 22:46 Vai al commento »
    Esatto, Gualtiero: esistono gli studi di genere, che sono altro rispetto a ciò che molti gruppi organizzati stanno diffondendo sotto il nome di teoria gender. Schematizzo. Teoria gender = il sesso è fluido, è un dato culturale, quindi bisogna insegnare a tutti che non si nasce maschi o femmine ma che si può scegliere il proprio sesso così come si sceglie il colore del proprio vestito Studi di genere = insieme multidisciplinare di studi che hanno come oggetto la specificità del genere femminile rispetto a quello maschile e vogliono valorizzare le differenze oltre che il rispetto delle differenze (stiamo nel filone del femminismo, per intenderci). Qui interviene il dato culturale perché il genere dipende anche dall'ambiente in cui si vive. Quindi gli studi di genere non sostengono il sesso fluido e non mettono in discussione il sesso biologico: mettono in discussione casomai gli stereotipi culturali legati al sesso. Conclusione: la teoria gender è un'assurdità e come tale non esiste a nessun livello nella comunità scientifica. Le mamme e i papà possono stare tranquilli.
    38 - Giu 28, 2015 - 12:30 Vai al commento »
    ...si affrontando queste tematiche a scuola, sempre con il consenso informato dei genitori. (mancava un pezzo)
    39 - Giu 28, 2015 - 12:27 Vai al commento »
    Come si fa a far capire che la teoria Gender non esiste? Certo, è difficile dal momento che se ne parla continuamente. Se un tizio, sostenuto dalle parrocchie di tutta Italia, facesse convegni in tutta la Nazione un giorno sì e un giorno no parlando delle scie chimiche come un pericolo per i bambini, alla fine si formerà un bel gruppetto di persone che ci crede e la paura vincerà. Non c'è nessuno che sostiene la teoria gender (cioè che i bambini e gli adulti possono scegliersi il sesso come vogliono). E' un'assurdità totale, che infatti non esiste a nessun livello nella comunità scientifica, né l' OMS vuole diffonderlo (basta leggere bene il documento originale, senza estrapolarne piccole parti). Quindi non c'è nessuno che vuole introdurre progetti che sostengono questa assurdità nelle scuole. Forse la confusione, al di là dei pregiudizi personali di ognuno su cui poco si può fare, sta in questo: -esistono differenze biologiche tra bambini e bambine (sesso maschile e sesso femminile) che non possono essere messe in dubbio. -esistono stereotipi culturali (la donna a casa a lavare i piatti, l’uomo a giocare a calcetto; la donna è sensibile e piange, l’uomo vero non deve chiedere mai, ecc.) che possono essere relativizzati perché possono ostacolare la crescita psichica dei bambini e le loro potenzialità. Per intenderci e banalizzare: un maschio deve poter diventare ballerino, se è una sua volontà e una sua dote; allo stesso modo la femmina deve poter diventare una boxeur, se lo desidera. -C'è il discorso sul rispetto di genere (e qui di solito si scatenano paure insensate). Ma il discorso del rispetto di genere non c'entra niente con la fantomatica teoria gender (che nessuno sostiene). Il rispetto di genere significa consentire lo sviluppo nei bambini della consapevolezza di appartenere al proprio sesso (banalizzando: il bambino comprenderà il significato e la bellezza di essere maschio e la bambina comprenderà il significato e la bellezza di essere femmina). Poi ci sarà il lavoro sul rispetto: ad esempio il bambino maschio dovrà rispettare la bambina e comprenderne le sue specificità. -Poi c'è il discorso dell'orientamento sessuale (etero-omo), che è una cosa ancora diversa e che nessun progetto potrà mai indirizzare: all'attrazione per un sesso o per l'altro non si comanda. Però molto si può fare per il rispetto reciproco e anche qui non c'è niente di male se (all'età psicopedagogicamente opportuna)
  • Gender, la contromossa:
    un flash mob delle attiviste

    40 - Giu 29, 2015 - 14:23 Vai al commento »
    Gualtiero, quest'ultimo tuo commento è condivisibile. Quel tipo di educazione spetta alle famiglie. (Per la verità spetterebbe alle famiglie anche l'educazione religiosa e non si capisce a che titolo uno Stato laico debba ancora oggi prevedere -seppure in modo teoricamente facoltativo- l'insegnamento della religione cattolica). Ma non nascondiamoci dietro un dito: nella gran parte dei casi, l'educazione sessuale nelle famiglie non si fa o, se si fa, si fa ancora in modo più o meno *repressivo*. Il risultato è che l'educazione sessuale i ragazzi (ma anche i bambini) se la fanno da soli, con gli amici o, peggio, con la pornografia di Internet. Da ciò discende che progetti di educazione sessuale nelle scuole (che non c'entrano niente con il Gender, ovviamente), sarebbero non solo utili, ma anche preziosi e indispensabili. Sempre con il preventivo accordo delle famiglie, naturalmente.
    41 - Giu 28, 2015 - 22:42 Vai al commento »
    Che ti posso dire, Gualtiero? Secondo me confondi sesso e genere oppure identità sessuale con sesso biologico oppure orientamento sessuale con sessualità. Rileggi meglio quel che hai postato (però è vero che wikipedia in questo caso non è chiarissimo). Prova a leggere questo http://www.aipass.org/files/AIP_position_statement_diffusione_studi_di_genere_12_marzo_2015%281%29.pdf
    42 - Giu 27, 2015 - 15:31 Vai al commento »
    Filippo, non pensavo di dover fare questa precisazione a te, che credevo almeno un po' informato, se non addirittura sensibile relativamente a questi temi. Senza dilungarmi pedantescamente, gli Osservatori di Genere non fanno riferimento alla Teoria del Gender (inesistente), ma agli studi di genere, che (semplificando) si basano sulla specificità del genere femminile rispetto a quello maschile. [Di fatto -non so se l'hai notato- gli studi di genere sostengono il contrario di quanto sosterrebbe la teoria del Gender (e cioè l'assurdità del sesso fluido, come se si potesse scegliere il proprio sesso così come si sceglie il colore del proprio vestito)] La bufala Vendola pro-pedofilia è acclarata. Vendola l'ha più volte smentita. Non ci sono assolutamente dati per affermarla: è tutta una catena di S.Antonio per cui tizio ha detto che tizio ha detto che una volta tizio ha detto che tizio... fino ad arrivare all'85 quando un tizio avrebbe sentito Vendola dire quelle cose (non c'è nessuna intervista pubblicata nel 1985 né in altri anni), Non ci sono testi diversi che confermano: uno si rifà all'altro. Chiacchiere senza fatti. E comunque resta il fatto che Vendola ha smentito più volte e ufficialmente e ha anche querelato coloro che citavano pubblicamente quel falso episodio. Ma si sa: a ognuno piace credere ciò che già crede... Dichiarazione di Vendola: "Considero la pedofilia una aberrazione e un crimine tra i più odiosi. E mi sono sempre battuto perché si rompesse il muro di omertà che impediva di vedere gli abusi che, quasi sempre all'interno del contesto domestico, si andavano consumando nei confronti dei bambini. Queste cose ho avuto modo di spiegarle sulla stampa e nelle aule di tribunale a proposito di una frase che mi venne attribuita 25 anni fa in una intervista e che ciclicamente viene usata, in carenza di altri argomenti, per colpirmi".
    43 - Giu 26, 2015 - 21:08 Vai al commento »
    Solo alcune precisazioni (se ne dovrebbero fare tante), sperando che qui sia possibile il dialogo: - Sig. Rapanelli, non esistono due schieramenti, uno antigender e uno progender. Esiste uno schieramento che si è inventato prima la teoria gender (cioè l'esistenza di una tesi scientifica che sostiene il *sesso fluido*) e poi l'invasione di questo fantomatico gender nelle scuole; esiste un altro schieramento che dice che non esiste la teoria gender (e quindi non è assolutamente a favore del gender nelle scuole). - Sig. Pantò, sta citando alcune bufale. Ne elenco due: l'introduzione di nascosto dell'obbligo di insegnamento gender; la dichiarazione di Vendola propedofilia (tra l'altro più volte smentita in quest'ultimo decennio). Se lei non verifica le fonti e cita cose inesistenti, ogni sua opinione diventa poco credibile. - sig. Ceresani (se sei il Gualtiero che conosco, cambio in “Ciao, Gualtiero”), non esistono persone progender perché la teoria gender non esiste a nessun livello nella comunità scientifica. E quindi non ci sono invasioni in vista. Comunque ho tre figli e sono a favore del matrimonio tra coppie omosessuali (ma non alle unioni civili o roba simile). Penso non ti scandalizzi, no?
  • Educazione e gender, Gianni Menghi:
    “No alla Chiesa in trincea
    contro il nemico invisibile”

    44 - Mar 4, 2015 - 1:12 Vai al commento »
    Bravissimo, Gianni. Non sai come sono contento di leggere le tue parole!
  • La realtà aumentata “maceratese” premiata da Giorgio Napolitano

    45 - Nov 15, 2013 - 8:50 Vai al commento »
    Complimenti, Giuliana!
  • Una gravidanza a 15 anni

    46 - Nov 9, 2013 - 9:24 Vai al commento »
  • “I mesi che ho attraversato”

    47 - Feb 12, 2013 - 10:48 Vai al commento »
    E' febbraio, ma c'è Mario. Per fortuna!
  • I maceratesi “Lavoricidi” a Torino

    48 - Mag 16, 2012 - 20:08 Vai al commento »
    Forse hai ragione anonimo Piero della Marianna, ma leggo che sono citato da un anonimo Marco Travaglio che mi dice che dovrei chiarire la posizione. Intanto chiederei quale posizione ma, presumendo mi si chieda di chiarire la mia, dico che, nonostante mi si accrediti di intelligenza, non capisco bene cosa ci dovrebbe essere da chiarire da parte mia. Un editore privato ha pubblicato a sue spese un mio racconto in un libro; poi l'editore promuove il libro come vuole, anche attraverso lo stand che la Regione Marche allestisce ogni anno al Salone del libro di Torino. Se l'anonimo Marco Travaglio ha scritto un libro, chieda al suo editore di spendersi con la stessa passione con cui si sta spendendo il mio (Comunication Project di Recanati). A proposito, il libro è "Lavoricidi". Se siete maceratesi, nelle librerie di Macerata lo trovate (ma ormai è in tutta la regione, credo). Se poi mi fate sapere un vostro commento sul libro in generale e sul mio racconto in particolare, ne sarei molto felice e onorato.
  • Museo o discarica:
    il piacere di discuterne

    49 - Nov 21, 2011 - 23:55 Vai al commento »
    @Giusy Governatori. Da quel che scrive sembrerebbe che sia arte solo ciò che sta in un museo, per di più se esposto "ordinatamente" e "con un filo logico"... Beh... Diciamo che, quantomeno, è possibile rilevare un eccesso d'uso di emisfero sinistro nel suo giudizio...
  • “Museo a cielo aperto o discarica?”
    La protesta di una lettrice

    50 - Nov 21, 2011 - 18:14 Vai al commento »
    @Nicoletta Governatori. Mi fa piacere il suo repentino ampliamento di prospettiva per cui lei ora arriva addirittura a cogliere, sempre grazie all'etimologia, la divinità dell'opera del cav. Prato: "monstrum" come ammonimento sovrannaturale per i mortali. Io non ero arrivato a tanto ;-)
    51 - Nov 20, 2011 - 20:29 Vai al commento »
    @Nicoletta Governatori. La risposta a come si faccia a considerare museo a cielo aperto "tale parco di mostruosità" (cit.), gliela dà forse l'etimo di "mostro" che viene da "monstrum", inteso come "prodigio", "cosa straordinaria". Ha visto? A volte le cose che non si comprendono basta ascoltarle con pazienza (o quantomeno tolleranza) e poi possono inaspettatamente dare risposte interessanti, diverse da quello che ci si attende. Giudicando meno, a volte si impara qualcosa.
    52 - Nov 18, 2011 - 22:42 Vai al commento »
    Intelligenti pauca... Una volta ho chiesto a Franco Prato perché facesse tutte le cose strane che fa. Dopo avermi indicato e spiegato quasi tutte le costellazioni del cielo (per almeno 10 minuti!), mi ha risposto: "perché la gente se lo chieda".
    53 - Nov 17, 2011 - 21:37 Vai al commento »
    Cara Giuseppina Governatori, al di là di quello che si pensa del ready-made allestito dal Cav. Prato, mi dà molto fastidio il fatto che lei non abbia ritenuto necessario citare il nome di colui che sta criticando. Non so se sia spocchia o pigrizia ma fa lo stesso: prima occorre avere rispetto delle persone, poi si possono criticare le loro opere. Mi dà molto fastidio questa sua dimenticanza, probabilmente tanto quanto ciò che dà fastidio a lei. Ed è la sua semplice idiosincrasia contro la mia. Uno a uno.
  • Il mare? riservato alla clientela

    54 - Ago 20, 2011 - 18:07 Vai al commento »
    Mi sembra che la questione posta da Paolo Nanni non sia né personale (taccagneria, campanilismo) né economica (anche se mi piacerebbe sapere quanto guadagnano i bagnini grazie agli avventori abituali che non prendono l'ombrellone) né giuridica (Nanni ha più volte detto che non conosce bene le leggi in materia). La questione è culturale. Intelligenti pauca.
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy