Ceccotti, la Terzo Millennio sparisce
Diventa Prica Immobiliare
e chiede il concordato preventivo

CIVITANOVA - La società è stata cancellata dalla Camera di Commercio di Macerata. Quella nuova, trasferita a Roma, ha come Amministratore unico il commercialista Luca Ferranti di Tolentino. La maggioranza delle quote alla 4 srl, che ha un capitale sociale di 10mila euro. Nel 2005, per l'area, era stato stipulato un mutuo fondiario da 25 milioni con Banca Marche
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Le proteste

Il Piano Regolatore Vigente a seguito dello stralcio

Il Piano Regolatore Vigente a seguito dello stralcio

di Laura Boccanera

Terzo Millennio, Ventunesimo secolo: erano nomi futuribili quelli scelti dai grandi proprietari di  una parte dell’area Ceccotti sulla quale doveva sorgere un grande centro direzionale, appartamenti,   abitazioni, fino a poco tempo fa addirittura un grattacielo. Nomi altisonanti e avveniristici per  definire la joint venture di imprese che avrebbe lavorato all’edificazione dell’ultima parte di città   non costruita. Partiamo dai nomi come chiave di lettura della ingarbugliata vicenda Ceccotti perché  riserveranno delle sorprese: iniziata negli anni ’70, passata attraverso progetti, ricorsi, esposti, richieste di risarcimento milionarie e ora di nuovo punto a capo dopo alterne vicende che durano da quasi 40 anni, l’area Ceccotti è oggi zona bianca per il piano regolatore, con tre comparti edificatori  e un gruppo di diversi proprietari medio piccoli, tra cui i Ceccotti e il team di imprenditori riuniti.   Ma seguiamo i nomi dicevamo, perché c’è una novità di non irrilevante valenza ed è che la “Terzo Millennio” così come la conoscevamo non esiste più. La “proprietaria” dell’area Ceccotti è stata  cancellata dalla Camera di Commercio di Macerata e trasferita a Roma. Tutto comincia quando nel  1999 si costituisce la società composta da solide realtà locali attive in vari settori con un capitale  sociale di 70mila euro. La parte più consistente delle quote è detenuta dalla Fimag, finanziaria del gruppo Guzzini, dalla Cementor di Guido Malatini scomparso lo scorso anno e che della Terzo Millennio fu anche presidente, dalla Mifin di Gianfranco Miccini e dalla Sielpa.

Ma dal 29 maggio  2013 tutto questo non c’è più. In mattinata, di buon’ora, Adolfo Guzzini – in qualità di legale  rappresentante della Fimag – si reca nello studio del commercialista Luca Ferranti di Tolentino e cede  alla “4srl”, una società con capitale sociale di 10mila euro, il 56% delle quote della Terzo Millennio  detenute dalla Fimag, ovvero un terzo del valore del capitale sociale pari a 25.900 euro. Passa circa  un mese e il 27 giugno l’immobiliare Terzo Millennio viene trasferita a Roma e cancellata dalla Camera di Commercio di Macerata. La società ha ora una nuova configurazione ed è composta per   il 56% dalla 4srl di proprietà di Marisa Ferri di Cessapalombo. La quota del 12.5% della Sielpa Srl nel frattempo è stata pignorata dal 12,5% dalla Cementor. Anche la quota della Mifin, che deteneva il 12.5%, è stata pignorata con costituzione di pegno a favore dei creditori: la Credito industriale Sammarinese e la General Impianti srl. L’ultimo 19% delle quote è in seno alla Valpotenza srl. A Roma la “Terzo Millennio” rinasce con il nuovo nome   di “Prica Immobiliare” srl con amministratore unico un professionista che abbiamo già incontrato, il commercialista Luca Ferranti di Tolentino che fa passare circa quattro mesi e il 17 ottobre deposita una richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Roma, lontano dalla politica civitanovese, ma soprattutto lontano da Banca Marche. Qui entra in gioco anche l’istituto di credito marchigiano che   proprio ad ottobre viveva le concitate fasi del Commissariamento. Le vicende della Terzo millennio infatti si intrecciano a doppio filo con quelle di Banca Marche perché nel 2005 l’istituto di credito e la società, di fronte ad un notaio di Porto Recanati, firmano e sottoscrivono un contratto condizionato di mutuo fondiario per 25 milioni di euro della durata di 10 anni, ipotecando tutta l’area Ceccotti per la cifra di 50 milioni di euro. Il finanziamento poteva essere utilizzato, ed in buona parte lo è stato, fino a 16 milioni e 500 mila euro per fronteggiare i costi previsti e fino ai 25 milioni per favorire le vendite. Il 18 gennaio la politica tenterà di ricominciare a scrivere un nuovo capitolo nella   progettazione della Ceccotti, una progettazione che sulla carta vuole essere “partecipata” ma che   dovrà necessariamente tenere conto dei molteplici, intricati, taciuti interessi presenti sul comparto.

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