Recchioni e Gismondi sulla Ceccotti: “Mobili è in delirio elettorale”

Ancora polemiche dopo la conferenza stampa del sindaco
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Le proteste

Pioggia di dissenso sulla conferenza stampa di Mobili in merito alla Ceccotti: dopo l’uscita del consigliere della Federazione della sinistra, Marco Scalabroni (leggi l’articolo) che contestava la cubatura, oggi intervengono anche Antonio Recchioni e Piero Gismondi, sempre dell’opposizione: “Confutiamo quanto detto martedì da Mobili – sostiene Recchioni – non è vero quando il sindaco dice che non abbiamo mai fatto proposte, la nostra proposta è in 70 pagine e si chiama studio Calafati, ma il sindaco non ha mai voluto visionarlo o prenderlo in considerazione nè ha messo a disposizione l’ufficio tecnico per dialogare in maniera bipartisan su soluzioni che fossero condivise. In consiglio è stato presentato un progetto con dati falsi – continua – si parla di 150 appartamenti da 100 metri quadrati, ma in realtà ci saranno almeno 250 appartamenti e con una cubatura minore dal momento che l’industria edilizia è in crisi”. Secondo i due esponenti della lista civica insomma il progetto Ceccotti non corrisponderebbe alle reali esigenze della città, tanto che anche l’area Cecchetti rappresenterebbe un monito per altra cementificazione: “ma il sindaco ha mai passeggiato a piedi per la Cecchetti? vede o non vede che tutta la parte commerciale è vuota e non affittata? Lo vede che un’area che era destinata a piazza è diventata un parcheggio e che in quella che era stata spacciata come area verde non va mai nessuno tanto da essere poco più che un giardino per residenti?”

Polemica anche per quanto riguarda i parcheggi: “Mobili parla di 1500 parcheggi, perchè quello è il numero definito dagli standard urbanistici, ma se sottraiamo quelli destinati ai residenti con almeno due auto ogni famiglia e quelli destinati al commerciale i posti auto a servizio della città saranno più o meno quelli attualmente a disposizione nel piazzale della stazione. La nostra proposta era di cercare di salvaguardare gli interessi del privato, ma con una cubatura della metà rispetto a quella adottata, restauro della fornace, inversione della stazione e aree verdi”. “Adotteremo tutti gli atti necessari affinchè il piano non venga approvato – ha detto Gismondi – non vogliamo discriminare il privato, ma qualificare quell’area, Mobili invece è in delirio elettorale, parla come se i lavori partissero domani, invece la battaglia è ancora lunga”.

l. b.



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