Il nuovo pasticcio
gira intorno alla rotatoria

MACERATA - L'operazione sul Centro commerciale, il parcheggio e la scuola grezza (di cui il Comune non sa che farsene) ai Cappuccini. Il problema delle cosiddette opere compensative
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bommarito-giuseppedi Giuseppe Bommarito

Fervono da qualche settimana i lavori per costruire la nuova rotatoria tra via Mattei, via San Francesco e via Cincinelli, e molti cittadini, allarmati da notizie più o meno vere che circolano a mille, chiedono insistentemente spiegazioni, non tanto sulla rotatoria in sé quanto sull’intero intervento edilizio che ricomprende questa opera. Già alcune notizie, in verità, sono uscite sulle cronache locali, compreso questo giornale, descrivendo il progetto, che prevede, oltre alla rotatoria finalizzata ad eliminare gli attuali semafori, nella parte a sud, gestita dalla Magazzini Gabrielli s.p.a., l’ennesimo centro commerciale (a tre piani) accessibile da via Mattei, un parcheggio, un edificio scolastico da lasciare al grezzo e un minuscolo parco pubblico, mentre invece nella parte a nord, di competenza della Sofim s.r.l. (una società con sede in Pollenza), nuove costruzioni di edilizia residenziale in via Urbino per circa diecimila metri cubi.

 

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Via Cincinelli

Su tale progetto si è espresso sulla stampa con grande entusiasmo l’assessore Pantanetti, fresco di delega all’urbanistica (in precedenza invece ai lavori pubblici), evidenziandone gli aspetti positivi in termini di viabilità e per le opere pubbliche destinate ad essere tradotte in realtà dal privato, cedute al Comune di Macerata ancora prima di essere realizzate: il parcheggio a ridosso del centro commerciale; il piccolo parco pubblico di appena un ettaro, confinante con via Mattei, “dove fare passeggiate e jogging” (???); e infine la struttura scolastica grezza da 600 metri quadrati, di cui, sempre a detta di Pantanetti, bisognerà studiare la destinazione (!!!). Affermazioni in parte accettabili (soprattutto per quanto riguarda la prevedibile utilità della rotonda), per il resto abbastanza discutibili. Tuttavia, prima di esprimere valutazioni più precise, è bene ripercorrere la storia di questo progetto sicuramente destinato a cambiare la fisionomia dell’intera zona dei Cappuccini di Macerata. E’ un’altra di quelle storielle istruttive e utili a capire come in questa città venga gestita l’urbanistica, mettendo regolarmente sotto i piedi l’interesse della collettività.

La vicenda di questa ennesima rotonda si inserisce nella cosiddetta “minitematica”, che – contrariamente a quanto potrebbe far pensare la denominazione riduttiva e tranquillizzante – in pratica è una imponente variante al piano regolatore generale di Macerata, che ha fatto ulteriormente lievitare la volumetria edificabile in città, già pesantemente gravata dal milione e passa di metri cubi decisi poco tempo prima dall’Amministrazione Comunale con il piano casa.

rotatoria_via_cincinelli-3-300x225Stiamo parlando, infatti, complessivamente di 437.210 metri cubi di nuova volumetria edificabile (un’enormità: e per fortuna che si trattava di una minitematica, figuriamoci cosa sarebbe avvenuto se si fosse trattato di una maxitematica!), spalmati in ben 128 interventi edificatori autorizzati con la variante in questione (in pratica, a mio avviso, la rinunzia conclamata ad una programmazione urbanistica di carattere generale e il trionfo della politica edilizia ed urbanistica a macchia di leopardo, cioè ad personam, usata dalla maggioranza di centrosinistra anche per evidenti finalità di tipo elettoralistico, tanto che all’epoca si parlò pure di voto di scambio), impostata nell’ultimo periodo della seconda Giunta Meschini, cioè nell’aprile e nel novembre del 2009, e poi approvata in via definitiva nell’ottobre 2010 dall’attuale Amministrazione Comunale a guida Carancini.

L’intervento in questione venne a suo tempo proposto dalla Sofim s.r.l., ma non incontrò il favore degli uffici comunali (il Servizio Gestione del Territorio) e della stessa Giunta Meschini, tanto che nei primi giorni del mese di novembre 2009 approdò, per le prime decisioni al riguardo, con un parere negativo nella terza Commissione Consiliare, la commissione urbanistica, anche nel corso del precedente mandato consiliare presieduta dal mitico Luigi Carelli (sì, proprio lui, l’uomo del PD, corrente del mattone, che nella vicenda della cittadella dello sport di Fontescodella ha dato il meglio di se stesso, proponendo in tutti i modi l’acquisto da parte del Comune di un campo di patate per farci niente, ad un prezzo molto superiore a quello stabilito dall’Agenzia del Territorio e dallo stesso potenziale venditore).

A questa Commissione Consiliare, infatti, di fatto spogliando delle sue mansioni i competenti uffici comunali – cose che stranamente capitano solo a Macerata e che non possono spiegarsi nemmeno con le pur rilevanti funzioni in materia urbanistica della Commissione stessa a termini di statuto comunale – venne assurdamente affidato un compito addirittura istruttorio su tutte le proposte di inserimento nella minitematica e di esame delle relative osservazioni. E la Commissione, con un voto in verità bipartisan, decise “dopo aver valutato il parere favorevole dell’ufficio” (parere – come si è visto – in realtà negativo) di proporre al Consiglio Comunale un emendamento migliorativo del progetto della Sofim s.r.l., chiedendone l’accoglimento.

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 10 novembre 2009, in sede di esame delle varie osservazioni e di approvazione definitiva della minitematica, nonostante la dichiarazione dell’allora Sindaco Meschini, che, con riferimento all’intervento in questione ma senza specificare alcunchè, si disse solennemente “contrario nel merito e nel metodo all’emendamento proposto dalla Commissione”, su proposta della Commissione stessa approvò il progetto, ancora una volta con una maggioranza trasversale, due astensioni anch’esse trasversali e due voti contrari (il Sindaco Meschini e l’allora consigliere comunale semplice Marco Blunno, attuale superassessore della Giunta Carancini). Molti i consiglieri assenti o usciti dall’aula per incompatibilità di tipo personale, tra i quali un esponente di rilievo del PD, il cui padre era proprietario di uno spicchio di terra ricadente nell’area in questione.

La minitematica terminò poi il suo iter burocratico sotto le gestione Carancini, per essere poi, subito dopo, impugnata al TAR Marche dalla lista Maceratiamo e da numerosi cittadini residenti nel rione Santa Lucia, quello più toccato dallo sconquasso edilizio e urbanistico derivante dal progetto di cui stiamo parlando. Nel ricorso, meritevole per il tentativo di tutelare veramente l’interesse pubblico (dimenticato da chi avrebbe dovuto rappresentarlo), si evidenziavano diversi profili di illegittimità, alcuni dei quali riguardavano in special modo proprio quest’intervento a cavallo tra via Mattei, via Cincinelli e via San Francesco. Poiché tuttavia in Italia le sentenze arrivano “a babbo morto”, quando in realtà spesso e volentieri servono ormai a ben poco, ecco che nei giorni scorsi le ruspe sono potute scendere in strada e iniziare i lavori, partendo appunto dalla rotatoria, destinata ad essere completata nei primi giorni di luglio.

E qui riprendiamo il discorso sulle dichiarazioni di questi giorni dell’assessore Pantanetti sulle opere pubbliche compensative destinate ad essere realizzate dal privato in cambio della volumetria assentita. Niente da dire, come già detto, sulla rotatoria in sé e sul parcheggio, che saranno certamente utili per il quartiere, snellendo un po’ il traffico e eliminando le macchine lasciate disordinatamente a destra e a sinistra. Invece il miniparco urbano, dove inserire un percorso salute e fare jogging, stretto tra una via trafficatissima qual è via Mattei e il parcheggio del centro commerciale che sorgerà, fa letteralmente crepare dalle risate (se non ci fosse da piangere, e non solo per le polveri sottili che lì saliranno a mille).

Ma peggio ancora deve dirsi per l’edificio scolastico di circa 600 metri quadrati, posizionato anch’esso nei pressi del parco urbano (con tutte le puzze dei tubi di scarico presenti per gran parte della giornata), che il privato consegnerà allo stato grezzo, che è stato valutato nel quadro dell’accordo compensativo ben 700.000 euro (azzardo, da profano: ma non è una stima un po’ troppo alta?) e che il Comune lascerà così com’è, visto che non ha i soldi per completarlo e anche perchè non sa a cosa destinarlo. Il tutto – lo ricordo ancora una volta – non secondo le bugie e le malignità di qualche fiero oppositore delle ultime maggioranze di centrosinistra, ma sulla base delle testuali parole contenute in una recentissima intervista dell’assessore Pantanetti.

Che dire quindi di questa struttura grezza piazzata lì vicino alla rotatoria in costruzione? Solo parolacce, a parer mio! E’ noto infatti che le opere compensative realizzate dai privati devono essere funzionali ad un reale interesse pubblico. Ma qui, nel nostro caso, questo edificio grezzo non si capisce a cosa servirà e soprattutto non si capisce perché sia stato inserito tra le opere compensative, visto che una scuola lì proprio non serve (tra l’altro, la recente politica scolastica comunale e provinciale è andata in direzione di una riduzione degli istituti scolastici, anche sacrificando strutture storiche), né ci sono i soldi per completare l’edificio e se veramente vi fosse piazzata bisognerebbe chiamare un’ambulanza e trasportare d’urgenza al reparto psichiatrico dell’ospedale di Tolentino chi dovesse prendere una tale decisione. In pratica, siamo arrivati all’assurdo per il Comune di ricevere, in cambio di volumetria assentita, un’opera pubblica, evidentemente decisa dal privato, di cui il Comune stesso non sa che farsene e che quasi certamente, con questi chiari di luna, resterà allo stato grezzo per decenni. Le domande che sorgono spontanee allora sono: ma siamo impazziti? Non era possibile concordare un’opera compensativa veramente utile per la città (ad esempio, i lavori di sistemazione della scuola di via Panfilo, che casca a pezzi, o di altri istituti scolastici cittadini)? La convenzione firmata tra Comune e privati può essere ancora rivista, magari cercando di salvaguardare almeno in parte quel poco di verde lì rimasto?

Come al solito, non resta che attendere inutilmente le spiegazioni che non arriveranno dall’Amministrazione Comunale e dalle forze politiche di maggioranza.

* * *

Per chiudere, un’ultimissima cosa, fuori argomento ma sempre in tema di trasparenza mancata e di assurdità varie. In una riunione avvenuta proprio oggi in Comune un rappresentante dell’IRCR è venuto a dire che l’ente non trova più (!!!) la delibera con la quale venne deciso il graziosissimo regalo di 11 milioni di euro all’Italappalti. Beh, se proprio questo è il problema che impedisce all’IRCR e al Comune di indagare, verificare, riscontrare, inchiodare alle proprie responsabilità gli autori di un tale misfatto, quella delibera, o, meglio, quelle delibere possono chiederle anche a me. Con spirito collaborativo sarò ben lieto di fornirle a chi nelle istituzioni deciderà di uscire dall’omertà di partito e di maggioranza e dalla logica degli inciuci trasversali.

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– L’approvazione dello scorso anno in Consiglio (leggi l’articolo)

– La lettera aperta dell’avvocato Benedetti (leggi l’articolo)



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